Cina: il pacchetto di stimoli fiscali non entusiasma, analisti divisi

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In Cina le Borse sono rimbalzate di quasi due punti percentuali dopo una settimana difficile, ma i guadagni hanno in parte tradito le aspettative degli investitori. Il mercato si attendeva una potenza di fuoco maggiore dal briefing del Ministero delle Finanze del week-end in cui ha annunciato gli stimoli fiscali per risollevare l’economia del Paese. Il governo ha riferito di voler utilizzare 400 miliardi di yuan (56,54 miliardi di dollari) in obbligazioni per sostenere la spesa per le buste paga e i servizi di base. Inoltre, ha rivelato un sostegno più incisivo al settore immobiliare deteriorato attraverso l’autorizzazione ai governi locali di utilizzare obbligazioni speciali per acquistare case invendute.

Mancano però nuovi incentivi per rilanciare i consumi, che sono stati l’anello debole dell’economia cinese negli ultimi anni. Tra l’altro, le autorità di Pechino hanno detto che un piano importante per la questione del debito nascosto dei governi locali sarà annunciato nel prossimo futuro, ma non hanno dato una tempistica precisa. Gli investitori sono rimasti poi delusi dall’assenza di dettagli riguardo le cifre in dollari delle misure fiscali del governo, percependo una certa vaghezza che non si differenzia molto da altri provvedimenti annunciati in passato.

 

Cina: Goldman Sachs approva il piano del governo

Gli analisti di Goldman Sachs sono rimasti soddisfatti della serie di misure effettuate da Pechino nelle ultime settimane per sostenere la crescita, comprese quelle di questo ultimo fine settimana. “L’ultimo round di stimoli cinesi indica chiaramente che i responsabili politici hanno dato una svolta alla gestione ciclica delle politiche e hanno aumentato la loro attenzione sull’economia”, hanno scritto in un rapporto gli economisti della banca statunitense. A giudizio di Goldman, le misure di allentamento annunciate e accennate si tradurranno in una crescita dello 0,4% in più nel 2025, compensando in parte un previsto rallentamento dell’1,9% a causa del calo delle esportazioni e della persistente flessione immobiliare.

Alla luce di tutto questo, gli analisti hanno alzato le previsioni sul PIL cinese per quest’anno e il prossimo: nel 2024 la crescita sarà del 4,9%, rispetto al 4,7% stimato in precedenza; nel 2025 salirà dal 4,3% previsto precedentemente al 4,7%. Goldman Sachs comunque non trascura le sfide che dovrà affrontare la Cina nei prossimi anni, tra le quali: il deterioramento demografico, una tendenza pluriennale alla riduzione dell’indebitamento e la spinta alla diminuzione del rischio della catena di approvvigionamento globale. Queste tendenze “è improbabile che vengano invertite dall’ultimo ciclo di allentamento”, si legge nel rapporto.

 

Morgan Stanley è più cauta

Se gli economisti di Goldman Sachs hanno trovato nel complesso positivo il round di stimoli cinesi, quelli di Morgan Stanley mostrano maggiore cautela. In un rapporto di domenica, il capo economista della banca Robin Xing e il suo team hanno scritto che la conferenza stampa del ministero è “coerente con la nostra opinione circa la priorità di affrontare le difficoltà di finanziamento del governo locale”. Tuttavia, “riteniamo che l’aumento del sostegno ai consumi e della spesa per il benessere sociale rimarrà probabilmente graduale”, hanno aggiunto. Con riferimento alle aspettative di un maggiore intervento del governo, gli esperti hanno sottolineato come le misure annunciate non siano “specificamente finalizzate ad affrontare questioni macroeconomiche come l’insufficiente domanda aggregata o il calo dei livelli dei prezzi”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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