Borse europee deboli. Usa-Cina, il nodo è Hong Kong

BORSE EUROPEE DEBOLI. USA-CINA, IL NODO E’ HONG KONG

borse europee

Asia negativa complice il crollo delle vendite al dettaglio giapponesi. Le borse europee non spingono

 

Segno meno per le borse europee. D’altronde, c’era da aspettarselo ed è arrivato. Dopo il passo in avanti registrato nei giorni scorsi nella trattativa tra Usa e Cina, con entrambe le parti dichiaratamente ottimiste sul possibile accordo entro la fine dell’anno, quantomeno della fase 1, ecco, puntuale, il dietrofront. E non è un dietrofront da poco.

Il nodo è Hong Kong. Perché il presidente Trump ha trasformato in legge due proposte a sostegno dei manifestanti per la democrazia, scantenando preoccupazione e sospetti da parte di Pechino, che nei giorni scorsi aveva già contestato l’idea che questi disegni di legge potessero essere approvati dalla Casa Bianca. “Intenzioni sinistre”. Si è espresso in questo modo il ministro degli Esteri di Pechino. E così, i mercati asiatici scambiano debolmente, complice il crollo delle vendite al dettaglio in Giappone, -7,1% a ottobre su base annuale a fronte di un -3,8% atteso ma soprattutto di un +9,2% registrato a  settembre. E anche il vecchio continente apre in territorio negativo, con l’eccezione di Madrid. 

Sul mercato valutario euro e sterlina recuperano terreno nei confronti del dollaro che si mantiene comunque stabile sul proprio indice di riferimento. In Gran Bretagna è un continuo alternarsi di sondaggi in vista delle elezioni anticipate del 12 dicembre. I mercati chiedono una maggioranza stabile, a prescindere di chi ci sia come premier. Al momento, Boris Johnson rimane il favorito: secondo YouGov avrebbe una maggioranza di 68 seggi in Parlamento. Sul fronte macro si attendono dati sulla fiducia per l’economia in Eurozona, occhio anche all’inflazione in Germania prevista nel pomeriggio. Dopo la pubblicazione delle scorte di ieri il petrolio è scivolato sotto quota 58 dollari al barile mentre l’oro viaggia sotto i 1.460 dollari l’oncia. Wall Street chiusa per festività.

EQUITY

Dax 13.234 (-0,4%)

Ci si attende un crollo dell’indice dei prezzi al consumo su base mensile: da +0,1% a ottobre al -0,6% di novembre (dati preliminari). Indice sempre in lateralità in area massimi dal 5 novembre scorso, potrebbe generarsi un impulso ribassista se Francoforte dovesse chiudere in territorio negativo.


Grafico Dax by TradingView

 

Ftse Mib 23.402 (-0,35%)

Unica tra le borse europee ad aver chiuso in rosso alla vigilia, resta sotto la parità senza tentare il rimbalzo aspettando l’indice dei prezzi alla produzione, per i quali si attende una contrazione per il mese di novembre. Dopo aver guadagnato il 2% circa nelle ultime 5 sedute, Piazza Affari viaggia verso un nuovo impulso ribassista.

Cac 40 5.906 (-0,35%)

Sembrava ormai a un passo dalla soglia dei 6.000 punti ma l’incertezza dei mercati ha inevitabilmente coinvolto anche Parigi, che aggiorna i minimi della settimana a 5.900 punti.

Ibex 9.364 (+0,02%)

Unica ad aprire positiva tra le borse europee, sta rintracciando velocemente già nella prima ora di contrattazioni, complici i dati sulle vendite al dettaglio peggiori delle attese anche se comunque in crescita: +2,6% a ottobre su base annuale. Il consensus era del 3,3%, mentre a settembre il dato è stato del 3,4%. Inflazione in calo su base mensile (dato preliminare): +0,2% a fronte dell’1% del periodo precedente ma superiore all0 0,1% previsto dagli analisti. Su base annuale siamo a +0,4%, che supera lo 0,2% stimato e lo 0,1% del mese prima.

VALUTE

Come detto il dollaro è pressoché stabile sul Dollar Index, in area 98,3 nel Thanksgiving Day (Wall Street chiusa). Ci si attendono movimenti nell’euro dollaro aspettando i dati macro inerenti alla fiducia di imprese, consumatori e industria nell’Eurozona: al momento la moneta unica si è riportata sopra quota 1,10 nel cambio con il biglietto verde. Anche la sterlina cerca di ripartire all’attacco dopo l’ennesimo sondaggio che riporta Boris Johnson in testa.

Euro Dollaro 1,1015 (+0,14%). Euro Sterlina 0,8514 (+0,07%). Euro Franco Svizzero 1,1001 (+0,07%).


Grafico Euro Dollaro by TradingView

 

MATERIE PRIME

Petrolio in calo dopo la pubblicazione delle scorte Eia nel pomeriggio di ieri: 1,572 milioni di barili nell’ultima settimana, dato maggiore agli 1,379 milioni rilevati nel periodo precedente e a quello delle attese, che avevano previsto una contrazione pari a -0,418 milioni. Dunque, un aumento di scorte superiore al previsto e come spesso accade il prezzo scivola, anche se le perdite nella seduta odierna delle borse europee rientrano nei valori della vigilia: al momento il Wti è quotato 57,7 dollari al barile, il ribasso è dello 0,6%. Nonostante l’incertezza dei mercati, il sentimento globale rimane sul “risk on” e questo tiene il prezzo dell’oro ancora sotto quota 1.460 dollari l’oncia. Al momento il metallo prezioso tenta una timida ripresa, +0,2%. Prese di beneficio infine sul rame dopo il 2,6896 della vigilia, massimo degli ultimi 20 giorni: -0,8% per il metallo rosso, scambiato a 2,65 dollari per libbra.


Grafico Wti by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

Non si schioda dal -0,37% il rendimento del bund tedesco decennale, mentre il btp si riporta sopra l’1,2%: l’1,23% raggiunto oggi è il massimo degli ultimi 8 giorni, con lo spread in rialzo a 158 punti base, in attesa di capire se ci potessero essere o meno risvolti sulla maggioranza dopo l’apertura delle indagini della magistratura nei confronti di Open, fondazione a sostegno di Matteo Renzi. 

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