EUR/USD: per gli analisti il cambio arriverà a 0,90 - Borsa e Finanza

EUR/USD: per gli analisti il cambio arriverà a 0,90

EUR/USD: per gli analisti il cambio arriverà a 0,90

L’EUR/USD è in caduta libera e si avvicina lentamente verso la parità. Dall’inizio dell’anno il cambio ha perso circa il 10,5% e ora staziona sotto quota 1,02, a nuovi minimi da 20 anni. Le dinamiche del Fiber riflettono tutta la debolezza dell’eurozona in questo periodo storico, alle prese con una grave crisi energetica. La guerra Russia-Ucraina probabilmente sta facendo più danni di quel che si temeva. La Russia sta troncando le forniture di gas a Paesi chiave come l’Italia e la Germania. Quest’ultima ha registrato il suo primo deficit commerciale dal 1991, per effetto dell’aumento dei prezzi dell’energia che ha aggravato i costi d’importazione, mentre l’export è stato messo sotto pressione dalle turbolenze del commercio globale. L’Edf francese ha annunciato altri tagli all’elettricità, mettendo ancora sotto pressione il bilancio dell’apparato statale, immerso nei debiti e che ora si appresta a una nazionalizzazione totale.

Nemmeno la svolta aggressiva da parte della Banca Centrale Europea riesce a dare sollievo alla moneta unica. Nella riunione del 21 luglio, l’istituto di Francoforte dovrebbe aumentare i tassi d’interesse di mezzo punto percentuale per frenare un’inflazione monstre nell’Eurozona, che ha raggiunto l’8,6%. Tuttavia, questo non fa altro che rafforzare i timori di una recessione in arrivo, guidata proprio dalla crisi energetica.

La Federal Reserve continua a inasprire la politica monetaria alzando il costo del denaro. Anche negli Stati Uniti l’inflazione è un problema prioritario, tuttavia vi è una differenza sostanziale rispetto all’Europa: gli USA non sono dipendenti dalla Russia dal punto di vista energetico e quindi non sentono il peso di un’ascia che sta per calare sopra la propria testa. In altri termini, se Mosca decide en tranchant di non rifornire più il Vecchio Continente di gas naturale si scatena il panico. Negli Stati Uniti non vi è questo rischio. Ciò ha una risonanza enorme, perché il popolo americano a breve potrebbe conoscere il picco di inflazione e le strette monetarie della Fed, agendo sulla domanda, potrebbero essere più efficaci. L’Eurotower deve invece muoversi con i piedi di piombo, perché una mossa sbagliata potrebbe innescare la catastrofe.

 

EUR/USD: ecco dove potrà arrivare

È chiaro che, in questo contesto abbastanza nefasto per l’Europa, l’EUR/USD è destinato a soffrire, nonostante gli Stati Uniti non stiano viaggiando con il vento in poppa. Ciò che è lecito chiedersi ora è fin dove potrà spingersi il movimento ribassista del più importante cross valutario.

Secondo George Saravelos, capo della ricerca Forex di Deutsche Bank, i movimenti di rifugio sicuro verso il dollaro USA potrebbero divenire più estremi. L’esperto ritiene che, se Europa e Stati Uniti dovessero scivolare entrambi in una recessione profonda in questo terzo trimestre, l’EUR/USD potrebbe arrivare in area 0,95-0,97. A suo giudizio, vi è un catalizzatore chiave che potrebbe far invertire il trend, ovvero se la Fed lancia un segnale che sta entrando in una pausa prolungata nel suo ciclo di stretta monetaria. Nel frattempo però le tensioni energetiche in Europa si faranno sentire durante l’estate, perché la fornitura parziale del gas russo non sarà sufficiente e i rischi persisterebbero fino all’inverno, ha aggiunto Saravelos.

Ancora più pessimista sul destino dell’EUR/USD risulta essere BlueBay, asset manager specializzato nel reddito fisso, che sta assumendo dal mese scorso posizioni ribassiste sul cambio. La società ritiene che l’euro potrebbe scivolare addirittura fino a 90 centesimi sul dollaro se la Russia dovesse chiudere completamente i rubinetti del gas, sebbene questo non sia lo scenario più probabile.

Di parere opposto è Van Luu, head of currency and fixed income strategy presso Russell Investments, che pensa sia difficile che la moneta unica possa indebolirsi ancora. “Non escluderei la parità dato il cocktail di fattori contrari, ma personalmente non inseguirei questa mossa. Al momento non aggiungerei altri short in euro”, ha affermato. “Ci sono buone probabilità che l’anno prossimo l’euro possa rafforzarsi”, ha aggiunto.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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