I dazi sui beni di importazione cinesi imposti dal presidente americano Donald Trump stanno lanciando i download di DHgate, piattaforma di commercio elettronico transfrontaliero premiata nel 2024 dalla rivista Global Finance come miglior marketplace e-commerce B2B cross-border in Cina. Il servizio, finora poco conosciuto in Occidente ma popolare in patria per il connubio tra buona qualità e prezzi bassi, sta scalando le classifiche delle app più scaricate negli Stati Uniti.
Nella classifica Top Charts di App Store, DHgate è al secondo posto tra le applicazioni gratuite più scaricate negli USA, preceduta soltanto da ChatGPT. Ad aprile 2025, l’app dell’e-commerce cinese risulta più downloadata di Threads, Google, WhatsApp, TikTok e Instagram. Un successo esploso all’improvviso: prima dell’ordine esecutivo annunciato dall’amministrazione Trump, DHgate era addirittura fuori dalla Top 100 delle applicazioni più popolari di Apple.
Cos’è DHgate e come funziona
Fondata nel 2004 a Pechino dall’imprenditrice Diane Wang Shutong (laurea in Ingegneria elettronica alla Tsinghua e un passato in Microsoft e Cisco Systems prima di fondare Joyo) e lanciata ufficialmente nel 2005, DHgate è una piattaforma transfrontaliera di e-commerce. I suoi servizi B2B mettono in contatto i produttori cinesi (in particolare le piccole e medie imprese) con gli acquirenti stranieri. La sigla DH sta per Dunhuang, città nella prefettura di Jiuquan lungo l’antica Via della Seta. Il marketplace, concepito come una versione online della Silk Road, ha cominciato ad incrementare il numero di utenti a partire dal 2009, sfondando il tetto del milione di acquirenti in tutto il mondo.
Considerata per anni un’attività rivolta esclusivamente ai commercianti globali per comprare all’ingrosso prodotti cinesi a basso costo, DHgate è arrivata a contare 77 milioni di utenti internazionali registrati alla fine del 2023. Il funzionamento della piattaforma è piuttosto semplice: basta registrarsi sul sito ufficiale o sull’app e creare un profilo (indicando se si intende acquistare all’ingrosso o per uso personale) dal quale gestire gli ordini, la cronologia degli acquisti, le recensioni, i coupon, le richieste d’acquisto e i preferiti. Le categorie merceologiche sono migliaia, suddivise nelle tradizionali aree d’acquisto:
- abbigliamento;
- accessori per auto e moto;
- borse e accessori moda;
- casa e giardino e illuminazione;
- computer e videogame;
- cura dei capelli e styling;
- elettrodomestici;
- giocattoli e regali, neonati e bambini;
- gioielli e orologi;
- matrimoni ed eventi;
- prodotti per animali domestici;
- salute e bellezza;
- scarpe e accessori;
- smartphone e video-sorveglianza;
- sport e attività all’aperto.
Perché l’e-commerce cinese è diventato famoso
Il merito è della guerra commerciale di Trump e soprattutto di piattaforme di video sharing come TikTok e Douyin: è qui che spopolano le aziende cinesi che si affidano a DHgate per promuovere i loro prodotti. Grazie a video diventati virali sui due social, i produttori invitano gli acquirenti statunitensi a comprare direttamente da loro, senza marchio e ad un prezzo stracciato, gli accessori di brand del lusso come Hermès, Dior e LV che con i dazi hanno raggiunto costi inaccessibili. Su TikTok è di tendenza il topic Chinese Exposing Luxury Brands: la Cina smaschera i marchi del lusso.
L’approccio internazionale dell’app cinese per lo shopping è il suo terzo elemento di successo. Il servizio è disponibile in otto lingue (mandarino, inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, tedesco e italiano) e ha partnership con corrieri come DHL, UPS, FedEx e altri. Dal 2020 l’azienda ha lanciato pure MyyShop, una piattaforma Software-as-a-Service (SaaS) dedicata appositamente ai venditori statunitensi di TikTok per semplificare la gestione dell’inventario, l’approvvigionamento e l’evasione degli ordini. Per chi vuole capire meglio come i dazi influenzano gli acquisti negli Stati Uniti, DHgate ha persino messo a disposizione un’accurata guida sul suo blog.
DHgate è affidabile?
È la domanda più frequente per chi è a caccia di giudizi e pareri sulla piattaforma. Famosa per i suoi coupon con sconti e offerte, DHgate è oggetto di recensioni contrastanti: c’è chi la considera ottima per l’acquisto a basso prezzo di prodotti di ogni tipo, in particolare gli articoli sportivi, e chi la ritiene inaffidabile perché ha continui problemi con i rimborsi, le taglie sbagliate degli abiti e un’assistenza clienti che non risarcisce per ordini annullati e gli acquisti mai spediti dai venditori. La media su Trustpilot è davvero bassa: 1,5 su 5 nel TrustScore (valutazione rossa: pessimo) su 33.333 recensioni. Va molto meglio su App Store (4,4 su 5 su 41.525 valutazioni) e su Google Play (4,1 su 5 su 517.621 recensioni).
DHgate ha una sua politica di protezione degli acquirenti e dei loro dati, ma consiglia sempre di esaminare con estrema attenzione le valutazioni dei venditori, le recensioni dei prodotti e le policy di risoluzione delle controversie per avere un’esperienza di acquisto senza problemi. L’app include 40 milioni di prodotti in vendita e oltre un milione di grossisti cinesi. In questo mare magnum di articoli, DHgate fa da marketplace e non da fornitore: non garantisce qualità e autenticità dei prodotti.
Chi fa shopping sull’app può incappare sia in truffatori malevoli che rifilano fregature che in commercianti seri che vendono articoli di buona qualità a buon mercato, repliche uguali agli originali di marca perché prodotte nelle stesse fabbriche ma vendute a un prezzo inferiore. Nel caso di alcune imitazioni e contraffazioni, c’è il rischio che i falsi vengano bloccati alla frontiera e sequestrati in dogana prima di giungere a destinazione. In altre situazioni, invece, gli utenti che studiano attentamente le recensioni sui venditori (riconoscendo quelle false) e controllano quante volte l’oggetto desiderato è stato venduto, si ritrovano con ottima merce ricevuta in tempi rapidi e nel pieno rispetto dell’ordine.









