Eurozona: per il Pil il 2021 è fatto solo di stime al rialzo

Nei giorni scorsi la Spagna ha alzato le previsioni di crescita del Pil 2021-2022-2023, confermando nel concreto come le prospettive economiche dell’area Euro siano più che rosse. Soprattutto danno seguito alla crescita delle stime per il 2021 riviste al rialzo tanto dall’Unione Europea (+4,8%, ndr) che dalla BCE che nel suo Bollettino Economico di settembre ha segnato una lieve revisione al rialzo delle prospettive per la crescita.

L’Italia sembra essere tra le nazioni pienamente agganciate alla ripresa. A luglio la Banca d’Italia ha nuovamente ritoccato al rialzo le stime del Pil per il 2021, fissandolo da +4,9% previsto a giugno all’attuale +5,1%. A detta di Bankitalia l’economia italiana dovrebbe accelerare in misura significativa a partire dal terzo trimestre e  tornare a livelli “pre-pandemia” nella seconda metà del 2022.

Numeri che sembrano quasi ‘flebili’ rispetto al +6% di Pil 2021 annunciato in queste ora da Carlo Bonomi, in occasione dell’assemblea annuale 2021 dell’associazione degli industriali. “È un dato che ci dà fierezza”, ha dichiarato il presidente di Confindustria, secondo cui la sfida non è il rimbalzo in corso quest’anno ma “il tasso di crescita dal 2022 in avanti: che deve essere solido e duraturo”.

In questo contesto di ottimismo si inserisce anche S&P. Oggi l’agenzia di rating statunitense ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica e di inflazione relative alla zona Euro per il 2021. Il Pil dell’Eurozona dovrebbe attestarsi al 5,1% dal 4,4% indicato in precedenza. Gli analisti hanno prezzato e premiato la ripresa “inaspettatamente solida” mostrata dall’economia europea quando sono state allentate le restrizioni anti-covid nei mesi di marzo-aprile.

Nel suo report S&P ha rivisto al rialzo anche le previsioni di inflazione, prevedendo tuttavia un calo dell’inflazione al di sotto del target della Bce del 2% per il prossimo anno. Il target 2021 per ora è stato indicato in +2,2% di aumento del costo della vita, in precedenza era +1,8%. Per gli analisti nel 2022 la crescita dell’inflazione dovrebbe rallentare e tornare sotto il 2% caro alla BCE come risultato di “una moderata evoluzione salariale e di un calo dello slancio di crescita”.