BORSE EUROPEE, SEDUTA NERA: INDICI AI MINIMI DEL MESE

Oro vicino ai 1.700 dollari l’oncia ai massimi da gennaio 2013. Piazza Affari la peggiore tra le borse europee

 

Ripiombano ai minimi di inizio febbraio le borse europee, spinte giù dal risk off causato dal coronavirus dopo che il contagio si è diffuso nel fine settimana, con i picchi in Italia, dove i morti sono cinque e i casi confermati 219, e in Corea del Sud, dove l’allerta è importata ai massimi livelli, mentre in Cina l’aggiornamento delle vittime conta 150 decessi in più. E così l’andamento pesante sui mercati asiatici, con Seul maglia nera (-3,87%), seguita da Hong Kong (-1,79%), si riflette anche sulle contrattazioni nel vecchio continente.

I timori maggiori rimangono però legati ai danni che stanno subendo la crescita dei paesi asiatici. Il governo cinese si è mosso per rassicurare gli investitori annunciando due piani di bilancio straordinari. Le misure cercheranno di sostenere l’economia domestica aumentando le importazioni/esportazioni e aumentando i finanziamenti verso le attività volte a contenere l’epidemia di virus. E’ probabile, tuttavia, che nel breve termine queste iniziative siano insufficienti ad far diminuire la tensione, visto che la maggior parte degli investitori sta già modificando i propri portafogli, cercando di coprire il rischio, soprattutto dopo che la Cina ha annunciato un potenziale aumento dei casi di contagio.

 

BORSE EUROPEE, PIAZZA AFFARI LA PEGGIORE

In questo contesto, tutti i mercati azionari sono in rosso in Europa: la peggiore è Piazza Affari con perdite superiori ai quattro punti percentuali. Nel mercato valutario, si rafforzano yen e franco svizzero, così come l’oro, sempre più vicino ai 1.700 dollari l’oncia, mentre il rendimento del bund decennale tedesco è ai minimi degli ultimi quattro mesi. La corsa ai beni rifugio è giustificata anche dal fatto che gli sviluppi relativi al virus, in particolare nei principali focolai in Corea del Sud, Iran e Italia, sembrano segnalare un aumento delle probabilità di una pandemia globale rispetto a quanto precedentemente ipotizzato, con seri rischi la crescita economica globale.

 

EQUITY

Dax 13.069 (-3,7%)

Francoforte ripiomba in area 13.000 perdendo oltre seicento punti rispetto alla vigilia. Sul fronte dei dati macroeconomici, cresce la fiducia delle aziende misurate dall’indice Ifo: il 96,1 rilevato a febbraio è superiore a 95,3 del consensus e al 96 di gennaio.


Grafico Dax by TradingView

 

Ftse Mib 23.629 (-4,7%)

Maglia nera del vecchio continente: in soli due giorni l’Italia si ritrova a essere il paese con più casi di coronavirus in Europa, e terzo nel mondo dopo Cina e Corea del Sud. I provvedimenti del governo, con scuole chiuse, smart working dove possibile e coprifuoco per i locali dalle 18 alle 6 potrebbero portare a un rallentamento dell’economia italiana: le prime stime parlano di un’incidenza dello 0,2% sul Pil (Banca d’Italia). Il Ftse Mib ha tenuto i 24.000 punti per pochi istanti prima di scendere a un minimo di 23.567, ai minimi dal 4 febbraio scorso.

 

Cac 405.817 (-3,52%)

Di nuovo sotto i 6.000 punti, quella di Parigi è la borsa che registra il record più negativo tra le borse europee: non arretrava a 5.794 punti dal 10 dicembre scorso. Prossimo target di supporti a quota 5.700.

Ibex 9.547 (-3,53%)

Abbandona l’area dei 10.000 riportandosi ai minimi del 5 febbraio. Madrid è la piazza che perde meno terreno tra le borse europee. Tuttavia, nelle ultime tre sedute ha perso i quasi sei punti percentuali guadagnati tra il 5 e il 19 febbraio scorso.

 

VALUTE

Riparte la corsa verso quota 100 del dollaro nel proprio indice di riferimento: al giro di boa delle borse europee si attesta a 99,6 con  un guadagno timido dello 0,2% ma il biglietto verde corre sia nel cambio con l’euro che con la sterlina, quest’ultima la più in affanno. Si rafforzano franco svizzero, ai massimi da agosto 2015, e yen giapponese (111,3 il cambio con il dollaro).

Euro Dollaro 1,0820 (-0,2%), Euro Sterlina 0,8388 (+0,26%), Euro Franco Svizzero 1,060 (-0,09%)


Grafico Euro Dollaro by TradingView

 

MATERIE PRIME

Tiene il petrolio, che resiste in area 51 dollari al barile. S’impenna l’oro, libero dalla zavorra del risk on che ha caratterizzato i mercati fino alla settimana scorsa. I guadagni decimali registrati dal metallo prezioso dal 9 gennaio al 17 febbraio, appena il 2%, si sono letteralmente moltiplicati nelle ultime sei sedute (quasi 7 punti). I 1.689 dollari l’oncia raggiunti nella seduta di oggi sono il massimo da gennaio 2013. Il rame abbandona la soglia psicologica dei 2,6 dollari per libbra ma tengono i supporti a 2,55. 


Grafico Oro by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

La corsa ai beni rifugio premiano il bund tedesco, il cui rendimento ripiomba a -0,48%, come non capitava da ottobre. Volatilità per il btp decennale, che durante la seduta odierna è sceso sotto lo 0,9%, ma ha anche superato l’1%, ai massimi dal 6 febbraio.


Grafico Bund by TradingView