Elite, l’ecosistema di Euronext che aiuta le piccole e medie imprese a crescere e ad entrare nei mercati di capitali, ha presentato European Aerospace and Defence Growth Hub, un centro di sviluppo dedicato alle Pmi europee non quotate che operano nel settore della difesa. L’iniziativa debutta in un periodo particolarmente caldo per l’industria europea della sicurezza, chiamata ad attivarsi per la difesa comune dell’Unione.
European Aerospace and Defence Growth Hub si inserisce all’interno di Elite, la piattaforma che raccoglie quasi 2.000 mid and small cap, aziende a media e piccola capitalizzazione che occupano meno di 750 addetti e hanno un fatturato annuo non superiore a 150 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo che non supera i 129 milioni. Elite è stato lanciato da Borsa Italiana nel 2012 e poi allargato al gruppo Euronext, la holding dei listini europei.
In questo articolo:
- Cos’è European Aerospace and Defence Growth Hub
- La formazione prima dell’accesso al mercato dei capitali
- Il ruolo attivo dell’Italia nel progetto Euronext Elite
Cos’è European Aerospace and Defence Growth Hub
L’hub del network che aiuta le piccole e medie imprese a crescere riunisce fornitori europei di piccole e medie dimensioni dei settori difesa, aerospazio, cyber, sistemi dual use ed energia critica per “rafforzare la collaborazione, accelerare l’innovazione e sostenere la crescita sostenibile del settore, a partire dalla catena di fornitura”. La piattaforma sarà un luogo permanente di incontri tra fondi, banche d’investimento e aziende del nuovo Esg, l’acronimo che ha sostituito Environmental, Social, and Governance con Energy, Security, and Geostrategy.
Sul piano pratico, il network servirà ad accedere a “competenze, relazioni e opportunità di finanziamento per espandere le proprie attività”. Le piccole e medie imprese europee non quotate verranno formate, acquisiranno nuove conoscenze e saranno dotate di nuovi strumenti di lavoro per fare networking e farsi conoscere dalla comunità degli investitori per raccogliere i capitali necessari alla crescita.
I fondi potranno essere raccolti nei mercati privati oppure in quelli pubblici se le aziende decideranno di quotarsi. L’obiettivo del Growth Hub è proprio quello di guidare le imprese verso i mercati e le emissioni obbligazionarie, creando un canale stabile di finanza privata a sostegno delle Pmi della difesa. A tal proposito, l’hub ha finalizzato il piano European Defence Bonds, un programma che offre un processo di quotazione accelerato per le obbligazioni emesse da aziende europee della difesa e più liquidità nei mercati obbligazionari secondari.
La formazione prima dell’accesso al mercato dei capitali
Uno dei programmi istruttivi specifici messi a punto da Elite è Ipoready Defence, un piano di formazione sostenuto dall’Unione europea e dalla Bei (la Banca europea per gli investimenti) e propriamente rivolto alle aziende della difesa per prepararle ad accedere al mercato con una fitta formazione su comunicazione finanziaria, governance ed equity story. L’evento comprende workshop e formazione mirata per affrontare specificità quali la gestione dei rischi e la rendicontazione di sostenibilità.
Euronext spiega che grazie alle attività del centro “le aziende partecipanti rafforzeranno le capacità manageriali, miglioreranno la capacità produttiva e rafforzeranno la pianificazione industriale e la resilienza della catena di approvvigionamento, ottenendo nel contempo l’accesso a opzioni di finanziamento e a una rete paneuropea di leader del settore, consulenti e investitori”. In questo modo, si lavorerà a lungo termine per ridurre al minimo i rischi nella gestione della catena di fornitura.
Il ruolo attivo dell’Italia nel progetto Euronext Elite
In Italia i distretti particolarmente interessati sono due: quello di Varese (la Lombardia è leader italiana nel settore con 215 aziende e più di 21.500 dipendenti, con il Varesotto al vertice della regione ed unico centro esportatore verso nazioni come Arabia Saudita, Grecia e Polonia) e quello nato dalla sinergia fra la Puglia (Dta) e la Campania (Dac), regioni del Sud che hanno unito le forze per essere più competitive sui mercati internazionali.
Sono italiani anche i primi due gruppi della filiera a sostenere l’iniziativa: Fincantieri e Leonardo, quest’ultima fresca di operazione con Thales e Airbus sul progetto Bromo, una joint venture da 10 miliardi per un unico grande gruppo europeo del settore satellitare. Dopo l’apertura a Parigi, dove sono stati selezionati i primi casi pilota, European Aerospace and Defence Growth Hub farà la sua tappa italiana a Milano entro il primo trimestre del 2026, probabilmente nel mese di febbraio.
Le aziende che non fanno parte di Elite possono candidarsi su base volontaria e nel caso superare la selezione. I tre requisiti richiesti sono avere un fatturato minimo di 10 milioni di euro, un profilo Esg già in valutazione e almeno una partecipazione a programmi europei come Edf (European Defence Fund, il Fondo europeo per la difesa: la principale iniziativa della Commissione per sostenere ricerca e sviluppo tramite il bilancio dell’Ue) o Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione per finanziare ricerca e innovazione in sei cluster tematici, tra cui sicurezza civile per la società e digitale, industria e spazio.









