BTP 10 anni: sale lo spread, ecco quali conseguenze da dimissioni Draghi

BTP 10 anni: sale lo spread, ecco quali conseguenze da dimissioni Draghi

BTP a 10 anni: spread ai massimi da 4 settimane, pesano dimissioni di Draghi

Il mercato dei BTP a 10 anni ha subito parecchi scossoni in questi due giorni tormentati per la politica italiana. Gli investitori tornano a chiedere un premio più alto per detenere i nostri titoli di Stato, con un rendimento che al momento staziona intorno al 3,36%. Gli operatori non hanno molto digerito le dimissioni presentate dal Capo del Governo Mario Draghi dopo l’approvazione del “decreto aiuti”, con gli alleati politici dei 5 Stelle che hanno disertato l’aula. Dimissioni che sono state respinte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e demandate alle decisioni del Parlamento.

A turbare gli investitori è questa incertezza politica che si è venuta a creare nel Paese e stamattina lo spread tra BTP e Bund tedeschi si è allargato fino a 228 punti base, top delle ultime quattro settimane. Il divario è ancora al di sotto dei massimi raggiunti a giugno, prima che la Banca Centrale Europea annunciasse lo scudo anti spread che serve a proteggere Paesi come l’Italia dal rischio speculativo.

Roma ha una situazione debitoria critica, con il rapporto PIL/Debito pubblico che ha oltrepassato il 150% e si avvicina ai livelli di rischio per la sostenibilità. Un aumento dei rendimenti dei BTP a 10 anni potrebbe significare un onere molto pesante per l’esposizione debitoria che ha il Paese. Il clima di tensione in questo momento non aiuta affatto la situazione generale e il lavoro della BCE, che ora per giunta si appresta ad aumentare i tassi d’interesse.

 

BTP a 10 anni: ecco le conseguenze delle dimissioni di Draghi

La crisi politica italiana che sta mettendo pressione sui titoli di Stato è un po’ anomala. Il pacchetto del governo da 26 miliardi di euro di fondi per le famiglie colpite dall’inflazione energetica e alimentare è passato a larga maggioranza, ma l’atteggiamento di una parte della maggioranza che si è defilata dal voto parlamentare contrasta con l’idea che ha Draghi di portare avanti un Governo di unità nazionale fino alla fine della legislatura. L’ex Governatore della BCE ha da sempre predicato l’unità di intenti nel sostenere il programma di riforme economiche e sociali accedendo alla quota di oltre 200 miliardi di euro arrivati dall’Europa. La spaccatura su alcuni punti programmatici ha minato le condizioni affinché si potesse procedere secondo le linee tracciate del Governo. Da questo alle dimissioni il passo è stato breve.

Secondo Andy Mulliner, strategist di Janus Henderson, eventuali elezioni anticipate sollevano preoccupazioni degli investitori sulle prospettive di lungo termine dell’Italia, sia in merito ai rapporti con l’Eurozona, sia con riferimento alla sostenibilità delle sue finanze. A suo giudizio, il pericolo non è così forte come quello della crisi sovrana di 10 anni fa, ma ciò comunque comporterà un premio al rischio più ampio per il debito italiano e un inasprimento maggiore delle condizioni monetarie della BCE. Quindi per i BTP a 10 anni vi è da aspettarsi un aumento dei rendimenti e un allargamento degli spread, se non si porterà l’attuale coalizione fino alla scadenza della legislatura, prevede Mulliner.

Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, ha affermato che i mercati stanno scontando un Draghi bis, essendo che le alternative, ossia Governo traghettatore e nuove elezioni, non sono l’ideale per l’economia italiana. L’Italia, sottolinea Diodovich, è alle prese con la delicata questione economica riguardo la crisi energetica, i requisiti per i fondi PNRR, la legge di bilancio, lo scudo anti-spread e i rischi di recessione, nonché con quella sanitaria in merito alla campagna vaccinale per la quarta dose anti Covid-19. Una soluzione con Draghi ancora Presidente del Consiglio sarebbe molto gradita in Europa e nei mercati finanziari, con lo spread BTP/Bund che potrebbe scendere a 200 punti base, continua lo stratega di IG. In caso contrario, le tensioni lo spingerebbero verso 250 o addirittura 300 basis point se vi fossero elezioni anticipate.

Sulla stessa linea di Diodovich è Peter Goves, stratega di MFS Investment Management, che ha dichiarato che il mercato è rimasto sorpreso dalle dimissioni di Draghi, che determinano nuove incertezze per gli spread dei BTP. A questo punto, la data del 20 luglio sarà cruciale, per Goves, in quanto Draghi si rivolgerà al Parlamento. Ad ogni modo, questa situazione complica le cose per la BCE e gli spread nel breve termine, conclude l’esperto.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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