Chi scommette su Exowatt e cosa fa la startup di energia rinnovabile per l’AI

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Alimentare il World 3.0, costruire la spina dorsale del mondo 3.0 dove l’innovazione (intelligenza artificiale, robotica, biotecnologie) aumenta la sostenibilità e la partecipazione. Farlo con un nuovo sistema energetico. È questa la missione di Exowatt, la startup statunitense di energia rinnovabile a basso costo che vuole limitare i consumi globali e provare a colmare il divario tra passato industriale e futuro smart mitigando l’impatto dei data center, il cuore pulsante dell’AI.

L’azienda ha completato un round seed da 20 milioni di dollari, guidato da a16z, Atomic e Sam Altman, l’amministratore delegato di OpenAI. Nel suo round di Serie A ha invece raccolto 70 milioni con un’estensione successiva di altri 50 milioni, che ha portato la raccolta complessiva a 140 milioni. L’ampliamento è dovuto al forte slancio visto sul mercato e all’interesse crescente da parte degli investitori.

 

In questo articolo:

 

  • Cosa fa Exowatt, la startup di energia rinnovabile
  • Chi c’è dietro l’azienda sostenuta da Sam Altman
  • Quando è previsto il lancio commerciale di P3

 

Cosa fa Exowatt, la startup di energia rinnovabile

Exowatt rilancia lo schema della Csp (Concentrating Solar Power), l’energia solare concentrata. La tecnologia messa a punto dalla cleantech rende l’energia elettrica sempre disponibile e quasi gratuita. La startup offre ai clienti una soluzione modulare full-stack in grado di fornire energia distribuibile 7 giorni su 7 fino a 24 ore al giorno, il tutto a costi molto bassi. Il suo prodotto di punta si chiama Exowatt P3: è un sistema tre in uno che genera, immagazzina e distribuisce elettricità ai data center per l’intelligenza artificiale.

Si prevede che queste infrastrutture raddoppieranno i loro consumi di elettricità entro il 2030 fino a 945 terawattora: un consumo paragonabile a quello di intere nazioni. P3 immagazzina l’energia solare sotto forma di calore in una batteria termica a lunga durata e la converte in elettricità su richiesta grazie ad un motore termico. Ogni impianto ha una scatola metallica dotata di lenti che concentrano la luce solare in un fascio ristretto, che riscalda un mattone speciale al suo interno: a quel punto una ventola soffia aria sul mattone per trasportare il calore ad un’altra scatola che contiene un motore Stirling (un dispositivo a pistoni che converte il calore in energia meccanica) e un generatore.

La startup chiama i suoi moduli rocks in a box, rocce in scatola. Il loro funzionamento è simile a quello della steatite (la pietra ollare), la roccia metamorfica che incamera calore grazie alla sua capacità di assorbirlo rapidamente e rilasciarlo lentamente. È possibile aggiungere più motori ai P3 per aumentare la potenza erogata oppure integrare più celle per incrementare l’energia distribuibile. Naturalmente il numero di unità necessarie per alimentare un data center potrebbe richiedere enormi quantità di terreno e una prevalenza esclusiva di zone soleggiate.

 

Chi c’è dietro l’azienda sostenuta da Sam Altman

Il co-fondatore e amministratore delegato della società è Hannan Happi, ingegnere meccanico con un passato tra Siemens e General Electric, dove ha progettato centrali elettriche a ciclo combinato e turbine eoliche. Lasciata la Germania, Happi si è trasferito negli Stati Uniti: prima a Fremont per lavorare alla Tesla Model S, poi a San Francisco per lanciare Volansi (una startup di trasporto merci aziendali e materiali militari con droni a decollo verticale) e infine a Miami, dove ha incontrato Jack Abraham (il fondatore di Atomic) e fondato Exowatt, un progetto costato anni di brainstorming e sviluppo.

L’azienda stima che la domanda totale del settore (Tam, il Total Addressable Market) valga più di 100 miliardi di dollari soltanto negli Stati Uniti e questa valutazione è in continua crescita. Non a caso il round da 70 milioni è stato guidato da Felicis con il supporto di Hsbc Innovation Banking, Andreessen Horowitz, Atomic e altri investitori; il follow-on da 50 milioni da Mvp Ventures e 8090 Industries con la partecipazione di Atomic, Bam, Bay Bridge Ventures, DeepWork Capital, Dragon Global, Florida Opportunity Fund, Massive Vc, New Atlas Capital, Overmatch, Protagonist e StepStone.

 

Quando è previsto il lancio commerciale di P3

Il target della startup è commerciale e industriale: hyperscaler, sviluppatori di data center e di energie rinnovabili. Attualmente l’arretrato di Exowatt ammonta a dieci milioni di unità P3, pari a novanta gigawattora di capacità. Il lancio commerciale con i primi clienti pilota avverrà entro la fine del 2025. Il traguardo è pervenire il più velocemente possibile ad un miliardo di unità: quando la produzione toccherà un milione di container all’anno, verrà raggiunto il punto di arrivo del centesimo per kilowattora.

A confortare i piani di Exowatt per raggiungere un centesimo per kilowattora c’è un design modulare e scalabile, che assicura un modello di convenienza e crescita grazie alla tecnologia dell’accumulo termico a basso costo. Queste batterie termiche trattengono il calore fino a cinque giorni, garantendo un funzionamento continuo, e possono essere collegate tra loro per alimentare un singolo generatore. Secondo Happi queste soluzioni in scala industriale sono quasi duecento volte più economiche rispetto alle batterie agli ioni di litio.

P3 non si limita a immagazzinare o trasferire l’energia prodotta altrove: può invece generarla, immagazzinarla e fornirla in un’unica soluzione, in un flusso costante per lunghi periodi, anche in assenza di luce solare e vento. È questo il suo punto di forza. “L’intelligenza artificiale avanza più velocemente che mai – spiega Happi sul sito dell’azienda –. Per stare al passo, abbiamo bisogno di energia sostenibile e scalabile. Ecco perché abbiamo fondato Exowatt. La nostra missione è fornire energia affidabile e a costi ultra-bassi che alimenti l’infrastruttura globale di AI, proteggendo al contempo il nostro pianeta”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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