Cina: ecco perché è tornato a essere un mercato dove investire
Cerca
Close this search box.

Cina: ecco perché è tornato a essere un mercato dove investire

Cina: ecco perché è tornato un mercato investibile

La Cina è tornata a essere un mercato investibile per buona parte degli strategist di mercato. Le azioni cinesi si sono riprese dopo un periodo nero durato un anno e mezzo, a causa di una brutale repressione delle Autorità governative che ha colpito i più svariati settori del tessuto produttivo del Paese. A farne le spese sono stati soprattutto i titoli tecnologici, bersaglio mobile sotto il profilo dell’antitrust, della sicurezza dati e della privacy. Ma non bisogna dimenticare il settore immobiliare, impantanato in una crisi terrificante anche e soprattutto per gli attacchi sferrati dal Governo per abbassare i prezzi delle case e atterrare le speculazioni; tutto in nome del principio della prosperità comune.

A gettare benzina nel fuoco vi è stata la questione del possibile delisting delle ADR cinesi da Wall Street, per il mancato allineamento delle società agli standard contabili statunitensi. Oltre al riemergere del Covid-19, che questa primavera ha portato le Autorità cinesi a imporre un nuovo lockdown che ha paralizzato le attività produttive.

Tutti questi elementi hanno portato analisti e operatori di mercato a considerare non investibile il mercato cinese, ma negli ultimi mesi però il quadro generale è sensibilmente mutato. Pechino ha ridotto l’aggressività normativa e ha mostrato una certa apertura a una collaborazione con la regolamentazione USA per gli audit contabili delle società cinesi quotate a New York. Le misure anti-Covid sono state allentate e la People’s Bank of China appoggerà l’economia con misure di stimolo monetario per raggiungere l’obiettivo del Governo di crescita del PIL 2022 del 5,5%. La ciliegina sulla torta è arrivata con la notizia che il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, intende eliminare i dazi sui beni cinesi imposti da Donald Trump quando era a capo della Casa Bianca.

Tali fattori messi insieme hanno favorito le azioni cinesi negli ultimi mesi e, facendo un’analisi complessiva, si evince che nella prima metà dell’anno gli indici borsistici del Dragone sono stati tra i più positivi a livello mondiale. Ad esempio l’Hang Seng è stato il terzo, limitando la perdita al 6,57%. Una cosa questa molto rilevante se la si paragona al tracollo del NASDAQ, benchmark peggiore con un passivo del 29,51%, o dell’EuroStoxx 50, affondato del 19,62%.

 

Azioni cinesi: per BofA sono da comprare

Un sostenitore dei mercati cinesi in questo momento è Winnie Wu, stratega di Bank of America. Wu riconosce che ancora c’è una potenziale volatilità a causa della situazione Covid non ancora definita e dell’evoluzione del mercato immobiliare che potrebbe andare incontro ad altri fallimenti. Tuttavia, lo strategist cinese ritiene che la Cina possa presentare opportunità d’acquisto per gli investitori, rimanendo ottimista sul fatto che tutti i venti contrari che hanno contrassegnato i cali passati siano ormai alle spalle.

“La Cina si sta attenendo alla politica zero-Covid, ma abbiamo visto alcuni cambiamenti. Anche se stiamo assistendo a un certo rimbalzo dei casi di infezione e abbiamo visto alcune altre città che hanno iniziato a fare test di massa, dubito che torneremo a quel blocco prolungato”, ha dichiarato l’esperto.

Le prospettive per le azioni cinesi sono positive anche grazie alle indicazioni fornite dallo strumento “wax-and-wane” di Bank of America, riporta Wu. L’indicatore misura il sentiment di mercato in base ad alcuni fattori come i flussi di investimento e attualmente si trova in una zona molto rialzista. Questa suggerisce in sostanza che vi è una probabilità del 100% che l’indice CSI 300 cresca nel breve periodo, con rendimenti in media alti nei successivi 2-6 mesi.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *