ENI: trimestrale batte le attese, a Piazza Affari salgono le azioni
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ENI: trimestrale batte le attese, a Piazza Affari salgono le azioni

ENI: trimestrale batte le attese, salgono le azioni a Piazza Affari

ENI si unisce alle altre compagnie energetiche internazionali che hanno riportato risultati trimestrali eccezionali, battendo le stime degli analisti. La società italiana è riuscita a sfoderare numeri interessanti, anche se le quotazioni di petrolio e gas hanno avuto una flessione rispetto ai loro massimi di periodo. “Nonostante un calo dei prezzi del greggio e un rapido calo dei margini di raffinazione, abbiamo continuato a fornire risultati positivi, principalmente grazie alla solida performance delle nostre attività internazionali”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi. Le azioni ENI oggi a Piazza Affari sono in rialzo del 2,5% in una giornata in cui l’indice della Borsa milanese viaggia in territorio negativo.

 

ENI: i numeri della trimestrale

Nei tre mesi che vanno da giugno a settembre la società fondata da Enrico Mattei ha prodotto un utile di 3,73 miliardi di euro, superando le stime di 3,21 miliardi di euro degli analisti. I guadagni sono però in calo rispetto ai 3,81 miliardi di euro del trimestre precedente. In particolare, l’unità gas ha ottenuto un profitto di circa 1 miliardo di euro, oltre 6 volte i quasi 160 milioni di euro previsti dal consensus. Al riguardo, la società ha affermato di aver sfruttato in maniera vincente la volatilità dei prezzi e la gestione degli scambi in Europa.

Nei primi nove mesi dell’anno l’utile netto consolidato di bilancio è pari a 13,26 miliardi di euro, oltre cinque volte quello di 2,3 miliardi di euro dell’analogo periodo 2021. Tuttavia, in Italia ENI ha registrato una perdita di circa 1 miliardo di euro, che l’azienda imputa alla tassa sugli extra-profitti imposta dal Governo guidato da Mario Draghi. Mentre l’unità di gas ha riportato un utile di 2 miliardi di euro da gennaio a settembre. Per quel che riguarda la guidance, tale attività dovrebbe subire una perdita di 200 milioni nel quarto trimestre, quindi il guadagno complessivo sarebbe di 1,8 miliardi di euro.

La produzione di petrolio e gas è scesa a 1,58 milioni di barili giornalieri, il che ha indotto la società ad abbassare la stima per l’intero anno da 1,7 a 1,63 milioni al giorno. La motivazione risiede nella situazione precaria in Nigeria, nella chiusura non programmata del giacimento di Kashagan in Kazakistan e in una riduzione dell’output in Norvegia. Il flusso di cassa netto è arrivato a 12,8 miliardi di euro, segnando una crescita straordinaria dell’83%. Il gruppo prevede una variazione di 130 milioni del free cash flow per ogni dollaro di variazione nel prezzo del Brent e circa 700 milioni di euro per ogni variazione di 5 centesimi nel tasso di cambio EUR/USD rispetto a un valore di 1,05. Una notizia positiva arriva dalla dichiarazione di Descalzi dove afferma che ENI sarà in grado di sostituire il 50% del gas russo grazie “all’ampio e diversificato portafoglio riserve, alle partnership di lungo periodo con i Paesi produttori e alla presenza crescente nel settore del GNL”.

 

Dividendi e buyback

ENI ha affermato che sarà impegnata a operazioni di buyback per 2,4 miliardi di euro quest’anno. Da fine maggio al 21 ottobre, il gruppo ha acquistato 142 milioni di azioni al costo di 1,66 miliardi di euro; con il nuovo programma ci sarà un incremento di quasi 800 milioni di euro che terminerà al 31 dicembre e non ad aprile 2023 come era stato precedentemente indicato. La società ha dichiarato anche che pagherà un dividendo di 88 centesimi per azione, nell’ipotesi che il prezzo del Brent si stabilizzi tra 80 e 90 dollari al barile. La prima rata di 22 centesimi della cedola è stata pagata a settembre, il che ha comportato un esborso di 751 milioni di euro. Ci saranno ancora altre tre scadenze, con la prossima il 23 novembre che prevede un pagamento rateale del dividendo dell’identico importo.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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