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Elezioni britanniche: 4 sfide da affrontare per i vincitori

Elezioni britanniche: 4 sfide da affrontare per i vincitori

Stamattina alle 7 nel Regno Unito si sono aperte le urne per l’elezione dei 650 membri della Camera dei Comuni. I sondaggi danno per scontata una vittoria dei laburisti con una larga maggioranza. L’ultimo sondaggio YouGov, reso noto prima del voto, ha riportato che la coalizione di centro-sinistra capitanata da Keir Starmer potrebbe conquistare 431 seggi, contro i 102 a cui arriverebbero i conservatori e i 72 dei liberal-democratici. Simili le previsioni di More in Common, che attribuisce 430 membri ai laburisti, 126 ai conservatori e 52 ai liberal-democratici. Infine, secondo Survation MRP, i laburisti raggiungerebbero i 484 seggi  a fronte di  un’autentica disfatta dei conservatori con 64 seggi mentre i liberal-democratici otterrebbero 61 seggi.

Le urne si chiuderanno alle 22 quando verranno verranno comunicati i primi exit-poll prima dell’inizio dello spoglio delle schede.

 

Elezioni britanniche: ecco le sfide per i laburisti

I laburisti sono destinati a tornare al comando della nazione dopo 14 anni di governo conservatore. Le sfide da affrontare per il Paese sono molte e impegnative. Le agenzie di rating ne hanno individuato quattro:

 

  • Situazione finanziaria del Regno Unito;
  • Crescita economica;
  • Riduzione del debito pubblico;
  • Sterlina.

 

Per quanto riguarda la prima sfida, in campagna elettorale i laburisti hanno promesso di risanare i servizi pubblici e investire nelle infrastrutture senza aumentare le tasse. Tuttavia c’è un precedente da brividi di un governo che ha provato questo approccio. Si tratta dell’esecutivo dell’ex primo ministro Liz Truss, che nel 2022 aveva impostato un programma di spesa a debito e fu costretta a dimettersi di fronte a un vero e proprio terremoto sui mercati obbligazionari. “Le finanze del Regno Unito sono l’elefante nella stanza, dato il rapporto debito/PIL vicino al 100%” afferma S&P Global Ratings. “Ci sono ancora domande sulla composizione del consolidamento fiscale nei prossimi anni. Cerchiamo di valutare la sostenibilità. Ciò che è davvero realizzabile e ciò che non lo è”.

La seconda sfida è la crescita economica. Nell’ultimo decennio, il PIL della Gran Bretagna è aumentato solo dell’1,6% all’anno e questo, secondo Fitch, significa crescita stagnante. Attualmente l’agenzia ha un rating AA con outlook stabile, ma per evitare uno scivolamento indietro è sarebbe necessario aumentare considerevolmente la crescita. Tuttavia non sarà facile a causa di alcuni venti contrari,  come il saldo migratorio e i problemi di partecipazione al mercato del lavoro e della produttività.

La terza sfida è la riduzione del debito pubblico. Quest’anno le emissioni di Gilt saranno di 278 miliardi di sterline. Lo scorso anno, solo di interessi la Gran Bretagna ha pagato ben 111 miliardi di sterline. Sono cifre molto alte che non permettono di fare passi azzardati. Il Paese si è imposto di ridurre l’entità del debito nell’arco di 5 anni e i laburisti hanno suggerito riforme serie.

La quarta sfida fa riferimento alla sterlina. Secondo la società di rating europea Scope, sarà importante capire cosa verrà fatto per mantenere la valuta britannica in uno status di riserva globale in modo che il Regno Unito possa vendere il suo debito. “Un governo stabile che gestisca politiche di bilancio credibili è il modo migliore per farlo, così come migliorare l’accesso al mercato unico dell’Unione europea”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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