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Debito russo: cedole pagate o no?

Debito russo: pagamento eseguito sulle cedole in scadenza?

È stato eseguito il pagamento di 117 milioni di dollari delle cedole in scadenza il 16 marzo sui titoli del debito russo? A sentire il Ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, il bonifico è stato effettuato presso Citigroup a Londra, che è agente di pagamento per gli obbligazionisti esteri della Russia. Il problema però è che i riceventi dovranno ritirare i fondi dai conti congelati e rimborsare gli obbligazionisti. Insomma, saranno ora le Autorità occidentali che dovranno sbloccare i pagamenti bloccati nei conti in valuta estera, quantomeno far sapere se il pagamento sarebbe accettato o meno con le sanzioni in corso.

Queste però in verità stabiliscono che almeno negli Stati Uniti gli investitori possono ricevere pagamenti dal Ministero delle Finanze russo fino al 25 maggio. Quindi per il pagamento delle cedole vi sarebbe come una sorta di esenzione. Il caso si è infittito di mistero, ma JP Morgan in una nota ha fatto sapere di aver ricevuto il pagamento del debito russo, che lo ha elaborato e ha inviato i fondi a Citi.

 

Debito russo: scongiurato il default?

Sembrerebbe quindi che il default del debito russo sia scongiurato, ma anche se non fosse stato eseguito alcun versamento vi sarebbe stato un periodo di grazia di 30 giorni e solo dopo si sarebbe potuto parlare di fallimento. È bene ricordare che queste obbligazioni erano espresse in valuta estera e si è temuto fino all’ultimo che il Governo russo alla fine decidesse solo di effettuare pagamenti in rubli. Lo stesso Ministro Siluanov ha recentemente dichiarato che sarebbe una cosa assolutamente equa eseguire gli impegni in dollari regolandoli in rubli fino a quando le sanzioni fossero rimaste in vigore.

E occorre precisare che un decreto di Putin del 5 marzo in sostanza disconosceva il pagamento in una moneta che non fosse il rublo per oltre 50 giurisdizioni ostili alla Russia, che avevano adottato le misure punitive. Mentre gli altri Paesi non ostili avrebbero potuto ottenere rimborsi in divisa estera per mezzo di un permesso speciale.

Su questo aspetto si è scatenato un dibattito tra i giuristi di tutto il mondo e che probabilmente rimarrà vivo anche nelle prossime scadenze, in considerazione anche del fatto che presumibilmente le sanzioni verranno inasprite. Il nocciolo della questione è: un pagamento in rubli di obbligazioni in altre valute può considerarsi default?

Bisogna premettere che alcuni titoli di Stato russo hanno la clausola fallback, che permette in certe circostanze la tramutazione valutaria. Le ultime obbligazioni, i cui interessi erano in scadenza il 16 marzo, non disponevano di tale clausola; quindi se il saldo non fosse stato eseguito in dollari probabilmente si sarebbe trattato di inadempienza. Almeno questo è ciò che considera la dottrina prevalente, alla luce del fatto che il rublo è una moneta super svalutata e quasi impossibile da scambiare ormai. Del resto, se fosse possibile una mossa di questo tipo per i Paesi con un debito pubblico espresso in valuta non domestica, il mercato sarebbe stato inondato di bolivar venezuelani e pesos argentini. E non sembra proprio che sia andata così.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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