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Eurovita: proroga blocco riscatti oltre il 30 giugno, si cerca il salvataggio

Eurovita: proroga blocco riscatti oltre il 30 giugno, si cerca il salvataggio

Il blocco dei riscatti sui prodotti finanziari emessi da Eurovita potrebbe essere prorogato di altri 30 giorni dalla scadenza del 30 giugno. Lo ha riferito in una nota l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc), a seguito dell’incontro avvenuto con il commissario straordinario della compagnia assicurativa, Alessandro Santoliquido. L’obiettivo è quello di prendere tempo per trovare una soluzione nell’ambito del progetto di risanamento di Eurovita, evitando la liquidazione coatta amministrativa. “Di concerto con l’Autorità si stanno valutando una proroga dell’attuale blocco dei riscatti in scadenza il prossimo 30 Giugno per un breve periodo e, per i contraenti residenti nelle zone alluvionate, possibili deroghe al blocco dei riscatti”, spiega la nota.

 

Eurovita: due piani di salvataggio

Eurovita è in crisi di diverso tempo, da quando cioè l’IVASS – l’autorità di regolamentazione del mercato assicurativo – ha trovato nella compagnia specializzata nel ramo vita un coefficiente di solvibilità troppo basso e un capitale inadeguato secondo le norme regolamentari. Il regolatore aveva chiesto in precedenza, a seguito di un’ispezione, la necessità di ricapitalizzare l’azienda con denaro fresco per almeno 200 milioni di euro. Per questo la compagnia aveva avviato una trattativa con il fondo di private equity JcFlower, che però si era tirato indietro. L’IVASS a quel punto ha deciso lo stop ai riscatti delle polizze dal 6 febbraio al 31 marzo, in modo da bloccare i deflussi di denaro che avrebbero devastato le finanze di Eurovita. Il 30 marzo il Ministero delle Imprese ha dichiarato l’amministrazione straordinaria per la compagnia e l’IVASS ha nominato Alessandro Santoliquido per la gestione. Contestualmente il congelamento dei riscatti è stato prorogato fino al 30 giugno.

Dal faccia a faccia dei giorni scorsi tra il commissario straordinario e le associazioni dei consumatori sono emersi alcuni spunti importanti, come quello di un piano A e un piano B per evitare il default di Eurovita. Il piano A consisterebbe nell’acquisizione della società da parte delle cinque maggiori compagnie assicurative del Paese, quali Poste Vita, Intesa Vita, Generali, Unipol e Allianz. In questo modo, tutte le polizze verrebbero assorbite dalle Big Insurance e i contratti dei clienti sarebbero garantiti. Questo però richiederebbe del tempo che probabilmente non c’è. Per questo è stato avanzato il piano di riserva, ossia una ricapitalizzazione di Eurovita, con gli azionisti che mettono le mani al portafoglio in attesa di una soluzione di più ampio respiro.

 

Lo spettro della liquidazione coatta amministrativa

Passi avanti sono stati fatti nel vertice descritto, ma lo spettro della liquidazione coatta amministrativa è ancora vivo. Presto o tardi i riscatti dovranno essere sbloccati e si teme che un fiume di denaro possa essere richiesto indietro. Per evitarlo, si è discusso di chiedere in prestito il denaro alle banche distributrici delle polizze, tipo Sparkasse, Credem, Fideuram, Fineco e altri istituti minori. Le banche in questo modo diventano anche titolari delle polizze stesse. Il problema riguarda più che altro le aziende di credito più piccole, che per trovare liquidità necessitano di finanziarsi a loro volta presso banche più grandi a interessi non proprio vantaggiosi. Questa strada è percorribile, ma ancora è tutto fermo perché una quadra non è stata ancora trovata. Ecco il motivo per cui non si esclude il peggiore degli scenari.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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