Euro: cosa fare con banconote e monete false - Borsa e Finanza

Euro: cosa fare con banconote e monete false

Euro: cosa fare con banconote e monete false

Nel corso del 2021 la Banca d’Italia ha valutato come falsi 50.563 biglietti tra tutti gli euro ritirati dalla circolazione. Un dato in ribasso rispetto al 2020 (-22,5%), anche a livello europeo: nel 2021 in tutto il continente sono state segnalate e tolte dal flusso 347.000 banconote false, il 24,6% in meno del 2020. Questi numeri sono ancora preoccupanti e non devono far abbassare la guardia alle autorità competenti che ogni giorno lottano contro le contraffazioni. La probabilità di ricevere un esemplare falso rimane bassa: si stima che in circolazione ci siano 12 falsi per ogni milione di biglietti autentici. Ma come bisogna comportarsi se si finisce proprio nel gruppo ristretto di quelle persone sfortunate che si ritrovano in possesso di banconote e monete sospette?

 

Come cambiare una banconota o una moneta falsa

L’importante, specie per chi ha attività commerciali, lavora agli sportelli degli uffici e maneggia euro ogni giorno, è innanzitutto saper riconoscere le banconote false. In particolare i tagli più soggetti a rischio, come quelli da 20 e da 50 euro. Nella sciagurata ipotesi di ritrovarsi tra le mani un pezzo contraffatto, c’è una precisa procedura da seguire. Purtroppo, i soldi falsi non possono mai essere cambiati con soldi veri: chi riceve una banconota contraffatta, inevitabilmente la perde.

La Banca Centrale Europea e le Banche Centrali Nazionali dell’Eurozona hanno attivo il CSM (Counterfeit Monitoring System), un sistema di monitoraggio delle contraffazioni che lavora in rete con banche, forze di polizia e operatori della pubblica amministrazione. Sono operativi presso Bankitalia sia il NAC (National Analysis Center) che si occupa di analizzare i biglietti sospetti e sia l’NCC (National Counterfeit Center) che coordina la lotta alla contraffazione.

Una persona che entra in possesso di una banconota falsa oppure che sospetta di avere in dotazione un biglietto contraffatto, non deve assolutamente tentare di spenderlo. Questo comportamento è un reato ed è oggetto di procedimento penale. Chi riceve un falso deve subito portarlo agli sportelli delle banche commerciali, agli uffici postali o in una delle filiali della Banca d’Italia e farlo esaminare agli addetti competenti. Se al primo esame la banconota è ritenuta falsa, viene ritirata dalla circolazione e inviata all’Amministrazione Centrale di Bankitalia, dove il NAC la analizza per appurare in maniera definitiva la contraffazione. Gli operatori agli sportelli sono tenuti a redigere un verbale e rilasciare una copia del verbale e della banconota falsa al possessore.

Se il NAC accerta la chiara e definitiva falsità della banconota, il possessore perde per sempre l’importo del biglietto e non otterrà alcun risarcimento. L’unica “consolazione” è che, pur perdendo i soldi, almeno evita di incappare in una denuncia e conseguente condanna. Se il NAC valuta la banconota come autentica, il possessore viene rimborsato integralmente, senza alcuna trattenuta. È la Banca d’Italia a comunicare l’esito dell’accertamento all’ente che ha effettuato il ritiro. Sportelli bancari e uffici postali sono obbligati a ritirare i biglietti falsi o i casi sospetti di contraffazione e a consegnarli alle autorità, attenendosi al regolamento del Governatore di Bankitalia del 4 settembre 2008 che attua l’articolo 8 del Decreto Legge n. 350 del 25 settembre 2001. L’elenco completo delle disposizioni della Banca d’Italia per l’attività di gestione del contante è consultabile qui.

 

Decine di 50 e 20 euro
Occhio a rimettere in circolazione euro falsi (foto di Matthew Henry via Burst)

Cosa si rischia nel rimettere in circolazione monete e banconote false?

La falsificazione è un reato penale secondo la legge italiana, che punisce anche chi spende un biglietto contraffatto, seppure l’abbia avuto in buona fede. Quindi non viene colpito dalla sanzione soltanto il falsario, ma pure chi rimette in circolazione monete e banconote false rifilandole ad una terza persona. L’articolo 457 del codice penale prevede che “chiunque spende, o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate, da lui ricevute in buona fede, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 1.032“.

Inoltre l’articolo 694 del codice penale aggiunge che “chiunque, avendo ricevuto come genuine, per un valore complessivo non inferiore a 0,01 euro, monete contraffatte o alterate, non le consegna all’Autorità entro tre giorni da quello in cui ne ha conosciuto la falsità o l’alterazione, indicandone la provenienza se la conosce, è punito con la sanzione amministrativa fino a euro 206“. La malafede e la contraffazione che nasce all’estero e si “consuma” in Italia sono punite dall’articolo 455, secondo il quale “chiunque, fuori dei casi preveduti dai due articoli precedenti, introduce nel territorio dello Stato, acquista o detiene monete contraffatte o alterate, al fine di metterle in circolazione, ovvero le spende o le mette altrimenti in circolazione, soggiace alle pene stabilite nei detti articoli, ridotte da un terzo alla metà”.

Dimostrare le propria buona fede, ed evitare di incappare in una denuncia, vuol dire presentarsi spontaneamente presso le forze dell’ordine e farsi identificare per denunciare il possesso di una banconota falsa. Anche chi distrugge o conserva il biglietto senza spenderlo (magari per collezionismo) non è soggetto a un procedimento perché, come stabilito dalla Cassazione nella sentenza n. 25500 del 2007, manca l’elemento soggettivo, cioè la precisa volontà del soggetto di rimettere in circolazione il denaro falso.

 

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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