Borse europee, per il momento il rimbalzo è debole
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BORSE EUROPEE, IL RIMBALZO PER ORA E’ DEBOLE

mercato azionario

Timidi guadagni per le borse europee. Usa: dazi sui prodotti Ue dal 18 ottobre

Il rimbalzo c’è. Ma senza troppa convinzione. Con Francoforte chiusa per festività, le borse europee ripartono sopra la parità con guadagni attorno al mezzo punto percentuale ma lo fanno con fatica. Dopo la sentenza del Wto che ha affossato i mercati alla vigilia, gli Stati Uniti hanno annunciato che i dazi sulla merce europea destinata all’export per un valore di 7,5 miliardi inizieranno il 18 ottobre e, come previsto, sono coinvolti anche diversi prodotti italiani. Formaggi nostrani e salumi i più colpiti, mentre sembrano salvi vino e olio extravergine. Moda, materiali da costruzione, metalli, moto e cosmetica gli altri settori soggetti a tariffe. Per la Coldiretti, l’Italia è il paese più colpito dopo la Francia. Intanto il vecchio continente attende numerosi dati macroeconomici riguardanti i servizi, il cui stato di salute dovrebbe essere migliore di quello dell’industria e del manifatturiero. Sul fronte Brexit, Boris Johnson ha consegnato all’Unione Europea la sua bozza per un accordo.  Il premier inglese ha dichiarato di aspettarsi un compromesso dall’Ue e che qualunque cosa accada, l’uscita dall’Unione avverrà il 31 ottobre. Stabile il petrolio a 52 dollari al barile anche se in lieve rialzo, oro appena sotto la soglia dei 1.500 $ l’oncia mentre l’euro mantiene il cambio con il dollaro in area 1,0960.

EQUITY

Dax chiuso per festività
Unico paese al di sotto della soglia psicologica dei 50 punti, la Germania registra un ribasso consistente dell’indice Pmi composito: 48,5 a settembre dopo il 51,7 di agosto. Sopra i 50, ma al di sotto delle attese, l’indice dei direttori degli acquisti del settore servizi: 51,4 sempre a settembre, 52,5 il consensus, 54,8 il dato del mese precedente.

Ftse Mib 21.416 (+0,56%)
Il Pmi Composite si mantiene in linea con le attese a settembre: 50,6, punteggio superiore al 50,3 di agosto. Positivo anche l’indice dei direttori degli acquisti del settore dei servizi: 51,4 a settembre, superiore al 50,4 stimato dagli analisti e al 50,6 del mese precedente. Dal punto di vista grafico, una prima resistenza per un’eventuale risalita si può individuare a 21.500 punti, anche se il vero punto di svolta dovrebbe corrispondere a 21.780.


Grafico Ftse Mib by TradingView


Cac 40 5.463 (+0,75%)
Delude le previsioni del mercato l’indice Pmi Markit composito di settembre: 50,8 a fronte de 51,3 atteso. Il dato è inferiore anche a quello di agosto (52,9). Insufficiente anche il 51,1 dell’indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese: gli analisti avevano previsto un valore pari a 51,6, mentre il mese precedente l’indice si era attestato a quota 53,4.

Ibex 8.947 (+0,39%)
La Spagna porta con sé il valore più alto tra le principali borse europee per quanto riguarda l’indice dei direttori agli acquisti del settore dei servizi: 53,3 di settembre tuttavia è inferiore al consensus (53,8) e al dato di agosto (54,3).

VALUTE

Nella seduta di mercoledì 3 ottobre l’euro ha recuperato terreno nei confronti del dollaro, indebolito seppur parzialmente dall’aumento delle scorte di petrolio e dalla variazione (negativa) dell’occupazione non agricola a settembre. Il 50,1 dell’indice composito dei servizi dell’Eurozona, a quota 50,1 a settembre, è inferiore alle attese (50,4) e al dato di agosto (51,9), stesso discorso vale per l’indice dei direttori agli acquisti del settore servizi: 51,6 il valore pubblicato, 52 quello relativo al consensus, 53,5 il dato di agosto. Numeri che potrebbero determinare un indebolimento della moneta unica, che intanto guadagna terreno sia con la sterlina sia con il franco svizzero.

Euro / Dollaro 1,0960 (+0,1%). Euro / Sterlina 0,8915 (+0,07%). Euro / Franco Svizzero 1,0955 (+0,25%).


Grafico Euro Dollaro by TradingView

MATERIE PRIME

Non accenna a nessuna ripresa il prezzo del petrolio all’apertura delle borse europee, crollato in area 52 dollari al barile dopo i dati sulle scorte pubblicati ieri dall’Eia e il tonfo del settore manifatturiero americano pubblicato martedì. I minimi aggiornati agli ultimi due mesi a 52,14. Dopo un’ora e mezza di contrattazioni però il greggio accenna a una lieve ripresa: +0,7% e 52,8 dollari al barile. Netto invece il rimbalzo dell’oro, passato in poco più di ventiquattrore da 1.459 dollari l’oncia a 1.505, prima di ritracciare appena sotto la soglia dei 1.500. Negativa, anche se in barra neutrale, la seduta del rame, 2,55 dollari per libbra (-0,5%).


Grafico Wti by TradingView

TASSI D’INTERESSE

Le preoccupazioni per il rallentamento della crescita globale, e una nuova trade war all’orizzonte tra Europa e Stati Uniti, conducono nuovamente gli investitori verso i beni rifugio. E così il rendimento del Bund tedesco, mentre la Bce prosegue nella sua operazione di acquisto sistematico dei titoli di stato, torna a scendere: il -0,58 di oggi è il minimo degli ultimi quattro giorni. Lo spread è a 146 punti base, con il Btp a 0,88%. Spiccano da Bruxelles le dichiarazioni di Paolo Gentiloni nella sua audizione programmatica al Parlamento Ue:  “Tratterò l’Italia come gli altri Stati membri, visto che non rappresento un governo. Il mio impegno sarà rivolto soprattutto sulla riduzione del debito pubblico e sulla disoccupazione”.


Grafico Bund by TradingView

 

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Redazione

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