Energia green: ecco perché hedge fund aumentano vendite allo scoperto
Cerca
Close this search box.

Energia green: ecco perché hedge fund aumentano vendite allo scoperto

Energia green: ecco perché hedge fund aumentano vendite allo scoperto

Le prospettive di rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve non sono un segnale positivo per i titoli dell’energia green. Il motivo risiede nel fatto che dietro ci stanno società con forti credenze ambientali ma almeno nel breve guadagni deboli, avendo proiettato gli introiti nel lungo termine tramite i propri investimenti. Questo significa che rendimenti più alti del mercato rendono meno preziosi i flussi reddituali futuri attualizzati e aumentano il costo del finanziamento per sostenere gli impieghi. In un ambiente in cui i rendimenti sul mercato crescono, gli investitori sono quindi spinti a indirizzarsi verso titoli più redditizi. Per questa ragione gli hedge fund stanno incrementando le loro posizioni allo scoperto sull’energia verde, in maniera particolare verso quelle aziende nate da poco e che per il momento sono costantemente in perdita.

 

Energia green: ecco le azioni che gli hedge fund stanno vendendo allo scoperto

Uno dei titoli oggetto di short selling da parte degli investitori è il produttore danese di turbine eoliche Vestas Wind Systems. Contro di esso ha puntato deciso Barry Norris, Chief Investment Officer di Argonaut Capital. Secondo l’esperto, la società è stata vittima dal mese di novembre di un ambiente economico nel complesso difficile per l’energia green rinnovabile, dove le problematiche relative alla catena di approvvigionamento e l’aumento dei costi hanno messo in difficoltà le aziende.

All’inizio del 2020 le azioni di Vestas hanno innescato un rally rialzista straordinario, passando da 130 a 300 corone danesi in poco più di un anno. Successivamente si sono ritirate fino a 170 corone e oggi Norris pensa che i margini si stiano riducendo, con il titolo che rimane molto costoso. A suo giudizio, in un mercato pesantemente ribassista, un’azione non può scambiare a un valore eccessivo rispetto agli utili solo perché moralmente fa qualcosa di positivo.

Un altro titolo preso di mira dagli investitori contrarian è Nordex, produttore tedesco di turbine eoliche. Ad accanirsi contro le azioni della società i fondi Millennium Management, AKO Capital e Gladstone Capital, che hanno fatto di Nordex uno dei titoli più shortati d’Europa. Il rischio però è molto alto, dal momento che in Germania stanno sempre più crescendo gli sforzi sostenuti dal Governo per accelerare il passaggio dai combustibili fossili alle energie pulite, il che implicherebbe un aumento della domanda nel settore green nei prossimi anni.

Anche le azioni dell’idrogeno rientrano tra quelle che non sono state risparmiate dalla furia ribassista degli hedge fund. Il gruppo norvegese Nel, che sviluppa tecnologia all’idrogeno, è stato bersagliato da Helikon Investments, Odey Asset Management di Crispin Odey e World Quant. Su Nel, il team di Odey è stato perentorio affermando che la società è in perdita, consuma liquidità, non riesce a finanziare gli investimenti a medio termine né a stipulare contratti e partnership importanti.

Per tutta risposta Nel ha dichiarato che la società ha una leadership tecnologica in un settore che è solo all’inizio di una crescita e industrializzazione significative, oltre ad avere una solida posizione finanziaria. Le azioni in Borsa di Nel sono passate da 5 a oltre 35 corone norvegesi in 3 anni fino al 2021, ma poi sono letteralmente precipitate a circa 11 corone.

Norris di Argonaut sta puntando anche contro alcuni produttori di veicoli elettrici come Rivian, sostenuto da Amazon e dal fondo The Thirt Point di Daniel Loeb. Il gestore considera ridicola la valutazione dell’azienda da poco quotata a Wall Street, essendo che non ha il vantaggio competitivo di chi si muove in prima linea nel settore. Norris sottolinea come il fatto che il suo principale sponsor, Amazon, abbia deciso di ordinare furgoni elettrici da un suo rivale, la dice lunga sulla reale validità di questa azienda, che non vorrebbe mai possedere nel suo portafoglio d’investimento.

 

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI