Dimmi Quanto mi aiuterai: l’opzione che salva gli investitori europei dalla discesa del dollaro

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Nel 2025 gli investitori europei si trovano a fare i conti con un contesto macroeconomico e geopolitico particolarmente complesso. Le politiche monetarie divergenti delle principali Banche centrali, le tensioni internazionali, rappresentate sia dai conflitti bellici che dal balletto dei dazi introdotti dal presidente americano Donald Trump, e le oscillazioni improvvise dei tassi di cambio hanno reso il rischio valutario una variabile centrale nella gestione dei portafogli. Un rischio, peraltro, a cui si è aggiunta, in modo ancora più evidente, la variabile impazzita del debito. L’Europa ne sa qualcosa: dalla caduta del governo in Francia alla bocciatura della Bundesrechnungshof, la Corte dei Conti federale tedesca che è stata fin troppo diretta nei confronti del proprio Paese: vive al di sopra delle sue possibilità.

 

In questo articolo: 

 

  • La discesa del dollaro e il sostegno dell’opzione Quanto
  • Alcuni esempi concretiUn’agenzia di Ubs a Zurigo

 

La discesa del dollaro e il sostegno dell’opzione Quanto

In questo marasma di continua incertezza, quello che si è prefigurato è un rischio silenzioso ma incisivo che a più riprese è tornato in auge. Anche perché quando un asset è denominato in una valuta estera, anche una performance positiva dello strumento sottostante può essere erosa dalla svalutazione della valuta stessa. Qui entra in scena lo scenario del dollaro statunitense, che nel corso dell’anno ha mostrato una tendenza al ribasso rispetto all’euro. Trend che ha subito mandato in allerta tutti i principali economisti e analisti, oltre che a rendere più evidente questo fenomeno. Per gli investitori europei che hanno puntato su titoli statunitensi o certificati collegati a indici americani, il risultato è stato una riduzione dei rendimenti in euro, nonostante l’andamento positivo del mercato azionario americano.

In questo contesto entra in gioco l’opzione Quanto, un meccanismo strutturale dei certificati che permette di isolare la performance del sottostante dalle fluttuazioni del tasso di cambio. Si tratta di un derivato cross-valutario che consente all’investitore di ricevere i rendimenti nella propria valuta di riferimento, indipendentemente dalle variazioni della valuta estera del sottostante. La struttura tecnica dell’opzione Quanto prevede che il pagamento sia calcolato in valuta domestica utilizzando un tasso di cambio fissato al momento dell’emissione, garantendo così che le oscillazioni del mercato valutario non influenzino il risultato finale. In termini pratici, un certificato legato a un’azione statunitense con opzione Quanto permetterà all’investitore europeo di beneficiare dell’eventuale guadagno previsto dalla struttura del prodotto senza subire le conseguenze della svalutazione del dollaro rispetto all’euro.

 

Alcuni esempi concreti

L’efficacia di questo strumento si è dimostrata concreta in diversi scenari di mercato recenti. Considerando un certificato legato a titoli tecnologici statunitensi come Apple o Nvidia, se il sottostante ha registrato un aumento del 10 per cento nell’anno e nel contempo il dollaro si è svalutato del 5 per cento rispetto all’euro, un investitore senza protezione Quanto avrebbe visto ridotto il rendimento effettivo prodotto dalla struttura del certificato. Chi, invece, ha scelto un certificato con opzione Quanto, ha potuto godere dell’intero valore generato dal certificato poiché isolato dalle fluttuazioni valutarie. Lo stesso principio si applica a certificati legati a indici asiatici o americani, come il Nikkei 225 o il Nasdaq, offrendo agli investitori europei una protezione affidabile contro la volatilità dei tassi di cambio.

Dal punto di vista comparativo, l’opzione Quanto si distingue dagli altri strumenti di copertura del rischio valutario. Contratti forward o future su valute consentono di fissare un tasso di cambio futuro, ma richiedono una gestione attiva e possono generare costi significativi. Le opzioni sulle valute offrono protezione, ma spesso introducono complessità e rischi aggiuntivi legati alla struttura del derivato. L’opzione Quanto, al contrario, permette di isolare direttamente la performance del sottostante dalla valuta, riducendo la necessità di interventi di copertura continui e semplificando la gestione del portafoglio. Anche gli analisti di Columbia Threadneedle e della Bank for International Settlements hanno sottolineato come la protezione valutaria tramite strumenti strutturati, come i certificati con Quanto, sia particolarmente efficace in periodi di alta volatilità, garantendo rendimenti più prevedibili e riducendo la correlazione negativa tra valuta e sottostante.

Volendo fare degli esempi in termini concreti, un certificato emesso recentemente su un basket di titoli tecnologici americani, con scadenza triennale e rendimento potenziale annuo intorno al 19 per cento, ha permesso agli investitori europei di beneficiare pienamente della performance positiva della struttura senza subire l’impatto della svalutazione del dollaro. 

Volendo quindi tirare le fila, l’esperienza di questi anni dimostra come l’opzione Quanto non sia un dettaglio tecnico trascurabile, ma un importante strumento strategico di investimento. In un contesto globale dove la volatilità valutaria può compromettere la redditività dei portafogli, la capacità di isolare i rendimenti del sottostante dalla valuta estera offre agli investitori un vantaggio competitivo significativo. La scelta di certificati con Quanto consente non solo di proteggere i capitali, ma anche di pianificare strategie di lungo periodo con maggiore sicurezza e prevedibilità, trasformando una minaccia invisibile, come il rischio valutario, in un elemento gestibile e prevedibile.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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