BTP/Bund: tutti gli scenari in vista delle elezioni presidenziali

BTP/Bund: tutti gli scenari in vista delle elezioni presidenziali

BTP/Bund: tutti gli scenari in vista delle elezioni presidenziali

Cosa attendersi dallo spread BTP/Bund nelle prossime settimane? Quelli che ci avvicinano all’elezione del Presidente della Repubblica del 24 gennaio saranno giorni roventi in Italia. La corsa al Colle in questa tornata elettorale riveste un’importanza eccezionale, perché in ballo non c’è solo la presenza istituzionale nella più alta carica dello Stato, ma anche il vuoto che si potrebbe creare nella guida dell’esecutivo del Paese se al Quirinale alla fine dovesse salire Mario Draghi.

Le conseguenze di questa eventualità sarebbero difficilmente ipotizzabili, alla luce della fase delicatissima che sta fronteggiando la Nazione sul piano economico e sul versante dell’emergenza Covid-19. Gli analisti che si sono espressi sinora sembrano concordi nell’affermare che un risultato che porti a una discontinuità nelle politiche di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza creerebbe una voragine nel Paese dalle implicazioni non proprio benefiche.

 

BTP/Bund: 6 scenari dalle elezioni presidenziali

Sulla stessa linea risultano essere gli economisti di Barclays che vedono un rischio per l’economia e la sostenibilità del debito italiano, in particolar modo se si dovesse ricorrere a elezioni anticipate, dal momento che si interromperebbe il processo di riforma del Paese e il suo accesso ai fondi dell’Unione Europea. La banca britannica però ha delineato 6 scenari, raggruppati in 3 possibilità: una positiva, una negativa e una peggiore.

Nell’evoluzione positiva della cosa lo scenario base consisterebbe nel mantenimento di Mario Draghi a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura nel 2023 e nell’accordo dei partiti verso un candidato istituzionale al Colle diverso. A quel punto si eviterebbe il rischio di scioglimento anticipato delle Camere e del caos istituzionale che metterebbe a repentaglio l’implementazione della Next Generation EU.

Uno scenario ancora migliore per Barclays però sarebbe quello di un Draghi al Quirinale e un suo successore come Capo del Governo sostenuto da una larga maggioranza, senza ricorso alle urne. In tal caso, l’ex BCE si assicurerebbe un ruolo politico di lunga durata e l’Italia potrebbe attuare le riforme comunque sotto la sua supervisione. Una terza opzione potrebbe essere quella di Draghi Capo dello Stato non essendoci alternative, ma con il Governo che perde l’appoggio della Lega. In tutte queste situazioni Barclays stima uno spread BTP/Bund a 10 anni intorno a 120-150 punti nel breve termine, tenuto conto che la Banca Centrale Europea inasprirà sempre di più la sua politica monetaria.

Quanto alle ipotesi negative, una prima eventualità potrebbe essere l’elezione di Draghi a Presidente della Repubblica ed elezioni anticipate ad aprile o maggio, poiché i partiti falliscono nel tentativo di proporre un Governo sostenuto da un’ampia convergenza.

L’altra possibilità potrebbe essere la permanenza del 74enne romano a Palazzo Chigi e una coalizione di Governo indebolita per via del mancato accordo sulle elezioni presidenziali, con il rischio che l’attuale Primo Ministro finisca per rassegnare le sue dimissioni. Questi 2 scenari negativi farebbero alzare lo spread fino a 140-170 punti base.

Infine vi è la situazione peggiore che potesse capitare, ovverosia una scelta presidenziale estremamente discussa e contestata, con una coalizione non in grado di arrivare fino alla fine della legislatura, il che significa dimissioni di Draghi da Presidente del Consiglio ed elezioni anticipate. A quel punto lo spread finirebbe per balzare tra i 150 e i 200 punti.

Secondo Barclays tuttavia sarebbe difficile vedere incursioni del differenziale BTP/Bund fino a 300 punti come accadde nel 2018 sia per il sostegno della BCE, sia per una maggiore crescita dell’Italia che dà segnali di sostenibilità del debito pubblico e sia anche per una maggiore integrazione dell’Europa scaturita dalla pandemia.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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