Gli italiani investono di più, ma restano ancorati alle care e vecchie abitudini. A fine giugno 2025 il controvalore degli strumenti finanziari detenuti presso intermediari vigilati ha raggiunto i 4.220 miliardi di euro, in aumento del 3,7% rispetto a fine 2024. È quanto emerge dal Bollettino Statistico Intermediari pubblicato oggi dalla Consob, che restituisce l’immagine di un Paese in cui il risparmio cresce, ma resta incagliato nella prudenza. A guidare la crescita sono soprattutto i titoli di Stato, i fondi obbligazionari e i prodotti assicurativi a contenuto finanziario, segno che gli italiani continuano a privilegiare rendimenti stabili e strumenti percepiti come sicuri, piuttosto che soluzioni più rischiose ma con un rendimento maggiore.
In questo articolo:
- Titoli di capitale e titoli di Stato trainano la crescita
- Dati Consob: il risparmio si muove, ma resta in difesa
- Le polizze finanziarie accelerano
Titoli di capitale e titoli di Stato trainano la crescita
L’incremento del valore complessivo è stato trainato dalla crescita dei titoli di capitale italiani, in rialzo del 6,2%, dei titoli di Stato italiani, saliti del 3,2%, e degli Oicr, che registrano un progresso del 3%. È una combinazione che evidenzia un ritorno di attenzione per il mercato domestico: le azioni italiane beneficiano del buon andamento delle quotazioni, mentre i titoli di Stato continuano a rappresentare una componente stabile e centrale nei portafogli. Gli Oicr, anche se con una crescita più contenuta, confermano l’interesse per la gestione collettiva, ma con una preferenza netta per le linee obbligazionarie e monetarie.
Dati Consob: il risparmio si muove, ma resta in difesa
Il patrimonio gestito dagli intermediari vigilati, secondo le rilevazioni di Consob a fine giugno, si è attestato a 1.641 miliardi di euro, con un incremento dell’1,2% rispetto alla fine del 2024. La crescita, seppur contenuta, è sostenuta soprattutto dalle gestioni patrimoniali individuali, che rappresentano oltre il 65% del totale e avanzano dell’1,4%, e dagli Oicr aperti di diritto italiano, in aumento dell’1,7%.
Nel primo semestre del 2025 la raccolta netta degli Oicr aperti è tornata positiva, per circa 8,6 miliardi di euro, grazie soprattutto ai fondi obbligazionari, che hanno attratto oltre 10 miliardi, e ai fondi monetari, cresciuti di 1,9 miliardi. Questi flussi hanno ampiamente compensato i deflussi dai comparti azionari, flessibili e speculativi, delineando un quadro in cui l’investitore italiano si riavvicina ai mercati, ma lo fa ancora con prudenza. A prevalere è la preferenza per strumenti meno volatili, a rendimento stabile e rischio contenuto.
Le polizze finanziarie accelerano
Anche sul fronte assicurativo si osserva una dinamica simile. I premi lordi derivanti dal collocamento di prodotti a contenuto prevalentemente finanziario, distribuiti in Italia da intermediari vigilati, hanno segnato una forte crescita del 24,2%, dovuta principalmente all’aumento delle polizze unit linked, salite del 26,1%. È un trend che conferma l’interesse verso formule di investimento che uniscono rendimento e protezione, ma sempre con un’attenzione costante alla gestione prudente del rischio.
Il quadro generale, dunque, restituisce l’immagine di un sistema finanziario in buona salute ma di un Paese che continua a muoversi con cautela. Gli italiani investono di più, ma restano ancorati a logiche difensive, privilegiano la liquidità e i titoli di Stato rispetto alla diversificazione in fondi azionari o strumenti a maggiore rischio. La vera sfida, per gli intermediari e per l’intero sistema, rimane quella trasformare questa prudenza in una gestione più evoluta del risparmio.









