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La Cina taglia i tassi, cosa fare con l’indice China A50?

L'ingresso della Città proibita a Pechino, in Cina

La People’s Bank of China (PBoC), ovvero la Banca centrale cinese, ha tagliato il suo tasso repo inverso a sette giorni di 10 punti base all’1,90%, dal precedente 2%. Si tratta della prima volta che la PBoC taglia i tassi sui prestiti a breve termine negli ultimi 10 mesi. La mossa va letta come un tentativo di ripristinare la fiducia del mercato e sostenere una ripresa post-pandemia in fase di stallo, con diversi indicatori macroeconomici che hanno deluso le attese nelle ultime settimane.

Dopo l’annuncio lo yuan ha toccato il minimo a sei mesi a 7,1680 per dollaro mentre i rendimenti dei titoli di Stato cinesi di riferimento a 10 anni sono scesi ai minimi degli ultimi 7 mesi e mezzo. “La decisione di tagliare i tassi della Banca centrale non è stata una sorpresa per il mercato”, ha detto a Reuters Ken Cheung, responsabile Asian FX strategist presso Mizuho Bank. “Le banche commerciali hanno già abbassato i tassi sui depositi e anche il governatore della PBoC Yi Gang ha recentemente menzionato un rafforzamento dell’aggiustamento anticiclico”, ha aggiunto.

Sebbene la mossa non fosse inattesa resta il fatto che la politica monetaria cinese rimane un’eccezione sulla scena mondiale insieme a quella della Bank of Japan. Mentre la prima abbassa i tassi di interesse nel momento in cui altre Banche centrali li alzano, la seconda è l’unica tra le grandi ad avere ancora i tassi centrali sotto zero.

 

Indice China A50: quotazioni alle prese con la media mobile a 25 giorni

Costituito da azioni quotate sulle Borse di Shangai e Shenzen, l’indice China A50 sembra essere impostato al rialzo nel breve termine. La discesa che ha caratterizzato l’indice nel mese di maggio dovrebbe essersi arrestata dato che in questo inizio giugno i corsi hanno invertito la rotta con una serie di giornate positive. In particolare è già possibile disegnare una bozza di trendline rialzista che accompagna il mercato verso la prima resistenza rappresentata dalla  media mobile a 25 in area 12.750. Certamente la strada per recuperare il terreno perso è ancora lunga, ma i presupposti ci sono tutti. È sempre bene ricordare che si tratta di un investimento di medio/lungo termine, magari da affrontare con strumenti finanziari come gli ETF, per cui è necessario avere molta pazienza ed essere consapevoli che si attraverseranno momenti di grande volatilità.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 12.750 con target nell’intorno dei 12.970 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 12.520 con obiettivo molto vicino al livello 12.370. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre l’indicatore Parabolic Sar è rialzista dal 5 giugno scorso. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 49.


L’andamento di breve termine dell’indice CHINA A50

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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