Europa: ecco perché sono tutti pazzi per il Vecchio Continente - Borsa&Finanza

Europa: ecco perché sono tutti pazzi per il Vecchio Continente

Europa: ecco perché sono tutti pazzi per il Vecchio Continente

Tutti pazzi per l’Europa. È questo lo slogan che si potrebbe adottare visto l’afflusso importante di denaro negli assets del Vecchio Continente in quest’ultimo periodo. Secondo i dati rilasciati da BofA Global Research, la scorsa settimana si è registrato il primo afflusso settimanale degli investitori nei fondi azionari europei in quasi un anno. Le azioni europee hanno sovraperformato quelle americane di oltre 18 punti percentuali da settembre 2022, in quello che è il più grande divario degli ultimi 20 anni. L’euro ha recuperato alla grande rispetto al dollaro USA, con l’EUR/USD salito negli ultimi tre mesi di quasi il 10%, registrando il più grande guadagno dal 2011.

Anche il reddito fisso sembra in grande spolvero. L’indice di rendimento a 10 anni degli emittenti non core dell’area euro è sceso di 87 punti base da inizio anno, ben oltre il calo di 49 punti base del rendimento del bond tedesco e di 44 punti base di quello del Treasury Bond USA alla stessa scadenza. Quanto al credito aziendale, l’indice del credito societario europeo (.MERER00) è sceso di circa 0,50 punti percentuali quest’anno.

A suggello del ritorno di fiamma verso l’Europa, il crollo del prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam a 60 euro a megawattora, ossia allo stesso livello in cui si trovava prima dello scoppio della guerra Russia-Ucraina. Il combustibile ha perso circa l’80% del suo valore dal picco del mese di agosto, quando viaggiava nei paraggi dei 340 euro.

 

Europa: perché il ritorno di fiamma

Cosa sta succedendo? Il quadro economico sembra essere cambiato radicalmente nei tempi recenti rispetto a qualche settimana fa. Mentre prima una grave recessione era data per scontata, adesso non sembra essere così. Le temperature più miti e il riempimento degli impianti di stoccaggio del gas sembrano scongiurare una nuova crisi energetica che faccia impennare le bollette di gas ed elettricità. Inoltre, la riapertura della Cina ha trasmesso maggiore fiducia che l’economia europea possa risollevarsi.

Tutto ciò ha portato alcune banche d’affari come JP Morgan e Goldman Sachs ad alzare le previsioni per la crescita economica dell’eurozona nel primo trimestre del 2023. Secondo Samy Chaar, capo economista di Lombard Odier a Ginevra, è in atto un “grande movimento nei prezzi del gas in Europa, che ha notevolmente migliorato le prospettive. La percezione si è spostata dal peggior tipo di contrazione, soprattutto per paesi come la Germania, a potenzialmente evitare la recessione”.

 

È ora di investire negli assets europei?

La domanda che gli investitori ora si fanno è se sia questo il momento giusto per investire in Europa. Ci sono alcuni aspetti che vanno considerati in chiave positiva. Intanto, molti gestori stanno spostando liquidità dalle azioni tecnologiche americane, colpiti dall’aumento dei tassi d’interesse della Federal Reserve, alle azioni europee. Ad esempio, Roberto Lottici, gestore di portafoglio presso Banca Ifigest a Milano, ha recentemente venduto Amazon per acquistare banche europee come Intesa Sanpaolo, BNP Paribas e Banco Santander. Tra l’altro, se si fa un discorso di valutazioni in base ai multipli di mercato si evince che le blue chip europee sono scambiate a un multiplo di circa 13, mentre le azioni dell’S&P 500 negoziano 20 volte gli utili attesi. Lo scarto di 7 punti è quasi 5 volte la media quinquennale di 1,5. Ciò significa che in questo momento l’equity in Europa è molto più economico.

Jordan Rochester, strategist di Nomura FX, punta sull’euro. La banca giapponese stima che entro la fine di gennaio la moneta unica si apprezzerà ancora a 1,10 sul dollaro, mentre raggiungerà 1,16 entro fine anno. “L’Europa si sta riprendendo alla grande”, ha detto Rochester.

Sul reddito fisso, invece, scommette Richard McGuire, responsabile della strategia dei tassi di Rabobank, secondo cui il miglioramento dell’economia europea guida i flussi verso le obbligazioni. “Da un lato un’inflazione più bassa e una minore necessità di emissione di debito per finanziare i sussidi energetici sono positivi per le obbligazioni, ma questo deve essere valutato rispetto alla crescita più elevata, che tende a danneggiare i tradizionali beni rifugio”, ha sottolineato.

 

Investire in Europa: alcuni rischi

Occorre dire che ancora esistono dei venti contrari che potrebbero anche soffiare molto forte. Uno deriva dalla stretta sui tassi da parte della Banca Centrale Europea. Il suo Presidente, Christine Lagarde, ha ripetutamente affermato al World Economic Forum di Davos che rialzi sul costo del denaro saranno sostenuti fino a quando l’inflazione non cederà verso gli obiettivi della Banca Centrale. Questo potrebbe alimentare una recessione nei prossimi mesi, la più dura degli ultimi 40 anni, che trascinerà verso il basso le azioni.

In secondo luogo, vi è ancora l’incognita del mercato del gas. Lottici di Banca Ifigest la definisce come una spada di Damocle del conflitto in Ucraina che pende sull’Europa. “I prezzi del gas più bassi sono sicuramente positivi, ma il loro rapido calo ci dice anche che possono aumentare altrettanto velocemente se le cose dovessero andare male”, ha detto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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