Cina: Goldman Sachs taglia le previsioni sul PIL al 4% - Borsa e Finanza

Cina: Goldman Sachs taglia le previsioni sul PIL al 4%

Cina: Goldman Sachs taglia le previsioni sul PIL al 4%

Goldman Sachs ha ridotto le previsioni per il PIL della Cina al 4% quest’anno, dopo che in precedenza aveva indicato un tasso di crescita del 4,5%. Questa nuova proiezione sconta il presupposto che il Governo fornisca un maggiore sostegno nei prossimi mesi all’economia, il mercato immobiliare migliori e l’epidemia da Covid-19 sia maggiormente sotto controllo.

La banca d’affari si unisce quindi ad altri 3 grossi istituti finanziari americani che recentemente avevano tagliato le stime sulla produzione cinese. Lunedì Citibank, che aveva una delle più alte previsioni sul PIL cinese, ha ridotto le stime al 4,2% dal 5,1%. Alcuni giorni fa JP Morgan aveva portato le proiezioni dal 4,6% al 4,3%, mentre Morgan Stanley a fine aprile era passata dal 4,6% al 4,2%. Tutti numeri che sono al di sotto rispetto all’obiettivo di crescita del 5,5% annunciato dal Governo cinese nel mese di marzo.

Il ridimensionamento di Goldman deriva dai dati deboli sull’economia, che mettono in luce la tensione tra il target di Pechino e la politica di azzeramento del Covid-19 che è al centro delle prospettive di crescita del Paese. Da 2 mesi la Cina sta lottando per contenere la più cruenta epidemia da Coronavirus che si è manifestata in questi ultimi anni, che ha determinato chiusure e interruzioni delle attività produttive.

Gli analisti della banca evidenziano il calo delle vendite di abitazioni, il dimezzamento della crescita del credito rispetto alle previsioni del mercato e il calo sotto l’1% della crescita dei prezzi al consumo, esclusi alimentari ed energia. All’inizio di questa settimana, poi, vi è stata una discesa della produzione industriale ad aprile e un tracollo dell’11,1% delle vendite al dettaglio su base annua. A preoccupare sono soprattutto le esportazioni, cuore pulsante dell’economia del Dragone, che hanno registrato solo un aumento del 3,9% il mese scorso rispetto allo stesso periodo del 2021, ovvero il ritmo più lento da giugno 2020, quando in piena pandemia l’incremento era stato dello 0,18%.

 

Goldman Sachs: la ripresa cinese sarà graduale nel 2023

L’inseguimento di Pechino dell’obiettivo di abbattere completamente i contagi nel Paese ha avuto altri effetti collaterali, come quello che la Cina non ospiterà la Coppa d’Asia nell’estate che sta arrivando. Questo sicuramente avrà riflessi dal punto di vista degli introiti generati dalla manifestazione. Goldman lancia lo sguardo anche al prossimo anno e si aspetta che la riapertura non inizi prima del secondo trimestre del 2023. Quindi, a suo giudizio, il processo sarà più graduale e controllato di quanto si era in precedenza ipotizzato. Di conseguenza la crescita del PIL aumenterebbe del 5,3%, solo poco più di un quarto di punto percentuale rispetto alla precedente stima del 5%.

 

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