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Fed: ecco cos’è successo nella riunione di gennaio 2024

Fed: ecco cos'è successo nella riunione di gennaio 2024

La Fed ha messo il bastone tra le ruote di Wall Street. Nell’ultima riunione della Banca centrale americana, il presidente Jerome Powell ha spento le speranze degli investitori: il taglio dei tassi di interesse non arriverà a marzo. “Sulla base dell’incontro di oggi, vorrei dirvi che non credo sia probabile che il comitato raggiunga un adeguato livello di fiducia entro la riunione di marzo” ha dichiarato il governatore, rafforzando quanto contenuto nel comunicato del FOMC: “Non è appropriato ridurre l’intervallo obiettivo dei tassi di interesse (5,25%-5,50%) fino a quando non ci sarà maggiore convinzione sul fatto che l’inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso il 2%”.

Al termine della conferenza stampa di Powell tenutasi dopo il meeting della Federal Reserve, gli operatori di mercato hanno cominciato a vendere le azioni sulla Borsa USA. Gli indici S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso le contrattazioni con ribassi rispettivamente dell’1,61% e  del 2,23%. Gli effetti dell’esito del meeting Fed si sono fatti sentire anche sulle altre Borse, con l’Asia e l’Europa sottotono nella sessione odierne.

 

Fed: tagli in arrivo ma con calma

La Fed procede con molta cautela. Powell ha sottolineato che l’inflazione sta seguendo una tendenza al ribasso, ma anche che occorrono “più dati che lo confermino”. Per questo i funzionari dell’istituto centrale hanno unanimemente votato affinché il tasso di riferimento rimanesse al livello attuale, ribadendo il concetto di mantenerlo “più a lungo, se appropriato” e nel contempo continuare a ridurre il bilancio Fed fino a 95 miliardi di dollari al mese.

Dalla dichiarazione ufficiale è almeno sparita qualsiasi menzione a un “ulteriore rafforzamento della politica monetaria”. Ciò significa che non è più previsto alcun aumento dei tassi di interesse.

Al contrario, la Banca centrale ha trionfalmente rimarcato il fatto che la probabilità di una combinazione di piena occupazione e bassa inflazione si sta “spostando verso un migliore equilibrio”. In definitiva, il messaggio finale che tutti hanno colto dalla riunione di gennaio è che i tagli dei tassi di interesse stanno arrivando, ma non così presto come molti investitori vorrebbero. Quanto è bastato però per peggiorare il sentiment del mercato.

 

Cosa pensano gli analisti

Gli opinionisti hanno giocoforza rinviato le loro previsioni sulla prima riduzione del costo del denaro. Tra questi, gli economisti di Goldman Sachs hanno spostato da marzo a maggio le loro aspettative al riguardo, pur mantenendo la stima di cinque tagli per il 2024 e tre per il 2025. “Pensiamo che la migliore spiegazione per la riunione della Fed sia che i partecipanti al FOMC con opinioni diverse siano scesi a compromessi sul probabile inizio dei tagli un po’ più tardi”, ha scritto l’economista della banca David Mericle in una nota.

Di opinione simile è Greg Daco, capo economista di Ernst & Young, secondo cui “i funzionari della Fed vogliono avere quel cuscinetto di fiducia in più e quindi probabilmente aspetteranno fino a maggio prima di intervenire sui tassi”.

Alcuni analisti condividono le preoccupazioni della Fed sull’inflazione, come ad esempio Vincent Reinhart, di Dreyfus: “Quel freno benefico sui prezzi dovuto all’allentamento delle pressioni sulla catena di approvvigionamento e al costo inferiore delle merci si è certamente fermato e probabilmente si è invertito” ha detto.

Secondo Eswar Prasad, professore alla Cornell University, il messaggio dell’autorità monetaria non è del tutto negativo. “La Fed vuole evitare di pubblicizzare prematuramente eventuali tagli dei tassi, ma sta inviando un segnale inequivocabile che questi saranno imminenti se le notizie sull’inflazione continueranno a essere buone” ha dichiarato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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