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Cina: S&P taglia le stime del PIL, occorrono nuovi stimoli

Cina: S&P taglia le stime del PIL, occorrono nuovi stimoli

S&P Global Ratings si unisce a Goldman Sachs e taglia le stime di crescita del PIL della Cina. L’agenzia di rating americana si aspetta che la produzione cinese salga solo del 5,2% quest’anno, rispetto alla precedente previsione del 5,5%. La motivazione starebbe nella ripresa incerta della seconda superpotenza economica mondiale dopo la riapertura post-Covid. “Il principale rischio per la Cina è che la sua ripresa perda forza a causa della debole fiducia tra i consumatori e nel mercato immobiliare”, ha scritto l’agenzia con sede a New York.

Quello di S&P Global Ratings è il primo taglio attuato da parte di un’agenzia di rating nel 2023. Sette giorni fa era stata Goldman Sachs ad aver abbassato le proiezioni per il Dragone, sia con riferimento al 2023 che al 2024. La big bank a stelle e strisce ha previsto un aumento del PIL del 5,4% nell’anno in corso (6% le precedenti stime) e del 4,5% nell’anno prossimo (4,6% previsto in precedenza). Come S&P, gli analisti dell’istituto bancario hanno citato l’indebolimento della fiducia dei consumatori e le preoccupazioni relative al mercato immobiliare.

 

PIL Cina: per S&P occorrono misure di stimolo

L’economia cinese negli ultimi mesi ha perso smalto, tradendo in buona parte le aspettative di chi si attendeva un rimbalzo poderoso con la riapertura delle attività produttive. Il mese scorso si è registrato un crollo degli investimenti immobiliari, mentre la produzione industriale e le vendite al dettaglio sono risultate al di sotto delle previsioni del consensus. A corredo di questa situazione vi è la disoccupazione giovanile che in Cina ormai ha raggiunto il record del 20,8%.

Per uscire dall’impasse, S&P suggerisce misure che a sostegno dell’economia, come “l’allentamento delle restrizioni all’acquisto di alloggi e i requisiti di acconto sui mutui, l’espansione del credito e del finanziamento delle infrastrutture e il sostegno fiscale per i consumi”. Le autorità del paese si stanno prodigando affinché l’economia riceva una scossa. La People’s Bank of China ha effettuato il taglio dei suoi principali parametri di riferimento la settimana scorsa per la prima volta negli ultimi 10 mesi, mentre la settimana precedente aveva abbassato i tassi ufficiali di breve e medio termine.

Probabilmente ulteriori stimoli monetari saranno messi in atto nei prossimi mesi. Almeno questa è la convinzione diffusa da parte degli esperti di economia. Un appuntamento cruciale sarà nel mese di luglio quando si riunirà il politburo – l’ufficio politico del Partito comunista cinese – dove potrebbero essere svelate politiche di sostegno economico. Al riguardo, uno dei funzionari economici del governo più attivi nel chiedere un sostegno più efficace è Ning Jizhe, secondo cui bisogna affrettarsi a mettere in campo misure di larga portata: “È meglio introdurre misure prima che poi. L’impatto non dovrebbe essere piccolo”, ha detto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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