L’euro: ecco perché potrebbe essere diventato una valuta rifugio

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L’euro è la valuta del momento. La scorsa settimana ha raggiunto il livello più alto nei confronti del dollaro Usa degli ultimi tre anni. Il mercato ha gradualmente perso fiducia nei confronti dell’economia americana e si sta allontanando dal biglietto verde. La guerra dei dazi rischia di dar vita al fenomeno più temuto sotto il profilo economico, ovvero la stagflazione. Si tratta della convivenza di una situazione di stagnazione dell’economia e di inflazione, rara ma pericolosa.

Finora il dollaro è stato sempre considerato un bene rifugio nei momenti di turbolenza economica, finanziaria e geopolitica in quanto vi era una fiducia implicita nella forza dell’economia americana e nella profondità dei suoi mercati. Oggi questa fiducia sta venendo meno, in considerazione anche del fatto che le nazioni di tutto il mondo stanno cercando alternative alla divisa statunitense per le loro riserve.

In tale contesto stanno prendendo sempre più considerazione l’euro. In caso di recessione globale, l’Europa potrebbe rappresentare una sorta di porto sicuro, in quanto la mossa storica della Germania di allentare le regole fiscali potrebbe rafforzare l’economia regionale. Inoltre, se i dazi americani sortiranno l’effetto sperato da Trump di ridurre il surplus commerciale dell’Europa verso gli Stati Uniti, meno entrate verranno reinvestite in attività in dollari, il che andrebbe a vantaggio della moneta unica. “Vedo un cambiamento strutturale che favorisce l’euro nel medio termine come bene rifugio”.

 

Euro: obiettivo a 1,20 dollari

Il cambio EUR/USD quota poco sopra 1,13, segnando un progresso di circa il 9,4% da inizio anno. Molti analisti e investitori sono diventati rialzisti sulla coppia di valute rispetto a qualche tempo fa. “L’euro sembra destinato a superare livelli che pochi avrebbero immaginato all’inizio dell’anno”, ha affermato Var Ram, macro strategist di Bloomberg a Dubai. “La grande domanda per i trader europei, tuttavia, è quanto la forza della valuta sia gradita alle Banche centrali della regione, dato che difficilmente desidererebbero un inasprimento delle condizioni economiche quando sono già preoccupate per le prospettive di crescita economica”. Secondo Jordan Rochester, responsabile della strategia macro per la regione Emea di Mizuho International Plc, “il mercato forex è long sull’euro e lo scenario di base adesso punta verso 1,15-1,20 dollari.

C’è però chi preferisce adottare un approccio cauto, come ad esempio Valentin Marinov, responsabile G10 FX research and strategy di Crédit Agricole. “La coppia euro-dollaro è eccessivamente ipercomprata” ha avvertito, segnalando che la banca francese in questo momento è passata a una posizione corta sulla valuta europea. A giudizio di Erik Nelson, macro strategist di Wells Fargo, “un’ulteriore forza dell’euro non arriverà senza ostacoli”. L’esperto ha precisato che “qualsiasi rotazione della valuta di riserva avviene nell’arco di mesi e trimestri, non di giorni”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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