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Disaccoppiamento gas-energia: cos’è e come funziona

Disaccoppiamento gas-energia: cos'è e come funziona

Da diversi anni si parla in Europa del disaccoppiamento tra il gas e l’energia, con varie proposte avanzate in seno all’Unione Europea passate in cavalleria. Oggi il tema è quanto mai di attualità e ha assunto caratteri di urgenza, dal momento che l’impennata delle quotazioni del gas ha fatto impazzire le bollette energetiche travolgendo famiglie e imprese. Uno dei motivi per cui ciò è avvenuto è proprio il fatto che il combustibile risulta accoppiato ad altre fonti di energia come le rinnovabili nella determinazione del costo che viene poi addebitato in bolletta. Ma cosa significa esattamente accoppiamento? E perché è successo? Vediamo di rispondere a queste domande attraverso una guida che illustra tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

 

Gas ed energia: come si forma il prezzo

In Europa, una quota del 40% del proprio fabbisogno di gas veniva importato dalla Russia, prima dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito di Vladimir Putin. Oggi, dopo il taglio drastico delle forniture da Mosca, la cifra si è abbassata a circa il 9%. Come funziona il mercato? Dal lato dell’offerta vi è un monopolista, il gigante energetico statale russo Gazprom; dal lato della domanda vi è una moltitudine di operatori che agiscono in un regime di libero mercato. Questi comprano il gas dall’ente russo a un prezzo che fa riferimento al Title Transfer Facility (TTF), la Borsa di Amsterdam, effettuano un ricarico del prezzo e lo distribuiscono ai consumatori finali.

Nel mercato di maggior tutela, che comprende circa 7 milioni di utenze domestiche, rispetto alle 20 del mercato libero, ogni tre mesi l’Autorità Garante per l’energia fissa il costo del gas, prendendo a riferimento la media dei prezzi che si formano nel mercato olandese. A seguito della crescita forsennata delle quotazioni della materia prima, dal primo ottobre il prezzo è misurato ogni mese, per evitare che i rivenditori non riescano più a sopportare le oscillazioni rispetto a una tariffa bloccata per tre mesi. L’unità di misura del gas è l’Smc, ovvero il metro cubo. Quanto al prezzo dell’energia, espresso in mWh (megawattora), esso si forma nel Prezzo Unico Nazionale (PUN) partendo dalle quotazioni nel mercato libero.

 

Disaccoppiamento gas-energia: cosa vuole dire

I sistemi di produzione e di costo tra il gas e le altre forme di energia sono molto diversi tra di loro. Il punto è che l’energia che si paga in bolletta è enormemente condizionata dal prezzo del gas. Il motivo risale all’inizio del millennio, quando in Europa si decise di legare il prezzo dell’energia, soprattutto da fonti rinnovabili, a quello del gas. Più precisamente, il prezzo relativo alla componente di energia rinnovabile addebitato in bolletta viene calcolato prendendo a riferimento le quotazioni che si formano nel mercato del gas.

Questo è stato fatto perché i costi per produrre energia alternativa erano molto alti e quindi bisognava incentivare i produttori a investire in impianti eolici e solari rendendoli vantaggiosi in termini di incremento di margine di guadagno. Oggi che i costi si sono abbassati notevolmente, ha poco senso continuare a legare le altre forme di energia al gas. Tuttavia, fino a che i prezzi del gas si sono mantenuti ragionevoli, il problema poteva anche essere messo in secondo piano; adesso che a causa delle crisi energetica le quotazioni sono esplose, si rende urgente quello che viene chiamato disaccoppiamento gas-energia.

 

Disaccoppiamento gas-energia: quali effetti

Il disaccoppiamento gas-energia permetterebbe al consumatore di risparmiare in bolletta, in quanto il costo per la parte che non riguarda il gas sarebbe agganciata a prezzi più bassi. Inoltre, famiglie e imprese sarebbero incentivate a ricorrere a forme di energia pulita, favorendo la transizione energetica di cui si discute ormai da molti anni. Quindi, non solo si farebbe una scelta di campo ben precisa di carattere ecologico, ma la si considererebbe addirittura vantaggiosa. Tutto ciò avrebbe degli effetti anche sul prezzo del gas, dal momento che una maggiore domanda verso fonti alternative automaticamente farebbe scendere quella sul combustibile fossile, equilibrando il mercato e facendo calare le quotazioni.

 

La situazione in Italia

In Italia il problema è particolarmente sentito, in quanto il nostro è uno di quei Paesi, insieme alla Germania, maggiormente dipendenti dal gas russo e quindi sensibile alle oscillazioni dei prezzi. Il Governo uscente di Mario Draghi ha sostenuto chiaramente che il legame tra il costo dell’energia elettrica prodotta da rinnovabili, quali acqua, sole e vento, e il prezzo massimo del gas ogni giorno sia privo di senso. Portare avanti la battaglia in un contesto europeo, non è stato più possibile a causa delle elezioni politiche che si sono tenute in Italia il 25 settembre.

Tuttavia, il nuovo esecutivo di Giorgia Meloni, quando verrà formato, è assolutamente intenzionato a proseguire sulla linea del disaccoppiamento, essendo questo uno dei cavalli di battaglia del partito di Fratelli d’Italia in merito alla risoluzione della crisi energetica. La posta è molto alta e il cammino non sarà facile, anche perché bisogna sempre conciliarsi con le decisioni prese a Bruxelles, che in questo frangente delicato per la storia dell’Unione Europea, ha dimostrato di muoversi con molta lentezza.

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