ETF: cosa sono e come funzionano
Cerca
Close this search box.

ETF: cosa sono e come funzionano

Macchina da scrivere e foglio con scritta Exchange Traded Fund

L’anno prossimo gli ETF compiranno trent’anni. Il primo Exchange Traded Fund è nato infatti nel 1993 quando sul mercato statunitense AMEX venne quotato un prodotto in grado di replicare l’andamento dell’indice S&P500. Da allora il successo e la crescita degli ETF non ha conosciuto pause e oggi il mercato di questa asset class conta oltre 10 mila miliardi di dollari di masse in gestione e quasi 9.000 prodotti quotati in tutto il mondo.

 

Come funziona un ETF?

Dal 1993 gli ETF si sono evoluti. Dopo quel primo SPDR Trust Series 1 emesso da State Street, soprannominato in tutto il mondo SPY, sono arrivate repliche passive di indici di ogni tipo, Borsa e area geografica. Lo stesso SPY oggi esiste ancora, sotto il nome di SPDR ETF S&P500 e vanta quasi 400 miliardi di dollari di masse. Il funzionamento di un Exchange Traded Fund è però rimasto lo stesso, anche se con alcune varianti più finanziariamente avanzate, grazie proprio alla sua semplicità.

In parole molto povere, un ETF è una “fotocopiatrice”. Il suo compito è replicare passivamente (vengono anche definiti fondi passivi) un indice di mercato. Se esiste un indice di mercato è molto probabile che esista anche un ETF che lo replica, dai più grandi e famosi come l’S&P500 o il Nasdaq Composite fino agli indici obbligazionari, di materie prime, perfino criptovalute. Per riuscire a replicare l’indice le performance dell’indice di riferimento nella maniera più simile possibile l’ETF può adottare due modalità: replica fisica e replica sintetica. Nel primo caso l’ETF acquista tutti i titoli dell’indice rispettandone il peso. Una vola costruita la replica passiva gli unici adeguamenti che il gestore dovrà effettuare saranno quelli di allineamento al variare dei pesi dei titoli all’interno dell’indice di riferimento. La replica sintetica prevede invece un investimento in un portafoglio di titoli di una controparte e lo scambio dei flussi finanziari attraverso un contratto swap. Si tratta di un modello di funzionamento più complicato che spesso fa preferire agli investitori gli ETF a replica fisica.

 

I tanti vantaggi degli Exchange Traded Fund

Il successo degli ETF è legato ai numerosi vantaggi che offrono rispetto ad altre asset class, oltreché alla loro semplicità e trasparenza. Infatti, grazie a un ETF, l’investitore ha la possibilità di acquistare un intero indice con tutto ciò che ne deriva in termini di diversificazione del portafoglio. Inoltre, il patrimonio del fondo è separato da quello di chi lo ha creato e lo gestisce e quindi l’investitore non corre il rischio di controparte.

Sul costo, chiamato Total Expense Ratio (TER), gli ETF appaiono imbattibili. Visto che gli unici interventi da parte del gestore sono quelli di aggiustamento in base alle variazioni nell’indice da replicare, vengono eliminati tutti i costi relativi alla ricerca, all’analisi e le commissioni di gestione. Si tratta inoltre di strumenti molto liquidi che possono essere scambiati sui mercati regolamentati come se si trattasse di azioni. La facilità di contrattazione deriva anche dalla dimensione contenuta delle quote di partecipazione, in alcuni casi anche di pochi euro. Ciò rende gli ETF uno strumento molto adatto all’investimento del risparmio e alla costruzione di Piani di accumulo (PAC). Naturalmente, vista l’ampia gamma presente sul mercato, alcuni avranno una liquidità superiore rispetto ad altri. Vale lo stesso discorso delle singole azioni, alcune sono più liquide e trattate sul mercato, altre lo sono meno. Infine, un ultimo vantaggio, ma forse il più importante, deriva dal fatto che battere il mercato (e quindi l’indice di Borsa di riferimento) sia molto difficile. L’ETF, replicandolo, elimina il problema.

 

I pochi svantaggi

Ogni strumento finanziario ha i suoi pregi e i suoi difetti. Gli ETF non fanno eccezione. Prima si è detto che l’unico costo è rappresentato dal TER. In realtà chi vi investe deve tenere conto anche delle spese di negoziazione applicate dal broker o dalla banca e lo spread denaro/lettera. Anche tenendo conto di questi fattori, tuttavia, gli Exchange Traded Fund rimangono i più competitivi strumenti finanziari esistenti. Inoltre le case di investimento stanno lanciando ETF con costi decrescenti e, in alcuni casi, a costo praticamente nullo.

In Italia la tassazione non è favorevole in quanto non permette di compensare le minusvalenze registrate in un investimento in ETF con le plusvalenze registrate su altre attività finanziarie. Le plusvalenze e le minusvalenze ottenute con un ETF sono infatti considerate “redditi diversi” dal fisco italiano e sottoposte (nel primo caso) a tassazione del 26%.
Un altro problema degli ETF è determinato proprio dal loro successo. Esistono migliaia di ETF, su decine di indici e attività finanziarie, temi di investimento, aree geografiche e valute. Risulta difficile scegliere ma, soprattutto, aumenta il rischio di acquistare ETF che replicano indici di nicchia dalla dubbia efficienza e sostenibilità.

Infine, a differenza di quanto accade nel caso dei fondi a gestione attiva, su un ETF non è possibile intervenire in corsa per correggere l’allocazione dell’investimento, come potrebbe fare un gestore. Ma questo “difetto” si ricollega in parte all’ultimo pregio indicato nel paragrafo precedente.

 

AUTORE

Picture of Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *