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Cina: ecco dove investire secondo i fondi cinesi

Cina: ecco dove investire secondo i fondi cinesi

Dove investire in Cina? Cosa aspettarsi per il 2022? L’anno da poco lasciato alle spalle per le azioni cinesi è stato in alcuni casi un vero calvario. Soprattutto nei settori sottoposti a pressioni normative del Governo di Xi Jinping, come quello Internet, del tutoraggio scolastico online e degli sviluppatori immobiliari. Molte grandi società tecnologiche come Tencent e Alibaba hanno visto dimezzare il loro valore di mercato sotto gli occhi increduli degli investitori che avevano sempre fatto affidamento sulla solidità e sul prestigio di aziende leader a livello mondiale. La repressione regolamentare ha fatto esplodere le magagne di un settore come quello immobiliare che da tempo nascondeva la polvere sotto il tappeto. Ne è venuta fuori una crisi degli sviluppatori dalla portata enorme e dalle conseguenze che ancora è difficile immaginare nella loro interezza.

 

Cina: l’analisi della situazione da parte dei fondi cinesi

Il punto adesso è capire come comportarsi di fronte alle azioni cinesi, dopo che hanno perso gran parte della loro capitalizzazione, e davanti a prospettive ancora nebulose a livello governativo. Xi Jinping si accinge probabilmente al suo terzo mandato nell’autunno di quest’anno e non sembra voler indietreggiare sull’obiettivo dichiarato della prosperità comune. Questo come si concilia con un mercato azionario ancora traballante, interconnesso a una crescita della Cina che sta dando segnali preoccupanti di rallentamento? Dopo aver fatto il punto sulle prospettive e le attese per il 2022 sul  mercato azionario  cinese da parte di alcune delle principali banche d’affari USA, ora cerchiamo di capire qualcosa di più considerando le opinioni di alcuni hedge fund del Paese che investono nei titoli cinesi.

 

First Seafront Fund Management

Wang Hongyuan, fondatore della società di Shenzen che gestisce circa 30 miliardi di dollari di asset, ritiene che sia sbagliato considerare tutta la politica governativa, che va dalla regolamentazione sui giganti dell’e-commerce agli sforzi per ridurre l’indebitamento monstre delle società immobiliari cinesi, al tentativo di garantire una più equa redistribuzione della ricchezza, come un’aggressione al settore privato. Viceversa andrebbe vista come una strategia di lungo termine orientata alla crescita economica riducendo il divario di ricchezza tra le classi. A suo giudizio, gli investitori stranieri non studiano abbastanza le azioni cinesi, perché si concentrano esclusivamente sui primi 3 attori in ogni settore, perdendo molte opportunità. In realtà vi sono molti titoli a media capitalizzazione che hanno guadagnato parecchio lo scorso anno. Inoltre nella Borsa di Hong Kong esistono delle occasioni che possono essere sfruttate rispetto alla Cina continentale, per via del forte sconto di valutazione.

 

Shenzhen Zhengyuan Investment Management Co.

Hua Tong, gestore del fondo con sede a Guangzhou da 1,6 miliardi di dollari, sostiene che la questione politica ha da sempre preso il sopravvento sul capitale in Cina rispetto agli Stati Uniti e da questo gli investitori dovrebbero partire. Pechino sta cercando in questo momento di sfruttare tutte le risorse ambientali, di lavoro, di dati, ecc. per fare in modo che il Paese diventi più moderno, efficiente e competitivo nell’arena mondiale.

 

Global Capital Investment

Richard Pan, Chief Investment Officer del fondo di Beijing che gestisce 260 miliardi di dollari, afferma che gli investitori stanno commettendo l’errore di continuare a considerare la Cina ancora semplicemente come un mercato emergente, pertanto investono essenzialmente nelle grandi aziende. In realtà il Dragone avrebbe molto di più da offrire, in particolare nell’ambiente delle tecnologie avanzate.

Il Paese ha in mano i più grandi talenti ingegneristici del mondo e la più ampia gamma di approvvigionamento, il che porterà Pechino a trasformarsi da una fabbrica mondiale a un grande innovatore. Quindi per Pan gli investitori dovrebbero puntare su aree come l’energia solare, i veicoli elettrici, le tecnologie rinnovabili e l’intelligenza artificiale, dove le aziende cinesi sono all’avanguardia.

 

Shangai MegaTrust Investment

Wanf Qi, Amministratore Delegato del fondo da 700 milioni di dollari, avverte di un errore che stanno commettendo le persone, ovvero quello di pensare che Evergrande possa far precipitare tutto il mercato immobiliare. In realtà il più grande sviluppatore della Cina ha una quota di mercato appena del 3% nel Paese e vi sono alcune realtà in forte crescita in diverse zone, che si alternano ad altre obiettivamente in crisi. Tale diversità significa che c’è spazio ancora per crescere e ottime opportunità da sfruttare.

Un altro errore, a giudizio di Qi, è quello di considerare che interi comparti come i beni di consumo siano al riparo dal rischio politico. In verità è solo questione di tempo, di conseguenza è sbagliato sovraponderare in portafoglio alcuni settori rispetto ad altri facendo riferimento esclusivamente a questo parametro.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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