Cina: per il Governo obiettivo crescita a forte rischio - Borsa e Finanza

Cina: per il Governo obiettivo crescita a forte rischio

Cina: per il Governo obiettivo crescita a forte rischio

Un altro allarme è arrivato sulla Cina e a lanciarlo è il Primo Ministro Li Keqiang. Il Premier ha riferito che il Paese farà fatica a raggiungere l’obiettivo di crescita annuale del 5,5%, soprattutto per effetto delle chiusure che sono state effettuate a seguito del dilagare del Covid-19 con la variante Omicron. L’attività commerciale complessiva infatti è stata fermata, in particolare in una città come Shanghai, che rappresenta il più grande polo produttivo della Cina. In oltre 2 mesi, milioni di persone sono state costrette alla quarantena e questo ha pesato non poco sui consumi e sull’attività produttiva. Li ha cercato di mandare un messaggio di incoraggiamento sostenendo che sarà fatto il possibile per assicurarsi una crescita nel secondo trimestre.

Nei primi 3 mesi dell’anno il PIL cinese è aumentato del 4,8%, ma con le misure draconiane imposte dal Governo sarà difficile non registrare un forte rallentamento. Quando il Dragone è stato colpito dal Covid-19 per la prima volta, da gennaio a marzo 2020 la produzione è affondata del 6,9% su base annua, interrompendo una crescita che durava da oltre 30 anni. Adesso l’attesa è di un rallentamento meno sostenuto ma altrettanto dannoso. Già la scorsa settimana il National Bureau of Statistics ha riportato vendite al dettaglio diminuite dell’11% su base annua nel mese di aprile. Mentre la produzione industriale è scesa del 3% nello stesso periodo, facendo rilevare il primo calo da quando è scoppiata la pandemia.

 

Cina: come risolvere il problema della crescita

Come superare l’impasse? Li ha esortato la People’s Bank of China ad aiutare le imprese a riprendere la produzione, citando progressi non soddisfacenti. Al momento solo il 30% delle aziende ha riaperto battenti, ma in un breve tempo, secondo il Premier, bisogna arrivare almeno all’80%. A soffrire maggiormente sono le piccole e medie imprese, che costituiscono più del 50% delle entrate del Paese, della produzione economica e dell’occupazione.

Recentemente la Banca Centrale cinese si è mossa in tale direzione attraverso una politica monetaria di maggiore stimolo. Il 20 maggio, ad esempio, ha ridotto il tasso primario di prestito a 5 anni portandolo dal 4,6% al 4,45%. L’intento è soprattutto quello di sostenere il settore immobiliare, che rappresenta circa un terzo del PIL cinese e che in verità era in sofferenza anche prima dei blocchi nelle città a causa di Omicron.

Li ha affermato che molte Province stanno chiedendo supporto finanziario al Governo, il quale ha un fondo di riserva gestito direttamente dal Premier. Tuttavia, a parte questo, “i Governi locali devono raccogliere le risorse da soli”. Un alert il Primo Ministro lo ha lanciato anche riguardo la catena di approvvigionamento, citando in particolare la produzione del grano che potrebbe a malapena soddisfare la domanda. Al riguardo, ha aggiunto, i problemi potrebbero essere molto seri se il raccolto estivo della materia prima risultasse scarso.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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