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Consumi elettrici verso il boom, le opportunità per investire

Una centrale di trasmissione elettrica

Negli ultimi due anni l’economia dei Paesi sviluppati ha viaggiato in equilibrio tra crescita e recessione. L’inflazione elevata ha frenato il consumo e gli alti tassi di interesse hanno rallentato gli investimenti. È per questo che i consumi elettrici nel 2023 sono cresciuti solo del 2,2% contro il 2,4% del 2022. Il futuro, tuttavia, sarà ben diverso.

L’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) stima una crescita media del 3,4% nei consumi elettrici da oggi al 2026, all’interno di un trend di aumento guidato dalle due grandi transizioni in corso, quella energetica e quella digitale. Entrambe convergono su maggiore utilizzo di energia elettrica.

Per Brian Demain, portfolio manager delle strategie mid-cap growth di Janus Henderson, siamo all’alba di una nuova era di aumento della domanda di energia elettrica. “Se osserviamo il consumo di elettricità degli Stati Uniti possiamo identificare due periodi. Una crescita per tutta la seconda metà del ventesimo secolo seguita da una stabilizzazione negli ultimi venti anni. Ora questa dinamica sta cambiando di nuovo e in modo drammatico. Stimiamo che la domanda di elettricità crescerà tra l’1% e il 4% nei prossimi 5-10 anni”.

“Il mercato è concentrato sul potenziale trasformativo dell’intelligenza artificiale – aggiunge Reed Cassidy, portfolio manager di ClearBridge Investments controllata da Franklin Templeton – ma la nostra view è che non si sia reso completamente conto delle strozzature che questa tecnologia emergente può provocare nel mondo reale. Tra questi vi sono la disponibilità di siti di data center, l’allineamento delle connessioni alla rete elettrica e l’ottenimento di apparecchiature di raffreddamento”.

Il grafico a barre orizzontali azzurre mostra l'andamento dei consumi negli Stati Uniti dal 1975 al 2023 ed evidenzia le due fasi finora svoltesi
Consumi elettrici negli Stati Uniti dal 1975 al 2023 – Fonte: Statista. Dati in migliaia di terawatt/ora

Consumi elettrici, ecco perché puntare sulle utility

In che modo è possibile sfruttare questo trend di incremento dei consumi elettrici a fini di investimento? “Investendo in uno dei settori più noiosi che esistano” è la risposta di Demain. Le utility non fanno certo correre l’immaginazione come le grandi società che lavorano all’intelligenza artificiale, ma è grazie a loro che l’intelligenza artificiale potrà continuare a respirare.

“Le aziende del cloud più grandi stanno investendo 200 miliardi di dollari quest’anno e la maggior parte di questi investimenti è destinata ai data center per l’intelligenza artificiale” riprende Demain, spiegando che un data center è “sei volte più intensivo” in termini di consumi energetici, di un data center tradizionale.

Ma non è solo l’intelligenza artificiale a premere sulla domanda di energia. Non bisogna dimenticare l’elettrificazione in corso in molti settori, a partire da quello delle automobili. Le utility sono al centro di queste rivoluzioni, oltre a utilizzarle loro stesse per aggiungere efficienza alla loro operatività. Per esempio, in un mondo ideale, l’energia rinnovabile prodotta in un impianto a energia eolica, o solare, permetterà a un data center di funzionare senza inquinare. Tuttavia questa energia dovrà essere trasportata dalle reti di distribuzione dal punto di produzione a quello di consumo.

“Dati questi driver di domanda – riprende Demani – e le necessità di modernizzazione delle reti, vedremo investimenti sostenuti nel settore utility. Pensiamo possa crescere del 7% all’anno per i prossimi 15 o 20 anni, con un aumento del 7-8% nella base tariffaria che si tradurrà in un incremento degli utili per azione del 6-7%. Oltre a ciò bisogna ricordare che le utility di solito pagano dividendi alti, in media del 3,5% negli Stati Uniti. Pertanto è possibile ottenere un rendimento intorno al 10%”.

 

Le imprese sotto la lente

L’universo delle utility è vasto e comprende, oltre le aziende che si occupano della distribuzione dell’energia, anche imprese che gestiscono i servizi idrici o che si occupano del trattamento di rifiuti pericolosi o delle bonifiche.
Nelle infrastrutture idriche, Demain ha citato come esempi Core & Main e Zurn, nel filtraggio di aria e liquidi Donaldson o Clean Harbors, nella bonifica di rifiuti pericolosi Montrose Environmental, nell’analisi e nel trattamento delle acque Viralto.

Cassidy ha portato invece gli esempi di Vistra, una società di consulenza su salute, sicurezza sul lavoro, qualità e ambiente, del fornitore di gas ed energia elettrica Constellation Energy, dello sviluppatore di energie rinnovabili AES o del produttore di gas EQT.

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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