Btp Italia: al via la ventesima emissione, ecco cosa c’è da sapere

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Domani si apre il collocamento della ventesima emissione di Btp Italia. Dalla prima, effettuata in piena pandemia a maggio 2020 e che raccolse oltre 22 miliardi di euro, sono passati cinque anni. Di quella cifra, 6 miliardi sono giunti a scadenza e il Tesoro chiede un nuovo finanziamento con il titolo indicizzato all’inflazione, sebbene rispetto agli ultimi anni la fiammata dei prezzi si sia spenta e gli investitori si siano spostati verso il Btp Valore.

 

In questo articolo:

 

  • Tutti i dettagli del collocamento
  • Btp Italia e Btp nominale a confronto

 

Tutti i dettagli del collocamento

Il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato che il rendimento minimo sarà pari all’1,85%. Potrà essere confermato o rivisto i 30 maggio, alla fine del collocamento. La revisione potrà avvenire solo al rialzo. La durata è di 7 anni, piuttosto lunga se si pensa che cade nella parte alta della forchetta consueta di 4-8 anni. Il rendimento è però attrattivo, dal momento che i Btp nominali settennali a tasso hanno un ritorno del 3,1% (che diventa 1,75% considerando l’inflazione all’1,35%) e in queste settimane è arrivata la duplice promozione del debito italiano da parte delle agenzie di rating S&P Global (da BBB a BBB+ con outlook stabile) e Moody’s (da outlook stabile a positivo, con conferma rating Baa3). Il rendimento sarà rivalutato ogni sei mesi, tenendo conto dei prezzi al consumo al netto dei tabacchi calcolati dall’Istat.

Inoltre ci sarà un premio fedeltà dell’1% per gli investitori che hanno sottoscritto il Btp Italia all’emissione e lo terranno fino alla scadenza del 4 giugno 2032. Il bonus non è enorme, osserva Jacopo Ceccatelli, responsabile clientela istituzionale di Finint Private Bank, in quanto diviso per sette anni è solamente dello 0,15% annuo. Tuttavia, “rimane un plus ed è in linea con quello previsto su altri titoli destinati alle famiglie”, sottolinea. Le cedole, come da tradizione per i Btp Italia, hanno una cadenza semestrale. I primi giorni di emissione saranno riservati agli investitori retail, mentre l’ultimo giorno – in questo caso venerdì 30 maggio – sarà rivolto agli istituzionali.

Il collocamento avverrà sulla piattaforma Mot e il taglio della sottoscrizione è di 1.000 euro. I canali per l’acquisto del titolo sono l’home banking abilitato al trading online, le piattaforme online di trading, gli uffici postali o gli sportelli delle banche in cui si possiede un conto corrente collegato a un conto titoli. La tassazione è quella prevista per le obbligazioni statali, ovvero al 12,5%, rispetto ai normali redditi di capitale e alle plusvalenze che scontano un’aliquota del 26%. Inoltre, l’investimento non rientra nel calcolo dell’Isee fino a una somma di 50 mila euro.

 

Btp Italia e Btp nominale a confronto

Per avere un’idea di quanto potenzialmente potrebbe rendere il Btp Italia si può fare un paragone con il Btp nominale. Chi ipoteticamente a ottobre 2019 avesse acquistato il primo con scadenza 2027, avrebbe portato a casa un rendimento annualizzato del 3,21%, contro lo 0,20% del Btp nominale della stessa durata. L’emissione indicizzata di novembre 2022 ha reso finora il 4,72% annuo, poco meno del titolo non indicizzato. Gli esempi mettono in evidenza il peso dell’inflazione.

La dinamica dell’indice dei prezzi al consumo nei prossimi sette anni spiega quanto sia conveniente puntare attualmente sul Btp Italia. “Da un lato i titoli indicizzati sono favoriti dall’incertezza dei dazi, poiché questi fanno aumentare i prezzi e spingono gli investitori alla copertura; dall’alto c’è il rischio che, almeno in Europa, l’impatto delle tensioni commerciali si riversi inizialmente sulla crescita, raffreddando l’economia”, ha affermato Ceccatelli. “In generale, va detto che i Btp oggi scontano aspettative d’inflazione piuttosto contenute: significa che il costo della protezione, in questo momento, è contenuto”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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