Continua a far discutere l‘accordo sui dazi al 15% tra Ue e Usa. Pur essendo stato definito dai due artefici, Ursula von der Leyen e Donald Trump, come la “più grande intesa commerciale della storia transatlantica”, l’accordo è stato anche visto come un ennesimo atto di debolezza dell’Ue nei confronti degli Usa.
Anche se diversi leader politici l’hanno definito un accordo fondamentale che scongiura il rischio di un ulteriore escalation (che avrebbe comportato dazi al 30 o al 50%), di contro sono diverse le critiche politiche che si sono abbattute sul sistema Europa. Tra coloro che hanno espresso apprezzamento c’è la premier italiana Giorgia Meloni, che però ha anche aggiunto: Bbisogna studiare i dettagli e lavorare ancora perché quello che è stato sottoscritto ieri è un accordo non vincolante, di massima e quindi sui dettagli c’è ancora da battersi”,
Il primo ministro francese Francois Bayrou su X non ha utilizzato mezzi termini e ha dichiarato: “È un giorno triste quando un’alleanza di popoli liberi, riuniti per affermare i loro valori e per difendere i loro interessi comuni, si rassegna alla sottomissione”. Ancora più duro è stato il premier ungherese Viktor Orban. In una diretta su Facebook ha addirittura dichiarato che “Donald Trump non ha raggiunto un accordo con Ursula von der Leyen, ma piuttosto si è mangiato la presidente della Commissione europea a colazione“. L’intesa è “peggiore di quella ottenuta dal Regno Unito”, sarà “difficile da vendere come un successo”, ha aggiunto Orban.
Dazi, l’agenda di Trump passa da Regno Unito e Cina
Il Regno Unito sarà il prossimo appuntamento nell’agenda di Donald Trump. Come rivelato da Reuters, oggi il presidente Usa incontrerà nel suo resort golf in Scozia a Turnberry il primo ministro britannico Keir Starmer. L’incontro, come hanno affermato i due governi, verterà su due argomenti specifici: l’accordo commerciale bilaterale e il peggioramento della crisi alimentare a Gaza. “Starmer sarà molto soddisfatto”, ha detto Trump riferendosi all’accordo firmato con l’Ue. “Pur non essendo coinvolto, sarà molto contento perché, sapete, anche lì si è creata una certa unità”, ha aggiunto. Un tema caldo sarà sicuramente quello dei dazi sull’acciaio e l’alluminio, dato che Starmer voleva negoziare un taglio delle tariffe. Tuttavia Trump ha escluso qualsiasi modifica ai dazi del 50% sull’acciaio e sull’alluminio per l’Ue e ha affermato che l’accordo commerciale con la Gran Bretagna è “concluso”.
Quello con il Regno Unito non sarà l’unico incontro importante di oggi. Contestualmente, a Stoccolma, si siederanno al tavolo alcuni funzionari di alto livello statunitensi e cinesi per cercare di appianare questioni economiche al centro della guerra commerciale tra le due nazioni. L’obiettivo, come riferito da Reuters, è quello di estendere la tregua di tre mesi e di tenere a bada i dazi doganali in forte aumento.
La Cina dovrà rispettare la scadenza del 12 agosto per raggiungere un accordo tariffario duraturo con l’amministrazione del presidente Donald Trump, dopo che Pechino e Washington hanno raggiunto degli accordi preliminari a maggio e giugno per porre fine a settimane di crescenti tariffe tariffarie e al taglio dei minerali delle terre rare. Senza un accordo, le catene di approvvigionamento globali potrebbero dover affrontare nuove turbolenze a causa del ritorno dei dazi statunitensi a livelli a tre cifre, il che equivarrebbe a un embargo commerciale bilaterale.
Intanto, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun riferendosi all’accordo tra Usa e Ue ha detto che la Cina “sollecita la risoluzione delle controversie commerciali attraverso un dialogo alla pari e nel rispetto delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto)”, aggiungendo che Pechino “si oppone con fermezza a qualsiasi intesa raggiunta a spese della Cina”.









