Buyback: 2022 boom a Wall Street, ecco perché - Borsa e Finanza

Buyback: 2022 boom a Wall Street, ecco perché

Buyback: 2022 boom a Wall Street, ecco perché

A Wall Street quest’anno i buyback sono esplosi a un volume record, con le società che stanno sfruttando i cali delle quotazioni per pagare di meno. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si è avuto un aumento del 19,5% a 319 miliardi di dollari, contro i 267 miliardi del 2021, in base ai dati forniti da Goldman Sachs. 

Al gruppo si sono unite persino le società che normalmente puntano sulla crescita di valore delle azioni e non su operazioni classiche di premio agli azionisti come dividendi e buyback. Michael Voris, responsabile del comparto azionario di Goldman Sachs, ha riferito che la partecipazione dei gruppi industriali che riacquistano azioni è la più alta degli ultimi anni, con volumi in costante aumento. 

Gli azionisti ovviamente festeggiano, perché vedono crescere il prezzo dei loro titoli in portafoglio, grazie all’aumento della domanda. Questo almeno in parte compensa le discese delle quotazioni, dovute soprattutto alla guerra Russia-Ucraina e alle aspettative di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Inoltre esultano le banche d’investimento, che vedono aumentate le loro commissioni, compensando il calo dovuto al rallentamento delle IPO e delle altre attività di raccolta nel mercato dei capitali.

 

Wall Street: salgono anche i riacquisti accelerati

Solitamente il processo autorizzativo per i riacquisti azionari potrebbe chiedere anche tempi lunghi, ma sono molte le aziende che hanno annunciato i riacquisti accelerati, per una cifra che ammonta a oltre 33 miliardi di dollari, quasi 4 volte la somma relativa al primo trimestre del 2021. E ciò lascia pensare che, con queste condizioni di mercato, l’entità possa crescere ancora durante il resto dell’anno. Voris sostiene che questa formula lanci un messaggio ben preciso agli azionisti, ossia che il denaro è lì pronto per riacquistare le azioni in anticipo. Questo potrebbe dissuadere molti magari a vendere le azioni. 

Sono diverse inoltre le aziende che hanno lanciato il programma di buyback solo poco tempo dopo essere diventate pubbliche. Ad esempio vi è ZipRecruiter, società di ricerca del personale per le aziende, che ha annunciato un piano da 50 milioni di dollari di Accelerated Share Repurchase a meno di un anno dalla quotazione in Borsa. La fintech Upstart ha fatto lo stesso per una cifra di 400 milioni di dollari, solo dopo 14 mesi dalla sua Offerta Pubblica Iniziale. 

A parere di Craig McCracken, co-responsabile dei mercati dei capitali azionari di Wells Fargo, l’attività di buyback tende paradossalmente a crescere nei periodi in cui vi è maggiore volatilità, a causa dei draftdown delle azioni. Questo rappresenta un’opportunità per le persone che hanno liquidità. Inoltre, aggiunge l’esperto, il segnale che viene dato al mercato è molto forte, perché ciò vuol dire che le aziende si aspettano sviluppi positivi per il futuro dalla loro attività. Di conseguenza, il denaro non lo tengono in cassa ma lo impiegano per ricomprare le loro azioni.

 

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