A Firenze, nello scenario del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ha preso il via la sedicesima edizione di Efpa Italia Meeting, l’appuntamento annuale che riunisce professionisti certificati e non della consulenza finanziaria. Il presidente di Efpa Italia, Nicola Ardente, ha aperto i lavori ricordando i 25 anni dalla nascita di Efpa Europe, mentre “per festeggiare i nostri, di 25 anni, dovremmo ancora aspettare un anno e mezzo circa”. Ha poi letto un messaggio inviato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha dovuto rinunciare per impegni alla presenza. Nel messaggio, il ministro ha messo in evidenza il ruolo decisivo della consulenza finanziaria come strumento di “coesione sociale”. Nelle sue parole, l’attività dei consulenti non si limita alla gestione dei portafogli, ma significa accompagnare le famiglie italiane nelle scelte per il futuro, proteggendo il potere d’acquisto e promuovendo la previdenza complementare.
Il tema centrale di Efpa Italia Meeting 2025

“Market timing vs time in the market – Il tempo giusto, il ritmo per le nuove generazioni” è il titolo scelto per la sedicesima edizione di Efpa Italia Meeting. Un titolo “provocatorio” ha evidenziato Ardente, in quanto pone a confronto due lassi temporali, quello breve dell’azione immediata, e quello lungo, il più adatto per la maturazione del risparmio e degli investimenti.
“Con questa edizione – ha proseguito Ardente – abbiamo voluto porre l’accento sul valore strategico del tempo negli investimenti, considerato non come una scommessa ma come un alleato di lungo periodo”. Infine, il presidente di Efpa Italia ha sottolineato i pilastri di Efpa Italia Meeting: formazione continua e elevazione degli standard professionali, prima di lasciare spazio al convegno inaugurale.
I quattro processi che stanno cambiando l’Italia
Nella prima giornata di Efpa Italia Meeting, come da titolo dell’edizione numero sedici, il tempo è stato protagonista. Fin dalla prima sessione, il convegno inaugurale, dove il segretario generale del Censis, Giorgio De Rita, ha individuato i quattro principali processi sociali che stanno modellando la realtà italiana contemporanea, sottolineando che i processi sociali sono lenti ma profondi:
- Posizionamento sociale
- Deriva verso l’irrazionale
- Risparmio
- Galleggiamento sociale
Il primo processo riguarda il cambiamento del posizionamento sociale, cioè il modo in cui gli individui percepiscono sé stessi all’interno della società. In passato, il posizionamento sociale derivava dall’appartenenza a collettività come la categoria lavorativa, ideologica o sindacale. Oggi, invece, questo senso di appartenenza collettiva si è disgregato e l’identità diventa sempre più individuale.
Il secondo processo è la deriva verso l’irrazionale. Dopo decenni in cui la scienza e la razionalità dominavano l’approccio alla realtà sociale, oggi si assiste a una crescente disillusione e diffidenza verso le istituzioni e la conoscenza scientifica, evidenziata dalla crisi vaccinale durante il Covid.
Il terzo processo sociale riguarda il risparmio, che è diventato una componente centrale nel comportamento degli italiani. Il risparmio è visto non solo come accumulo per far fronte a crisi economiche, ma anche come un mezzo per garantire sicurezza e costruire progetti futuri. Gli italiani hanno imparato a considerare il risparmio come una sorta di rete di protezione di fronte alle molteplici incertezze degli ultimi anni, tra pandemia, guerra e crisi energetica.
Il quarto processo è il cosiddetto “galleggiamento sociale”, un atteggiamento di adattamento e resistenza nelle avversità. Meglio rimanere in una condizione stabile anche se precaria, invece di rischiare un cambiamento incerto. Questo atteggiamento, sebbene permetta di affrontare le crisi, è limitante perché impedisce la crescita economica e sociale senza investimenti e progettualità nel lungo periodo.
Il ruolo della consulenza finanziaria
In questa situazione, dove le incertezze e i cambiamenti diventano praticamente continui, come sottolineato dal presidente di Efpa Italia, Nicola Ardente, emerge una consapevolezza nuova negli italiani, che cominciano a comprendere la necessità di una visione articolata del futuro e un cambiamento di atteggiamento che vada oltre la difesa personale e si apra a una dimensione collettiva, senza rinunciare alla sicurezza individuale.

In questo processo il ruolo della consulenza finanziaria è fondamentale, così come lo è la sua preparazione e formazione. Il lavoro del consulente è aiutare i risparmiatori a “trasformare il risparmio in investimenti pianificati e consapevoli” riassume Ardente, che prosegue: “La comunicazione, la competenza tecnica e la fiducia nei consulenti diventano elementi fondamentali per accompagnare i risparmiatori in un percorso di crescita economica”.
A rendere le cose più difficili è il contesto di mercato, la volatilità, la fiducia delle famiglie minata dalla paura e dalle incertezze. Tutte ragioni che aumentano la necessità che la consulenza finanziaria sia all’altezza delle nuove sfide.
Il passaggio generazionale come test fondamentale
In un contesto in cui il tempo è stato posto al centro dell’attenzione non si poteva non parlare di giovani, per i quali, ha affermato Nicola Ardente “il tempo è un grande alleato, visto che ne hanno tanto”. I giovani vivono condizioni lavorative precarie e discontinue che li indirizzano a un approccio più immediato e meno proiettato nel lungo termine rispetto alle generazioni precedenti.
Nonostante ciò mostrano caratteristiche di coraggio, intelligenza e capacità di cogliere opportunità tecnologiche, pur essendo fragili nella proiezione futura a causa delle molte incertezze globali, geopolitiche ed economiche. Per Giorgio De Rita, non bisogna pensare che i giovani, che erediteranno nei prossimi anni una mole gigantesca di valore, si limiteranno a vivere di rendita. Hanno bisogno dell’appoggio della consulenza, che deve “supportarli, aiutandoli a pianificare il futuro con consapevolezza e sfruttando il loro principale vantaggio, il tempo, per costruire progressivamente i propri risparmi e investimenti in un quadro di pianificazione a lungo termine”.
Il presidente di Efpa Italia ha concluso identificando due termini chiave per sintetizzare le sfide da affrontare e la strada per farlo: complessità e fiducia. “La complessità della realtà contemporanea richiede un impegno collettivo a informare bene, pianificare con competenza e rinnovare la fiducia per affrontare le sfide future con consapevolezza”.









