Edison, ricavi a oltre 13 miliardi e una conferma: Edf apre il capitale

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Novità in casa Edison. Oggi la società ha rivelato i conti dei primi nove mesi dell’anno, evidenziato una crescita sostanziosa dei ricavi saliti fino a 13,3 miliardi di euro (+22% rispetto a 10,9 miliardi riportati nello stesso periodo del 2024), anche grazie all’aumento dei volumi di energia elettrica (+31%) e gas (+9,3%) e ai prezzi più alti proprio delle due componenti, rispettivamente del 14 e del 21 per cento.

“Il Consiglio di amministrazione di Edison, riunitosi ieri, ha approvato il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2025, che si è chiuso con una solida performance operativa di tutte le aree di business e con una crescita dei principali indicatori industriali”, ha dichiarato nella nota ufficiale la stessa società, sottolineando che l’ebitda si è attestato a 1,08 miliardi, in calo rispetto ai primi nove mesi del 2024, ma comunque “in linea con le aspettative”. 

In questa direzione, la diminuzione – secondo Edison – è stata dettata da tre principali fattori. In primo luogo, “le minori opportunità di ottimizzazione del portafoglio gas a lungo termine, nonostante i maggiori volumi importati (+5%), supportati anche dai nuovi quantitativi di GNL derivanti dall’avvio delle forniture dagli Stati Uniti”. In secondo luogo,” la normalizzazione dei volumi di produzione idroelettrica, che nel 2025 è tornata in linea con le medie storiche dopo l’idraulicità straordinaria del 2024 (-25% nel periodo di comparazione)”.

Infine “la riduzione dei margini unitari di vendita ai clienti residenziali e industriali di Edison Energia, seppur in un contesto di forte crescita del numero di clienti che ha consentito alla società di superare i 3 milioni di contratti nel corso dell’anno. Impatti questi in parte compensati dalla performance del parco centrali termoelettriche di Edison, che ha marciato in modo più continuativo a fronte delle minori importazioni di energia elettrica e delle minori produzioni rinnovabili a livello nazionale”, specifica la società.

 

Edison, gli altri dati del bilancio e le previsioni

Analizzando le altre voci di bilancio, è possibile evidenziare che anche il risultato operativo è risultato in diminuzione: da 600 a 427 milioni di euro. Il dato, chiarisce la nota, “include fra l’altro oneri per 294 milioni di euro legati alle attività di rigenerazione territoriale (valore in decremento rispetto ai 414 milioni del settembre 2024).

Sulla base di ciò, Edison ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un utile di 251 milioni di euro rispetto a 403 milioni di euro dello stesso periodo del 2024. Positiva la voce che riguarda l’indebitamento finanziario: passata da un saldo a debito di 313 milioni di euro del 31 dicembre 2024 a un saldo a credito di di 618 milioni di euro rispetto al debito di 313 milioni di euro del 31 dicembre 2024. Un trend giustificato dai “robusti flussi di cassa operativi, nonché delle dismissioni di Edison Stoccaggio e di altri asset non strategici, come la centrale termoelettrica di Sesto San Giovanni e la partecipazione in Elpedison, per circa 850 milioni di euro complessivi”. 

Sulla base dei risultati dei primi nove mesi dell’anno, la società, impegnata anche nell’obiettivo nucleare in Italia, stima adesso un ebitda compreso tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro per il 2025 (rispetto a una previsione iniziale compresa tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro).

 

Edf apre il capitale

Oltre ai dati di bilancio, la società ha deciso di rispondere alle indiscrezioni delle ultime settimane su una possibile vendita. Nel dettaglio, il Cda ha rivelato che “è stato informato che Électricité de France (Edf) ha avviato un processo di revisione strategica volto a valutare le possibili opzioni riguardanti il livello della propria partecipazione nella società, pur mantenendone il controllo”. 

In sintesi, non un totale disimpegno da parte di Edf, ma piuttosto un’apertura al capitale, ipotesi già preannunciata dall’a.d. di Edison, Nicola Monti, che peraltro l’aveva ritenuta positiva. Bisognerà quindi capire se l’intenzione sarà quella di accogliere un nuovo partner strategico oppure ripercorrere la via della Borsa. Ricordiamo che il 3 agosto 2012 Edf chiuse l’opa superando la soglia del 95% del capitale con diritto di voto di Edison.

 

Tra investimenti e andamento del mercato energetico

Proprio in termini di investimenti, la società ha dichiarato di aver accresciuto quelli che coinvolgono il settore delle fonti rinnovabili per realizzare nuova capacità green installata. Si tratta di un balzo del 31% rispetto allo stesso periodo del 2024. Al 30 settembre risultano infatti circa 400 MW di cantieri aperti su tutto il territorio nazionale per la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici, integrali ricostruzioni di impianti eolici con aerogeneratori di ultima generazione e idroelettrico.

Analizzando invece la domanda di energia elettrica in Italia nei primi nove mesi del 2025, la società ha evidenziato che è in moderata flessione (-1,2%) a 233,3 TWh rispetto allo stesso periodo del 2024. La produzione termoelettrica soddisfa circa il 47% della domanda con 108,8 TWh (+2,7%). Le rinnovabili nel loro complesso coprono oltre il 37% del fabbisogno italiano: in particolare, nel periodo cresce la produzione fotovoltaica che diventa la prima fonte green nel mix nazionale (+22,5% a 36,9 TWh).

D’altra parte, si riducono la produzione idroelettrica (-18,6% a 34,7 TWh), dopo un 2024 che ha registrato una performance al di sopra delle medie storiche trentennali, e la produzione eolica (-4% a 15,7 TWh) per via della minore ventosità. Nel periodo in calo anche le importazioni nette di elettricità (-8,9% a 35,3 TWh). Sul fronte dei prezzi, nei primi nove mesi dell’anno il Prezzo Unico Nazionale (PUN) – l’indice di riferimento italiano per l’energia elettrica – si attesta su un valore medio di 116 euro/MWh (+14%) rispetto a 102,1 euro/MWh dello stesso periodo dello scorso anno, per l’effetto combinato delle minori produzioni rinnovabili, il minore import dall’estero (-8,9% a 35,3 TWh) e i maggiori costi di generazione termoelettrica.

La domanda di gas in Italia nei primi nove mesi dell’anno è in aumento del 4,4% a 44,8 miliardi di metri cubi rispetto a 42,9 miliardi di metri cubi dello stesso periodo del 2024. A crescere sono soprattutto gli usi termoelettrici (+6,4% a 15,8 miliardi di metri cubi); mentre gli usi residenziali segnano un incremento più contenuto (+0,9% a 18,1miliardi di metri cubi) e gli usi industriali sono sostanzialmente in linea con il 2024 (+0,5% a 8,7 miliardi di metri cubi). Sul fronte dei prezzi, nel periodo il gas spot in Italia si è attestato su un valore medio di 43,1 centesimi di euro a metro cubo, in crescita del 21,4% rispetto a 35,5 centesimi di euro a metro cubo dei primi nove mesi del 2024, in conseguenza di un’elevata domanda di gas in Europa, del persistere di tensioni geopolitiche, di temperature più rigide rispetto agli scorsi inverni e della minore ventosità.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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