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Fed: Goldman Sachs, nessun aumento dei tassi nel 2023

Fed: Goldman Sachs, nessun aumento dei tassi nel 2023

La riunione di questa settimana della Fed tiene gli investitori con il fiato sospeso. Quale politica monetaria adotterà la Banca centrale USA? Secondo le previsioni degli analisti i tassi d’interesse dovrebbero rimanere invariati al 5,5% ma alcuni segnali fanno pensare che la Federal Reserve manterrà un tono da falco nel meeting del 19-20 settembre.

Per la prima volta da marzo 2023 gli hedge fund sono diventati rialzisti sul dollaro USA, detenendo 18 mila posizioni long nella settimana conclusasi il 12 settembre a fronte di poco oltre 25 mila posizioni short nei 7 giorni precedenti (dati Commodity Futures Trading Commission). Il biglietto verde tende a rinforzarsi quando ci sono aspettative di tassi più alti o politiche monetarie restrittive. Oggi queste attese sono rafforzate dal fatto che la Fed potrebbe continuare a mantenere un costo del denaro a livelli elevati per un periodo di tempo più lungo rispetto a quanto fino ad oggi scontato dal mercato.

 

Fed: ecco perché per Goldman Sachs non ci sarà aumento dei tassi

Investitori e opinionisti finanziari staranno ben attenti a captare qualsiasi segnale arrivi dai funzionari della Fed riguardo un eventuale ultimo aumento dei tassi. Molti pensano che prima della fine dell’anno ci sarà una stretta finale di 25 punti base ma non vi è unanimità di consensi riguardo la riunione in cui essa avverrà. Il FedWatch Tool di CME Group riporta una probabilità del 98% che i tassi rimangano invariati questa settimana, mentre la quota scende al 72% per la prossima riunione di fine ottobre-inizio novembre.

Gli analisti di Goldman Sachs ritengono improbabile che la Fed aumenti i tassi d’interesse nell’incontro del 31 ottobre-1° novembre, in quanto la Banca centrale guidata da Jerome Powell alzerà le sue proiezioni sulla crescita economica questa settimana. “A novembre, riteniamo che un ulteriore riequilibrio del mercato del lavoro migliori notizie sull’inflazione. I dati sulla crescita del 4° trimestre convinceranno più funzionari del FOMC (Federal Open Market Committee) a rinunciare a un rialzo finale quest’anno” hanno scritto gli strateghi della banca d’investimento in un rapporto. Tuttavia, “il dot plot della Fed – che riflette le proiezioni dei tassi di interesse dei policymaker – mostrerà una ristretta maggioranza di 10 a 9 che sta ancora pensando a un altro rialzo, se non altro per preservare un certo livello di flessibilità” hanno precisato gli strategist.

Quanto al taglio dei tassi che il mercato auspica, Goldman Sachs è convinta che nel 2024 arriveranno graduali sforbiciate sempre che l’inflazione continui a raffreddarsi. La banca newyorchese ha anche riferito che la Fed potrebbe aumentare questa settimana le stime del PIL USA 2023 dall’1% al 2,1%, grazie alla resilienza che ha mostrato l’economia nonostante una sfilza di incrementi sul costo del denaro partiti a marzo dello scorso anno. Per quel che riguarda il tasso di occupazione e l’inflazione core, Goldman prevede una riduzione delle stime della Fed rispettivamente dello 0,2% al 3,9% e dello 0,4% al 3,5%.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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