Energia nucleare: ecco i big che investono nella fusione tra i quali Eni e Intesa

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La fusione nucleare a confinamento magnetico è una tecnologia avanzata e sperimentale, una sfida per il futuro. Promette di produrre grandi quantità di energia nucleare senza inquinare l’aria e con una creazione di scorie limitata e la cui pericolosità si dovrebbe esaurire in periodi di tempo limitati. Il processo prevede l’incontro/scontro di due nuclei atomici leggeri, come gli isotopi dell’idrogeno (deuterio e trizio), la cui fusione genera elio rilasciando grandi quantità di energia.

Elio, non a caso il nome con cui gli antichi greci chiamavano il Sole (Hélios). Il processo, infatti, vuole imitare proprio quello che accade sulla stella del Sistema solare. Per farlo ha bisogno di condizioni estreme che devono essere controllate. Il confinamento magnetico è una delle tecnologie più promettenti ma ancora non è dato sapere se arriverà davvero alla fase commerciale.

 

In questo articolo: 

 

  • La società Usa che punta sull’energia nucleare da fusione
  • Chi finanzia Cfs?
  • Cos’è e cosa fa Commonwealth Fusion Systems?

 

La società Usa che punta sull’energia nucleare da fusione

Tra i progetti di ricerca sperimentali sull’energia nucleare da fusione, c’è anche una società privata che ha recentemente raccolto un round di finanziamento di serie B2 da 863 milioni di dollari. Commonwealth Fusion Systems (Cfs) ha come obiettivo la commercializzazione della tecnologia della fusione nucleare, attualmente ancora in fase sperimentale. Gli 863 milioni di dollari raccolti serviranno per completare il primo reattore prova, Sparc, vicino a Boston, e per portare avanti il progetto della prima centrale Arc, in Virginia.

 

Chi finanzia Cfs?

L’ultimo round di finanziamento di Commonwealth Fusion Systems ha visto la partecipazione di grandi player del settore tech, sempre più bisognosi di energia per alimentare i data center per l’intelligenza artificiale. Tra di loro Google e Nvidia. Presente anche il fondatore di Microsoft, Bill Gates, e l’ex amministratore delegato di Google (fino al 2011), e ora a.d. di Relativity Space, Eric Schmidt.

Del pool di finanziatori fanno parte anche due big italiane. Intesa Sanpaolo, tramite la controllata Neva sgr, la società di venture capital del gruppo bancario, ed Eni. Altri partecipanti sono Breakthrough Energy Ventures, Emerson Collective, Tiger Global, Khosla Ventures, Counterpoint Global di Morgan Stanley, Stanley Druckenmille e consorzio di 12 aziende giapponesi guidate da Mitsui e Mitsubishi.

 

Cos’è e cosa fa Commonwealth Fusion Systems

Fondata nel 2018 come spin-off del Massachusetts Institute of Technology (Mit), punta sulla fusione nucleare da realizzarsi all’interno di reattori tokamak. Il dispositivo Sparc, allo studio della società, utilizza i campi magnetici generati da superconduttori ad alta temperatura per realizzare un reattore compatto.

La centrale nucleare Arc che dovrebbe essere costruita in base ai progetti di Cfs, potrebbe raggiungere i 400 megawatt di energia. Le previsioni di realizzazione si attestano al 2030.

Immagine di Redazione

Redazione

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