Crisi energetica: perché gli sforzi dell'Europa potrebbero essere vani - Borsa&Finanza

Crisi energetica: perché gli sforzi dell’Europa potrebbero essere vani

Crisi energetica: perché gli sforzi dell'Europa potrebbe essere vani

L’Europa sta affrontando una crisi energetica che si è vista poche volte nella storia del Continente. La Russia continua a esercitare la parte del cattivo, centellinando le forniture di gas ai Paesi europei, facendo sul fatto che una parte importante del fabbisogno energetico della regione dipende da Mosca. La grande paura è che le forniture dal gasdotto chiave Nord Stream 1 possano essere definitivamente interrotte, determinando ulteriori rialzi delle quotazioni del gas naturale e altri rincari sulle bollette energetiche dei cittadini. In questo senso la nuova chiusura del gasdotto dal 31 agosto per manutenzioni non promette nulla di buono e, nonostante gli sforzi europei per smarcarsi dalla dipendenza da Putin, fa capire come l’Europa in questo momento ancora non possa fare a meno dell’approvvigionamento russo.

L’enorme problema che deve essere affrontato è come alleviare il dolore per imprese e consumatori che si trovano davanti a uno scenario terribile, determinato da prezzi energetici saliti di 10 volte rispetto alla loro media stagionale degli ultimi cinque anni. Finora sono stati stanziati circa 280 miliardi di dollari da parte dei governi per aiutare tutti coloro che rischiano di rimanere travolti dalla crisi energetica. Tuttavia, alcune misure come la riduzione delle tasse sul gas in Germania o il sussidio per il riscaldamento in Polonia, senza tenere conto di parametri tipo i livelli di reddito o l’efficienza energetica, rischiano di rivelarsi controproducenti.

Il motivo è che tali vantaggi rischiano di sostenere la domanda e non ridurla, determinando un’ulteriore spirale rialzista sui prezzi delle materie prime. Peter Vis, consulente senior presso la società di consulenza Rud Pedersen Public Affairs a Bruxelles, ha affermato che le Autorità dovrebbero concentrare il sostegno solo sui cittadini vulnerabili e promuovere investimenti nell’efficienza energetica per imprese e consumatori più ricchi, piuttosto che distribuire il denaro in maniera indiscriminata.

 

Crisi energetica: come si sta muovendo l’Europa

L’Unione Europea sta organizzando una riunione di emergenza per frenare l’avanzata del gas, che ha superato di recente la soglia psicologica dei 300 euro a kWh alla Borsa di Amsterdam. Sul tavolo vi è l’idea di fissare a livello europeo un tetto al prezzo del gas, sperando in tal modo di alleviare la crisi energetica. L’Italia è uno dei principali sostenitori di tale iniziativa e sta considerando anche l’ipotesi estrema di fare da sola. L’iniziativa sarebbe secondo molti un atto da scongiurare, perché creerebbe solo una carenza ulteriore di forniture senza risolvere il problema, dal momento che i flussi verrebbero dirottati verso i Paesi che pagano di più.

Intanto sembra ormai scontato che in autunno e in inverno si procederà con un razionamento del consumo di gas. In Germania il Governo Scholz ha approvato misure per tagliare il consumo della materia prima del 20% nelle stagioni fredde, oltre al divieto di riscaldamento per le piscine private e per alcuni edifici pubblici.

Oggi il Parlamento spagnolo discuterà di un decreto del Primo Ministro Pedro Sanchez del mese scorso, che ha stabilito il divieto per le aziende di raffreddare gli uffici al di sotto dei 27 gradi in estate e di riscaldarli al di sopra dei 19 in inverno. Tra l’altro, il decreto ha imposto restrizioni sull’illuminazione delle strade. Il dibattito in aula vedrà le resistenze del principale partito di opposizione, che critica le misure definendole pericolose per il turismo e la sicurezza. Tuttavia, il disegno di legge dovrebbe passare, non essendoci in parlamento i numeri sufficienti per bloccarlo.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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