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Economia globale: per JP Morgan un uragano in arrivo

Economia globale: per JP Morgan un uragano in arrivo

L’economia globale sta per essere investita da un uragano, secondo JP Morgan. Non va molto per il sottile l’Amministratore Delegato della più grande banca d’affari del mondo, Jamie Dimon, che ha individuato nella guerra Russia-Ucraina e nella politica monetaria aggressiva della Federal Reserve le principali cause del ciclone in arrivo. In particolare, il conflitto bellico determinerà pressioni sui mercati delle materie prime, con il petrolio che per Dimon potrebbe arrivare fino a 150-175 dollari al barile. A suo avviso non si stanno intraprendendo azioni adeguate per ciò che potrà accedere in Europa con l’aumento dei prezzi del greggio nel breve periodo e nei prossimi 5 anni.

Al riguardo, Bruxelles ha appena imposto l’embargo sulle importazioni dalla Russia almeno per quanto riguarda le forniture via mare, che rappresentano il 90% dell’import totale. L’arrivo di greggio dagli oleodotti è stato risparmiato dalle misure punitive per salvaguardare l’interesse di Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, le quali altrimenti subirebbero un danno troppo elevato vista la loro eccessiva dipendenza da Mosca.

JP Morgan: sarà allarme volatilità con l’inasprimento della Fed

Quanto all’inasprimento della politica monetaria della Fed, Dimon riferisce che ciò determinerà un’alta volatilità nel mercato, ma è una mossa senza scelta perché nel sistema c’è troppa liquidità e occorre fermare la speculazione per ridurre i prezzi delle case e di altri beni che alimentano l’inflazione. Questo significa che l’offerta dei titoli di Stato USA diminuirà proporzionalmente alla riduzione del bilancio da 9.000 miliardi di dollari della Fed e quindi si vedranno maggiori oscillazioni nei prezzi di mercato.

La Banca Centrale statunitense ha aumentato i tassi d’interesse 2 volte quest’anno, portandoli da zero a 0,75%. Nella riunione di questo mese è previsto un ulteriore incremento di 0,50 punti percentuali e lo stesso dovrebbe essere a luglio. Poi tutto dipenderà da come sarà l’andamento dell’inflazione e dall’impatto che tali misure avranno a livello macroeconomico, soprattutto su crescita e occupazione. Tenendo sempre presente che tutto ciò si riflette sull’economia globale.

Da questo mese la Fed inizierà il Quantitative Tightening, con la riduzione di obbligazioni pubbliche e private di 95 miliardi di dollari al mese. Dimon sottolinea come non ci sia mai stato nella storia un Quantitative Easing come quello che si è vissuto in questi anni e diversi aspetti di questo programma non sono andati per il verso giusto, soprattutto quello dei tassi negativi che il CEO di JP Morgan definisce un grave errore. Dopo la crisi finanziaria del 2008, Banche centrali, banche commerciali e società di trading sono stati i 3 più grandi acquirenti dei Treasury Bond americani, puntualizza Dimon. Egli ritiene però che adesso, rispetto al passato, tali istituti non abbiano né le capacità né il desiderio di caricarsi in bilancio così tante obbligazioni.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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