Economia USA: 5 segnali che annunciano una recessione - Borsa e Finanza

Economia USA: 5 segnali che annunciano una recessione

Economia USA: 5 segnali che annunciano una recessione

Dopo un primo semestre disastroso per i mercati finanziari, il dibattito se l’economia USA sarà destinata a una recessione si fa sempre più acceso. Il Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha affermato che una recessione non è inevitabile, facendo supporre che la Banca Centrale statunitense sarà in grado di controllare l’inflazione. Questa è un’affermazione a cui però sono in pochi a dare credito, proprio perché nel contempo il Governatore ribadisce che la politica monetaria della Fed sarà aggressiva fino a quando l’indice dei prezzi al consumo non si dirigerà verso gli obiettivi della banca. Ora, se l’istituto centrale ha un target del 2%-2,5% riguardo l’inflazione, quanto bisogna stringere sui tassi d’interesse per riportare il carovita verso il traguardo della Fed? Probabilmente tanto e questo difficilmente metterà al riparo l’economia USA da una flessione sostenuta.

 

Economia USA: alcuni segnali per cui preoccuparsi

In verità alcune misure chiave dell’attività economica americana stanno cominciando a mostrare segni di rallentamento, come ad esempio la riduzione delle ore medie lavorate nel settore manifatturiero. Powell vorrebbe in realtà che ci fosse un leggera contrazione dell’economia, fintanto che lotta per spingere in basso i prezzi. Il problema si pone seriamente quando la contrazione comincia a diventare eccessiva, al punto che i mezzi a disposizione del Governatore potrebbero essere non più efficaci. Ad ogni modo, ci sono 5 indicatori che suggeriscono un’alta probabilità di recessione l’anno prossimo. Vediamoli nel dettaglio.

 

Il Leading Economic Index del Conference Board

L’indice è costituito da una serie di componenti segnaletici dell’andamento dell’attività economica, quali tra i più importanti: l’S&P 500, i nuovi ordini dei produttori, i permessi di costruzione di nuove case e le aspettative dei consumatori. Questa misura è in calo da quattro mesi consecutivi, il che potrebbe essere una spia molto forte che l’economia USA inizia a rallentare.

 

L’inflazione core

L’inflazione core è quella che sostiene i settori alimentari ed energetici più volatili ed è in costante aumento dall’inizio del 2021. Ad aver guidato il percorso di crescita: l’elevata domanda dei consumatori post-pandemica, le aspettative di inflazione a lungo termine, i vincoli alla catena di approvvigionamento e poi la guerra Russia-Ucraina. Quanto più la salita procede a questo ritmo, tanto più la Fed rimane nel suo percorso di restringimento della politica monetaria, il che si traduce in un rischio maggiore di contrazione economica.

 

L’umore dei consumatori

La fiducia dei consumatori sull’economia USA rilevata dall’Università del Michigan è crollata al minimo storico nel mese di giugno. Questo è un dato molto importante, in quanto l’umore dei consumatori risulta decisivo nei loro piani di spesa. I prezzi alti stanno determinando una sostituzione dei beni nelle scelte di acquisto, privilegiando maggiormente quelli di prima necessità. O addirittura stanno comportando una rinuncia del tutto agli acquisti e questo è molto pericoloso per la traiettoria dell’economia.

 

Le famiglie con bambini

L’aumento di beni come cibo e carburante sta impattando in maniera molto forte sulle famiglie con bambini, le quali riferiscono che spesso non hanno abbastanza da mangiare. A giugno questa quota è aumentata del 50% su base annua, in base a un sondaggio condotto da US Census Bureau Household Pulse Survey.

 

I licenziamenti

Il mercato del lavoro si mantiene sostanzialmente solido, ma alcuni sintomi cominciano a stonare. Ad esempio sono aumentate le richieste per i sussidi di disoccupazione, anche se di poco. L’aspetto che più preoccupa è il susseguirsi di licenziamenti in alcuni settori particolarmente sensibili all’aumento dei tassi d’interesse, come quello tecnologico e dell’edilizia abitativa. Il rischio è che, con il proseguimento della politica di strette sui tassi da parte della Fed, la situazione dei licenziamenti possa estendersi fino a rappresentare un problema serio per tutta l’economia USA.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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