Btp Valore: raccolta chiude a 16,2 miliardi, quanto si guadagna con le nuove cedole

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Il Btp Valore marzo 2026 chiude il collocamento con numeri robusti e con una novità arrivata alla fine dell’offerta. In giornate segnate da mercati nervosi e tensioni internazionali legate alla guerra in Medio Oriente, il titolo destinato ai piccoli risparmiatori ha raccolto oltre 16 miliardi di euro con più di 500 mila contratti, confermando la capacità del Tesoro di intercettare il risparmio retail anche nelle fasi di maggiore incertezza. A rendere più rilevante il risultato è stato poi il ritocco al rialzo dei tassi cedolari definitivi, deciso dal Mef a collocamento concluso.

 

In questo articolo:
 
  • Collocamento da 16,2 miliardi e tassi rivisti al rialzo
  • Quanto rende il Btp Valore 2026?
 

Collocamento da 16,2 miliardi e tassi rivisti al rialzo

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che la raccolta complessiva del Btp Valore ha raggiunto 16.222,584 milioni di euro, con 522.214 contratti registrati nelle cinque giornate di collocamento sul Mot. L’importo emesso coincide con il controvalore complessivo dei contratti di acquisto validamente conclusi alla pari attraverso le banche dealer Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm, con il supporto di Banca Monte dei Paschi di Siena e Iccrea Banca come co-dealer.
 
Al termine dell’offerta, il Tesoro ha anche rivisto al rialzo la serie dei tassi cedolari annui rispetto a quanto annunciato il 27 febbraio: i livelli definitivi sono stati fissati al 2,60% per il primo e secondo anno, al 3,20% per il terzo e quarto anno e al 3,80% per il quinto e sesto anno. Il titolo avrà data di godimento il 10 marzo 2026 e scadenza il 10 marzo 2032, mentre il premio fedeltà finale resta confermato allo 0,8% del capitale investito per chi lo deterrà fino a scadenza.
 
Secondo Jacopo Gerosa, head of investment advisory di Vontobel Wealth Management Sim, “i dati di raccolta sono stati in linea con le attese”, un esito che “era tutt’altro che scontato visti gli eventi dell’ultima settimana”. Il riferimento è al movimento della curva dei tassi innescato dall’acuirsi delle tensioni geopolitiche. Come osserva Gerosa, “dallo scoppio del conflitto in Iran l’intera curva dei tassi si è alzata, e i rendimenti minimi annunciati solo venerdì scorso erano ormai del tutto inadeguati”. In questo quadro, il meccanismo che consente al Tesoro di comunicare i tassi definitivi solo al termine del collocamento ha funzionato come strumento di protezione per i sottoscrittori, perché ha permesso di adeguare la remunerazione del titolo al nuovo contesto di mercato.
 
Resta però il fatto che il premio offerto dal Btp Valore, pur corretto al rialzo, si è ridimensionato rispetto a quanto si poteva osservare prima del movimento dei rendimenti. Gerosa sottolinea infatti che “il rendimento finale appare in proporzione un po’ meno generoso”: nel confronto con un Btp 2032 già in circolazione, il premio di rendimento “passa da 14 punti base a circa 9, che diventano una ventina se detenuto fino a scadenza”, mentre “venerdì scorso sarebbero stati 27”. È un confronto che aiuta a leggere meglio il significato del rialzo deciso dal Mef: sufficiente a preservare l’appeal del collocamento retail, ma dentro un mercato che nel frattempo si è mosso rapidamente.
 
 

Quanto rende il Btp Valore 2026?

Al di là della raccolta complessiva e del rialzo dei tassi deciso dal Tesoro a fine collocamento, il punto centrale per i sottoscrittori resta capire quale sia il rendimento effettivo del titolo su un investimento concreto. La struttura step-up del Btp Valore 2026 prevede infatti cedole crescenti nel tempo, a cui si aggiunge il premio fedeltà finale per chi manterrà il titolo fino alla scadenza del marzo 2032.
 
Su un investimento di 10.000 euro, il primo biennio al 2,60% genera 260 euro lordi all’anno, quindi 520 euro lordi complessivi nei primi due anni. Nel terzo e quarto anno, con la cedola al 3,20%, il rendimento sale a 320 euro lordi l’anno, per un totale di 640 euro lordi nel secondo biennio. Negli ultimi due anni, con il tasso al 3,80%, il titolo riconosce 380 euro lordi l’anno, pari a 760 euro lordi complessivi. Le cedole lorde totali arrivano così a 1.920 euro. A queste si aggiunge il premio fedeltà finale dello 0,8%, che su 10.000 euro equivale a 80 euro lordi. Il rendimento lordo complessivo a scadenza raggiunge quindi 2.000 euro. Applicando la tassazione agevolata del 12,5%, le cedole nette scendono a circa 1.680 euro, mentre il premio finale si riduce a circa 70 euro netti. Il guadagno netto complessivo risulta quindi pari a circa 1.750 euro in sei anni, oltre alla restituzione integrale del capitale a scadenza.
Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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