FED: 5 motivi per rallentare il ritmo nel rialzo dei tassi - Borsa e Finanza

FED: 5 motivi per rallentare il ritmo nel rialzo dei tassi

FED, cinque motivi per rallentare il rialzo dei tassi di interesse

Nella riunione di ieri la Federal Reserve ha rialzato i tassi di interesse dello 0,75%. La mossa era stata preparata dal presidente Jerome Powell è non ha provocato reazioni negative sui mercati finanziari. Al contrario, le parole di Powell hanno lasciato intendere che il passo nel cammino di restrizione monetaria potrebbe rallentare e su questa sensazione i mercati sono saliti. Gli analisti di Goldman Sachs hanno individuato cinque punti, nel discorso del presidente della FED, che confermerebbero questa possibilità e un approdo finale dei tassi di interesse al 3,25%-3,5%.

 

1 -Le attese dei banchieri centrali FED

Jerome Powell, scrivono gli analisti di Goldman Sachs, ha confermato, con le sue parole, lo schema dei dot plot, ossia le indicazioni dei membri del Comitato di politica monetaria Fomc sul posizionamento dei tassi di interesse nelle prossime riunioni: “Il grafico è allineato con le nostre previsioni per un rialzo dei tassi di 100 punti base nelle prossime riunioni fino a fine anno”.

 

2 -Il livello di neutralità è stato raggiunto

Con l’”inusuale” rialzo di 75 punti base, il secondo consecutivo, la FED ha riportato i tassi di interesse in posizione di neutralità. L’accelerazione, nelle parole di Powell, è stata legata alla volontà di raggiungere questo obiettivo tanto che il presidente della Federal Reserve ha affermato che gli ulteriori rialzi porteranno la politica monetaria in territorio restrittivo e quindi “probabilmente diverrà appropriato rallentare il passo degli incrementi nei tassi di interesse”.

 

3 -Gli effetti dei precedenti rialzi iniziano a trasferirsi all’economia

L’effetto delle politiche monetarie si trasferisce all’economia reale con un ritardo di qualche mese. L’economia USA sta già risentendo di una riduzione dei consumi e della produzione industriale e, secondo quanto affermato da Powell  “c’è un significativo inasprimento in cantiere”. Secondo gli analisti di Goldman Sachs l’effetto maggiore sulla crescita si avrà nel corso della seconda metà dell’anno, con un trascinamento al ribasso del Pil di 2 punti percentuali, sufficiente a portare l’economia al di sotto del potenziale di crescita.

 

4 -Il focus ora è anche sulla crescita

Nelle parole del presidente della FED sono tornati i temi legati alla crescita, in particolare attività economica e mercato del lavoro. Nonostante abbia ribadito il focus sull’inflazione, questa non appare più l’unico convitato presente al tavolo delle decisioni del Fomc. Powell, inoltre, ha evidenziato i primi effetti delle decisioni di rialzo prese finora su spesa dei consumatori, settore immobiliare e investimenti aziendali.

 

5 -La FED vuole evitare una recessione

Nel corso della conferenza stampa Jerome Powell ha dichiarato di non ritenere che gli Stati Uniti siano in recessione e di aspettarsi un soft landing. Ciò significa, secondo gli esperti di Goldman Sachs, che la FED vuole evitare una recessione e probabilmente rallenterebbe il ritmo della restrizione monetaria nel momento in cui la intravvedesse come un rischio concreto.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks,com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). E' stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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