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ETF USA: afflussi record con ribilanciamento Nasdaq, ecco chi vince

Cambio dei pesi del Nasdaq 100: ecco chi vince nel mondo degli ETF USA

Gli ETF USA hanno ottenuto a luglio afflussi per 60,2 miliardi di dollari, registrando il secondo miglior mese del 2023. Lo riportano i dati di Morningstar, che mettono anche in luce come i fondi azionari abbiano raccolto oltre 45 miliardi di dollari. A guidare la classifica delle vendite vi è iShares con 18,6 miliardi di dollari di flussi netti positivi, seguito da Vanguard con 14,9 miliardi di dollari. Al terzo posto si posiziona Invesco con 10,1 miliardi di dollari.

Gli ETF USA di Invesco hanno fatto un autentico balzo nel mese di luglio rispetto ai primi sei mesi dell’anno, in cui i fondi hanno raccolto 8,6 miliardi di dollari. In particolare, si è distinto l’ETF QQQ Trust da 206,5 miliardi di dollari che ha realizzato un bottino di 5,3 miliardi di dollari nel mese di luglio. Niente male è stato anche l’ETF S&P 43 Equal Weight da 7,5 miliardi di dollari, che ha attirato denaro fresco per 3,4 miliardi di dollari.

Se si considera la classifica generale da inizio anno in termini di afflussi, Invesco si posiziona al quarto posto, dietro Vanguard con 80,3 miliardi di dollari, iShares con 43 miliardi di dollari e JP Morgan Asset Management con 23,1 miliardi di dollari.

 

ETF USA: il motivo degli afflussi

Lo spostamento di liquidità verso gli ETF USA è determinato soprattutto dal ribilanciamento dell’indice Nasdaq 100 attuato il mese scorso dalla Borsa americana per ridurre il peso dei maggiori componenti dell’indice, secondo Morningstar.

La ponderazione combinata delle sei più grandi società tecnologiche (Apple, Microsoft, Alphabet, Nvidia, Amazon e Tesla) è stata ridotta da poco oltre il 50% a circa il 40%. L’obiettivo era di garantire che i fondi che riproducono il Nasdaq 100 non violassero i limiti di concentrazione a livello settoriale, dopo che il grande rally delle Big Tech quest’anno ha fatto superare il tetto stabilito dalla Securities and Exchange Commission. Ricordiamo che l’eccessiva concentrazione scatta quando i titoli con peso superiore al 4,5% complessivamente raggiungono in aggregato il 48% dell’intero indice.

Quello attuato a luglio è stato il terzo ribilanciamento della storia del Nasdaq, dopo quelli eseguiti nel 1998 e nel 2011. “I flussi suggeriscono che gli investitori azionari stanno migrando verso le mid-cap nella convinzione che la fioritura del primo semestre per le large cap stia svanendo”, ha affermato Morningstar. Prima del ribilanciamento, il Nasdaq 100 aveva realizzato la migliore performance di sempre nei primi sei mesi dell’anno, con un balzo di oltre il 40%. Addirittura, l’indice ha superato i guadagni della bolla delle dot-com a cavallo tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo millennio.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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