BORSE GIU', ASPETTANDO L'EUROGRUPPO - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

BORSE GIU’, ASPETTANDO L’EUROGRUPPO

Sono sempre le tensioni commerciali tra Usa e Cina a decidere la direzione dei mercati. E con l’Asia negativa, complice l’ordine esecutivo firmato ieri da Donald Trump contro l’importazione di alcuni servizi di telecomunicazione stranieri, tra cui quello del cinese Huawei, anche gli indici di Piazza Affari e gli altri principali listini europei aprono con il segno meno, in attesa della riunione dei ministri delle Finanze della zona euro a Bruxelles, a cui parteciperà anche Mario Draghi, presidente della Bce.

In lieve aumento il prezzo del petrolio, Euro/Dollaro sui livelli della vigilia, oro stabile di poco sotto ai 1.300 dollari l’oncia.

Lo spread si riporta in zona 280 punti base, mentre il rendimento del BTP decennale torna a oscillare attorno al 2,70%.

EQUITY

Dax a 12062 punti (-0,48%).
Giornata fiacca per Francoforte, in attesa del discorso del presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Domani si attende l’indice dei prezzi all’ingrosso di aprile, su base mensile. Il trend negativo di breve periodo dovrebbe proseguire fino a domani, complice l’impulso ribassista registratosi il 10 maggio scorso e il minimo raggiunto nell’ultimo mese e mezzo, a 11.844 punti toccato il 13 maggio scorso.

Ftse Mib a 20.799 punti (-0,3%)

Prevale la cautela a Piazza Affari, sulla stessa linea si posiziona sotto la parità il Ftse All Share. L’inflazione ad aprile su base mensile conferma le attese e si attesta allo 0,2%, in linea con il dato precedente anche a livello annuale: 1,1%. In buona luce le vendite al dettaglio  (+1,15%), il comparto immobiliare (+0,99%) e chimico (+0,60%). Tra i più venduti i settori tecnologia (-2,18%), automotive (-0,77%) e bancario (-0,56%). Anche per il listino milanese prevale un trend negativo avviato dall’impulso ribassista dopo i massimi dell’anno toccati il 17 aprile scorso.

Cac40 a 5.362 punti (-0,24%)
Apertura di seduta incerta anche a Parigi, nonostante l’impulso rialzista registratosi il 13 maggio scorso dopo il minimo degli ultimi due mesi a 5.247 punti. Scende, anche se di poco, il tasso di disoccupazione su base trimestrale: 8,7%, più basso dello 0,1% rispetto a quello precedente.

Ibex a 9.176 punti ((+0.02%)
Unico sopra la parità in quelli che saranno due giorni privi di dati macro significativi per la Spagna. L’indice di Madrid è reduce da due sedute positive consecutive e l’impulso rialzista del 13 maggio può propendere a una chiusura positiva anche domani, sopra i massimi della settimana, a quota 9.190 punti.

VALUTE

Stabile l’Euro/Dollaro sopra quota 1.12, il biglietto verde resta debole a causa dell’incertezza delle trattative commerciali tra Usa e Cina. Se dovesse chiudersi la seduta europea con la moneta  unica sopra 1.1224 potrebbe generarsi un nuovo impulso rialzista.
Euro Dollaro a 1.1221 (+0,2%), Euro Franco a 1.311 (+0,11%), Euro Sterlina a 0,8738 (+0,21%).

COMMODITIES

Torna a risalire il prezzo del petrolio, che tocca i massimi della settimana a  62.53 dollari al barile. Quella di oggi potrebbe essere la terza seduta consecutiva di rialzi nel mese di maggio, il cui andamento resta comunque ancorato a una lateralità compresa tra i 61 e i 63 $ al barile.

Oro in ritracciamento (−0.11%) dopo il massimo del mese raggiunto il 14 maggio con cui ha superato i 1.300 dollari l’oncia. Limpulso ribassista potrebbe far scendere ancora di qualche punto la quotazione, senza che però si allontani troppo dai valori attuali. Occhio ai dati della disoccupazione degli Stati Uniti in arrivo nel pomeriggio e al report in arrivo dalla Fed di Philadelphia.

In rialzo il rame reduce da due sedute positive (+0.51%) pur sempre all’interno del trend negativo che ha portato ai minimi dal 29 gennaio scorso, a quota 2,700 dollari l’oncia del 13 maggio scorso.

Prosegue l’andamento al ribasso il Bund tedesco, che ieri ha raggiunto i minimi assoluti da settembre 2016 a -0,130%.

In controtedenza sale invece il tasso di interesse del Btp complici le tensioni nel governo, additate da Mps e Unicredit, in due report differenti, come il principale motivo dell’aumento dello spread.

Il 2.82% di rendimento del decennale italiano raggiunto ieri è il valore massimo dallo scorso mese di febbraio. Ma l’impulso ribassista a seguire potrebbe riportare i livelli sotto quota 2.80%, complici eventuali dichiarazioni “correttive” da parte del governo, già avviate ieri dal ministro dell’economia Giovanni Tria che ha detto: “Il nervosismo dei mercati è ingiustificato”.

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI