Fed: come guerra Russia-Ucraina può cambiare decisione tassi
Cerca
Close this search box.

Fed: come guerra Russia-Ucraina può cambiare decisione tassi

Fed: come guerra Russia-Ucraina può cambiare decisione tassi

Fino a prima che scoppiasse la guerra tra Russia e Ucraina, il mercato si aspettava che la Fed aumentasse i tassi di interesse di mezzo punto percentuale nella riunione del 15-16 marzo prossimo. La motivazione era che l’inflazione negli Stati Uniti ha raggiunto un limite che non può più essere tollerato e che minaccia di compromettere i consumi e i risparmi degli americani. L’invasione delle truppe russe in tutto il territorio ucraino e i bombardamenti lanciati con le incursioni aeree nelle città del nemico hanno cambiato le carte in tavola, perché hanno aggiunto una nuova variabile per la Banca Centrale statunitense: il pericolo recessione. Il conflitto in sostanza da un lato fa salire i prezzi del petrolio alimentando l’inflazione, dall’altro deprime la crescita economica lasciando i consumatori con meno soldi da spendere. Il punto è che essere troppo aggressiva sui tassi in una situazione in cui l’economia rischia di tornare indietro non è certo che porti all’effetto sperato per la Fed, dal momento che il carovita è determinato dalla carenza dell’offerta più che dall’abbondanza della domanda. Quindi, che necessità ci sarebbe di raffreddare un’economia che non è surriscaldata? Un bel rompicapo per Jerome Powell che, alla luce di tutto questo, potrebbe procedere con più cautela e alzare il costo del denaro solamente di un quarto di punto percentuale. 

 

Ad aggiungere altre complicazioni a tutta la vicenda tuttavia vi è il fatto che, mentre l’Europa è strettamente dipendente dalla Russia soprattutto dal punto di vista energetico, gli Stati Uniti lo sono molto meno. La quantità di beni che gli USA commerciano con Russia e Ucraina non è eccelsa, quindi si prevede che l’impatto della guerra sulla crescita economica a stelle e strisce alla fine risulterà essere modesto. La Fed quindi è probabile che seguirà da vicino i dati a livello macroeconomico sul fronte del PIL e dell’occupazione prima di stabilire con esattezza quanto essere aggressiva sul versante dei tassi d’interesse.

 

Fed: cosa pensano gli economisti in relazione alla guerra in Ucraina e ai tassi

 

Gli economisti sono divisi in merito al fatto che la Fed dia maggiore priorità al fattore inflazione piuttosto che a quello crescita. Secondo Kathy Bostjancic, capo economista finanziario statunitense presso Oxford Economics, l’istituto monetario alla fine si muoverà con cautela, sebbene il contesto inflazionistico richieda un inasprimento della politica monetaria. L’esperta ha abbassato le previsioni sull’aumento dei tassi nel mese di marzo da 0,5% a 0,25%. 

 

Non è del tutto dello stesso avviso Bill Adams, capo economista di Comerica Bank, che ha affermato come sarà difficile che l’inflazione sorprenda al ribasso e la guerra tra Russia e Ucraina riduce tale eventualità. Questo quindi importerebbe molto di più alla Fed rispetto al freno alla crescita che, anche se più lenta, sarebbe a un livello abbastanza buono nel 2022.

Ian Shepherdson, capo economista di Pantheon Macroeconomics, invece ritiene che se i prezzi del petrolio dovessero salire fino a 120 dollari al barile non sarebbero una minaccia esistenziale per la ripresa economica post-Covid degli Stati Uniti.

 

AUTORE

Picture of Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *