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Elezioni UK: i 4 scenari che possono impattare su politica e mercati

Elezioni britanniche: 4 scenari che possono impattare su politica e mercati

Tutto pronto per le elezioni in UK che decideranno chi occuperà i 650 seggi alla Camera dei Comuni del Parlamento. La vittoria dei laburisti sembra scontata, almeno stando ai sondaggi. Ciò di cui si potrebbe discutere è l’entità della stessa, in quanto ciò determinerebbe la politica che verrebbe attuata dal governo e la reazione dei mercati.

Il centro-sinistra alla guida nella nazione è una novità dopo 14 anni di dominio conservatore. Nell’ultimo secolo i laburisti hanno governato per meno di un terzo del tempo, lasciando raramente traccia del loro passaggio. I cittadini britannici hanno però voglia di cambiamento, in quanto delusi dagli ultimi esecutivi di centro-destra che hanno portato alla Brexit e alla crisi delle obbligazioni pubbliche del 2022. Per Downing Street si sfideranno il leader dei tories nonché attuale primo ministro Rishi Sunak e il capo dei laburisti Keir Starmer.

 

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Secondo gli analiti, gli scenari che si possono profilare da una vittoria laburista sono diversi e ognuno ha un impatto specifico sulla politica del Regno Unito e sui mercati finanziari. Quattro le ipotesi sul tavolo:

 

  • Supermaggioranza laburista;
  • Maggioranza laburista;
  • Vittoria di misura dei laburisti;
  • Nessuna maggioranza assoluta.

 

Nel primo scenario, la “supermaggioranza” laburista è definita tale con la conquista di 250 seggi in più rispetto all’avversario diretto. I sondaggi danno al Partito laburista una maggioranza tra 162 e 382 seggi. Se l’esito del voto sarà sbilanciato verso l’estremità superiore, sarebbe un duro colpo per i conservatori. Oltre ai riflessi sul paradigma politico in Gran Bretagna, è da tenere in considerazione la possibile reazione degli investitori. Ad esempio il mercato potrebbe sperare che una rappresentanza forte dei laburisti alla Camera bassa avvicini maggiormente la Gran Bretagna all’Unione europea. D’altra parte, però, ci sarebbe il rischio che i piani di spesa di un governo guidato da Starmer siano più audaci, il che potrebbe provocare qualche contraccolpo nei mercati obbligazionari.

Il secondo scenario è quello di una maggioranza di 150 seggi in più per i laburisti. Non si tratterebbe di una supermaggioranza ma sarebbe una performance eccezionale per un partito che ha visto il suo miglior risultato con 179 seggi in più nel 1997, quando al governo salì Tony Blair. Le implicazioni politiche sarebbero importanti, perché Starmer godrebbe comunque di un ampio sostegno per attuare il suo programma elettorale. D’altro canto per i conservatori sarebbe una sconfitta accettabile. Le reazioni del mercato sarebbero più incerte in questa situazione, ma probabilmente gli investitori apprezzerebbero una certa stabilità politica.

Il terzo scenario è quello di una vittoria di misura dei laburisti, con un distacco di circa 50 seggi. Un’eventualità che fino a qualche anno fa le forze di sinistra avrebbero accolto bene ma che oggi, stando alle indicazioni di voto, non le accontenterebbe. Politicamente la leadership di Starmer ne uscirebbe indebolita e gli investitori percepirebbero un governo meno stabile che non li metterebbe al riparo da nuove turbolenze nei Gilt e nella sterlina.

Il quarto scenario è quello di nessuna maggioranza assoluta, con ciò che viene definito hung parliament, o parlamento sospeso. Il risultato sarebbe sorprendente e scuoterebbe i mercati. A quel punto gli schieramenti dovrebbero attivarsi per creare delle alleanze, ad esempio con i liberal-democratici di centro-sinistra di Ed Davey, con un governo di minoranza che non garantirebbe alcuna stabilità politica duratura.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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