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Cina: ecco cosa bisogna fare per salvare il settore immobiliare

Cina: ecco cosa bisogna fare per salvare il settore immobiliare

La Cina sta provando numerose soluzioni per salvare il moribondo settore immobiliare del Paese. Nell’ultimo mese però la situazione è peggiorata, con il tracollo delle vendite immobiliari e dei prezzi delle case. Contemporaneamente gli investimenti si sono arenati, inasprendo una crisi sul lato della domanda e dell’offerta. La preoccupazione più grande è che tutto il sistema finanziario cinese possa essere contagiato vista la rilevante esposizione al settore immobiliare.

Inoltre tutta l’economia rischia di risentirne. Gli immobili, infatti, rappresentano un quarto del PIL nazionale cinese. Ed è proprio una crisi immobiliare dietro l’altra che sta impendendo all’economia cinese di risvegliarsi dal torpore in cui è caduta durante il periodo pandemico. Adesso il Dragone prevede di fornire almeno 138 miliardi di dollari attraverso la People’s Bank of China, con finanziamenti a basso costo per ristrutturare le case ed attivare programmi di acquisto a prezzi accessibili.

Una situazione particolarmente difficile è quella in cui si trova lo sviluppatore Country Garden. Il governo cinese sta spingendo per un salvataggio da parte del colosso finanziario Ping An Insurance Group attraverso l’acquisizione di una partecipazione di controllo. L’operazione darebbe fiducia all’intero settore e ai consumatori. Tuttavia il timore è che un eventuale accordo alla fine abbia uno scarso impatto in quanto segnalerebbe che i salvataggi verrebbero effettuati solo sulle aziende di importanza sistemica. Ciò non sarebbe sufficiente a ripristinare la fiducia degli acquirenti. “Il mercato immobiliare ha bisogno che le persone acquistino casa non che salvino un’azienda”, ha affermato Steven Xu, presidente di Harmonia Capital con sede a Hong Kong.

 

Cina: per gli analisti bisogna fare di più per il settore immobiliare

Gli sforzi di salvataggio del governo potrebbero non bastare secondo gli analisti. Sarebbe infatti necessaria un’integrazione di politiche fiscali e monetarie più forti per evitare il naufragio della domanda e un ulteriore crollo dei prezzi. In altre parole, Pechino dovrebbe aumentare la spesa fiscale e allentare ancora la politica monetaria. “Quando la fiducia è bassa l’unica entità che può aumentarla è il governo e deve muoversi in modo molto aggressivo, con un linguaggio alla ‘whatever it takes‘”, ha affermato Edward Al-Hussainy, responsabile della ricerca sul reddito fisso dei mercati emergenti presso Columbia Threadneedle, riprendendo l’ormai celebre dichiarazione di Mario Draghi al vertice della BCE.

Anche Goldman Sachs ritiene che sia necessario un ulteriore allentamento della politica monetaria su larga scala, per “facilitare la grande quantità di emissioni di titoli di Stato e migliorare il sentiment nei confronti della crescita”. La stessa opinione è espressa da Raymond Cheng, responsabile della ricerca cinese di GS-CIBM Securities, secondo cui “la politica contribuirà indirettamente a fornire liquidità agli sviluppatori”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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