Chi sono i fornitori scelti dalla Bce per l’euro digitale

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L’euro digitale sta prendendo sempre più forma: la Bce ha comunicato ufficialmente i nomi dei fornitori scelti per dare vita al sistema che trasformerà i pagamenti nell’Eurozona. La Banca centrale europea ha messo insieme un consorzio di partner tecnologici per realizzare l’infrastruttura e l’applicazione utente destinate a essere utilizzate con l’arrivo della moneta digitale. I servizi richiesti riguardano cinque aree specifiche.

La gara bandita da Francoforte per la realizzazione dell’euro digitale ha selezionato nove società (con cinque fornitori classificati al secondo posto che verranno contattati solo in caso di necessità) per lo sviluppo di app e kit software e per la soluzione per i pagamenti offline, la gestione dei rischi e delle frodi e i servizi di supporto. Tra i provider ci sono tre aziende italiane, che si affiancano a tre tedesche, una francese, una portoghese e una polacca.

 

In questo articolo:

 

  • Euro digitale, chi sono i fornitori scelti dalla Bce
  • I tre player italiani: Nexi, Almaviva e Fabrick
  • Italia in prima fila nell’euro digitale

 

Euro digitale, chi sono i fornitori scelti dalla Bce

I fornitori che realizzeranno le componenti chiave dell’infrastruttura dell’euro digitale, scelti dalla Bce su bando aperto il 3 gennaio 2024 e chiuso il 2 ottobre 2025, sono:

 

  • Almaviva Group;
  • Capgemini;
  • Fabrick;
  • Feedzai;
  • Giesecke+Devrient;
  • Nexi Group;
  • Sapient;
  • Senacor Technologies;
  • Tremend.

 

Almaviva e Fabrick, società del gruppo Sella, sono coinvolte nello sviluppo dell’app mobile e del kit software, mentre Nexi e la capofila tedesca Giesecke+Devrient, in partnership con la francese Capgemini, nella soluzione di pagamento offline. La portoghese Feedzai è stata scelta per il controllo delle frodi e il risk management, la tedesca Senacor Technologies per lo scambio sicuro di informazioni sui pagamenti. Il servizio di alias lookup è stato assegnato alla tedesca Sapient e alla polacca Tremend, con l’olandese EquensWorldline pronta a intervenire in seconda battuta.

In totale gli accordi quadro hanno un valore stimato di 432,1 milioni di euro e massimo di 1,16 miliardi. I versamenti verranno effettuati dalla Bce soltanto nel momento in cui entrerà in vigore la legislazione definitiva dell’euro digitale. Le regole comunitarie per l’introduzione dovrebbero essere completate alla fine del 2026. La presidente Christine Lagarde ha affermato che la moneta digitale sarà pronta per il 2027, anche se fino ad oggi la Banca centrale europea aveva annunciato la metà del 2029 come data realistica per il lancio.

“Scegliamo l’unità rispetto alla divisione, la comunione rispetto all’isolamento e un destino comune rispetto a percorsi frammentati – ha sottolineato Piero Cipollone, componente del comitato esecutivo della Bce con delega sui sistemi di pagamento –. L’euro digitale offre una versione digitalizzata dello stesso contante che utilizziamo tutti i giorni, da Lisbona a Tallin. È una soluzione europea con una infrastruttura europea. Protegge la nostra libertà, la nostra autonomia e la nostra sicurezza e renderà i pagamenti europei più competitivi e resilienti”.

 

I tre player italiani: Nexi, Almaviva e Fabrick

Il contratto di Nexi con Giesecke+Devrient e Capgemini ha un valore stimato di 220,7 milioni e massimo per 662,1 milioni; quello di Almaviva e Fabrick un valore stimato di 76,8 milioni e un valore massimo di 153,6 milioni. Le due fintech del gruppo Sella agiranno in raggruppamento temporaneo d’impresa. Per Feedzai il contratto ha un valore stimato di 79,1 milioni e massimo di 237,3 milioni; per Sapient e Tremend è previsto un contratto stimato di 27,9 milioni e massimo per 55,8 milioni; per Senacor un valore stimato di 27,6 milioni e massimo per 55,2 milioni.

La durata iniziale del contratto aggiudicato ad Almaviva e Fabrick è di quattro anni, con la possibilità di proroghe fino a dieci anni. Le due società realizzeranno un’infrastruttura digitale aperta e interoperabile (un kit di sviluppo software integrato per applicazioni bancarie) e un’app mobile intuitiva e semplice da usare, accessibile da smartphone, tablet o smartwatch. In questo modo, tutti i cittadini e le cittadine dell’Unione europea avranno un’esperienza uniforme e sicura per i pagamenti digitali. A Nexi è assegnato il contratto per testare parte dell’infrastruttura e soprattutto per sviluppare la funzionalità offline che permetterà a utenti e commercianti di fare pagamenti anche senza essere connessi online.

“Siamo orgogliosi di contribuire allo sviluppo di una parte così importante dell’infrastruttura per l’euro digitale – ha commentato Renato Martini, il responsabile delle soluzioni bancarie digitali della fintech guidata da Paolo Bertoluzzo –. Mentre acceleriamo la digitalizzazione dei pagamenti in tutta Europa, la nostra ambizione è quella di abilitare soluzioni non solo innovative, ma anche resilienti, contribuendo così a garantire pagamenti fluidi e sicuri anche in situazioni in cui il terminale è offline”.

“L’euro digitale rappresenta un passo cruciale per rafforzare la sovranità economica e l’autonomia tecnologica dell’Europa – ha dichiarato Paolo Zaccardi, il co-fondatore e amministratore delegato di Fabrick –. Siamo onorati di poter contribuire a un progetto che renderà i pagamenti più inclusivi, resilienti e sicuri”. “Orgogliosi di essere capofila di un raggruppamento italiano che si aggiudica uno dei lotti della gara per la realizzazione dell’euro digitale bandita dalla Bce – ha aggiunto Antonio Amati, vice amministratore delegato di Almaviva –. Prima gara regolata dal principio della sovranità europea. Un successo costruito con l’impegno di Almaviva in Europa a fianco delle istituzioni e di moltissime agenzie”.

 

Italia in prima fila nell’euro digitale

“È un segnale chiaro: l’Italia è protagonista nella costruzione della sovranità digitale europea – ha commentato Serafino Sorrenti, il capo della Segreteria tecnica del Sottosegretario di Stato all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale –. Una sovranità che non si misura solo nella capacità tecnologica, ma anche nella padronanza dei dati, nella sicurezza delle infrastrutture e nel controllo delle catene del valore digitali”.

“L’euro digitale rappresenta un progetto di interesse strategico per l’Unione europea, che unisce innovazione, fiducia e autonomia – ha concluso Sorrenti –. Non è semplicemente un nuovo mezzo di pagamento, ma una piattaforma su cui poggeranno la sicurezza economica, la resilienza tecnologica e l’indipendenza finanziaria del continente. Il successo dipenderà dalla governance condivisa tra istituzioni, banche centrali, operatori e partner tecnologici. Serve una visione comune che concili innovazione, sicurezza e tutela della privacy, ponendo la fiducia al centro del nuovo ecosistema digitale europeo”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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