Il presidente americano Donald Trump ha scelto Stephen Miran, ora a capo del Consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca, per ricoprire fino al 31 gennaio prossimo il posto lasciato libero nella Federal Reserve da Adriana Kugler, il cui mandato sarebbe scaduto fra sei mesi.
Non è ancora definito quanto tempo ci vorrà prima che Miran superi il protocollo di conferma del Senato statunitense. Con i senatori in pausa fino a settembre, riuscire a farlo entrare in carica prima della prossima riunione della Fed, il 16-17 settembre, richiederebbe tempi insolitamente veloci.
Miran, 41 anni, laureato in economia a Boston e con un dottorato ad Harvard, è l’artefice delle recenti politiche economiche americane, compresa quella sui dazi doganali. In particolare, il piano consiste nell’indebolire il dollaro, collaborando con i partner commerciali degli Stati Uniti per deprezzarlo, magari intervenendo sui mercati valutari. Occorre poi ristrutturare il debito, costringendo i Paesi che detengono titoli del Tesoro Usa a scambiarli con obbligazioni a lunghissimo termine (per esempio, bond a 100 anni senza interessi), riducendo così i costi di finanziamento degli Stati Uniti.
Politicamente, l’accettazione di tale accordo sarebbe il prezzo per essere considerati “amici”, altrimenti si rischierebbe l’ostilità di Washington. Secondo Miran, bisognerebbe usare strumenti come tariffe doganali più alte o la minaccia di ritirare garanzie di sicurezza (come la protezione militare) per spingere gli alleati a collaborare.
Cambio EUR/USD, le quotazioni stanno realizzando una configurazione a V rialzista
Quotato sul mercato Forex, il cambio EUR/USD sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance leggermente negativa registrata nella seduta di venerdì (-0,21%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 1,1627, per poi recuperare nel pomeriggio parzialmente il terreno perso andando a chiudere sul finale a 1,1641.
In seguito al massimo relativo battuto lo scorso 1 luglio sul livello 1,1831, il cross EUR/USD ha drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una ben delineata trendline discendente, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 1,1555 (17 luglio).
Da quel momento i corsi hanno effettuato un pronto rimbalzo che però non è riuscito ad andare oltre la soglia di 1,1789 (24 luglio), per poi ricominciare a scendere con velocità fino al minimo di 1,1390 (1 agosto). Successivamente le quotazioni hanno nuovamente invertito la propria tendenza con un vero e proprio rally che sta permettendo al mercato di creare sul grafico daily una configurazione a V di stampo rialzista.
Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi la prosecuzione del trend positivo in corso con l’obiettivo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile in area 1,1750, dove sono posizionati i già citati massimi relativi di fine luglio.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 1,1680 con target nell’intorno di 1,1750, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 1,1627 con obiettivo molto vicino al livello 1,1560. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti all’inizio della scorsa ottava. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 53.

L’andamento di breve termine del cambio EUR/USD









